ADRIA (Rovigo) – Settecento anni fa moriva Marco Polo, alla sua figura sarà dedicata la rappresentazione scenica del Conservatorio “A. Buzzolla”, in collaborazione con la scuola secondaria di primo grado convenzionata.
Se il viaggio è metafora di crescita, Marco Polo ne è l’archetipo. Interpretare le vicende dei personaggi de “Il Milione”, dunque, è una lezione di Storia e di vita insieme. Quando a raccontare le peripezie, gli incontri e gli scambi, poi, le parole lasciano spazio alla musica, il compimento esperienziale è servito.
Si chiama “Sogno d’Oriente. Marco Polo e Puccini lungo la Via della Seta”: è la cantata profana con rappresentazione scenica per soli coro e orchestra, che il Conservatorio “A. Buzzolla”, diretto da Paolo Zoccarato, e la scuola media convenzionata che porta lo stesso nome, porteranno in scena domenica 9 giugno, alle 21, al teatro comunale di Adria, per la regia di Monica Stefani. Il libretto è di Giacobbe Zanivan, le musiche sono di Alberto La Rocca, l’orchestra del Conservatorio è diretta da Ambrogio De Palma, il coro da Carlo Pavese.
Attori saranno gli alunni delle quattro classi della secondaria di primo grado, facente capo all’Istituto comprensivo Adria Due, diretto da Arianna Vianello. Con costumi e scenografie realizzate dalla regista e dall’insegnante di Arte, Angela Grigolato (anche grazie ai contributi degli sponsor Fondazione Mecenati, Banca Adria e azienda Duoccio), presenteranno al pubblico le principali tappe di uno dei viaggi più avvincenti della Storia, quello di Marco Polo, un’avventura che si snoda tra Europa e Oriente, destinata a lasciare un segno incancellabile nei rapporti tra i due mondi. Un segno rimasto impresso in un libro, “Il Milione”, capolavoro della letteratura di viaggio e vera e propria enciclopedia geografica che contiene le conoscenze essenziali sull’Oriente fino al XIII secolo.
Facile calarsi nella storia di Marco, per i giovani della scuola media “A. Buzzolla”, che da mesi stanno lavorando alle prove con i loro insegnanti Elena Cavallini, Annalisa Andreello, Alessandro Marcato e Serena Agostini. Marco ha solo qualche anno più di loro, infatti, quando, nel 1271, salpa da Venezia insieme al padre e allo zio, tutti diretti verso Oriente lungo la cosiddetta Via della Seta. Dopo aver attraversato Terrasanta, Turchia, Persia, Afghanistan, deserto del Gobi, i Polo giungono nel Katai, nella Cina del Nord, dove risiede la corte di Kublai Khan, il Gran Khan dei Mongoli. Il viaggio è durato quattro anni. Altri 17 anni durerà la permanenza dei Polo in Cina. Al rientro, Marco finirà in una prigione genovese, “vittima” del plurisecolare conflitto tra Venezia e Genova per il predominio mercantile sul Mediterraneo. Lì incontrerà Rustichello da Pisa, reporter dell’epoca che raccoglierà ne “Il Milione” i racconti di Marco, fattosi ormai Uomo grazie alle esperienze, che lo hanno elevato sopra ad ogni schema, limite, intolleranza. In una parola, che lo hanno reso libero anche se prigioniero nella contingenza.
Un “compito autentico” vero, per le studentesse e le gli studenti della scuola secondaria di primo grado “A. Buzzolla” e un augurio ad essere “esploratori” della loro vita che arriva direttamente da Marco il quale, sul letto di morte, in faccia agli increduli, dice: “E non ho narrato neppure la metà di quello che ho visto e fatto”.

















