ROVIGO – Avevano già presentato interrogazione ad inizio di ottobre relativa al tema del polo natatorio, ritornano sull’argomento piscina comunale dopo la risposta ricevuta in forma scritta a firma del sindaco Valeria Cittadin ed all’assessore competente (Andrea Bimbatti per l’edilizia sportiva).
Diego Crivellari (Partito democratico) e Franco Palmiro Tosini (Lista civica democratica inclusiva) avevano rilevato che la piscina comunale di Rovigo è chiusa dallo scorso mese di gennaio e, al momento, non esiste una data certa per la riapertura: una situazione che penalizza circa 2.000 utenti, costretti a investire tempo e risorse economiche in lunghi spostamenti.

“Non è certo inusuale che, all’esito di una gara bandita da un Comune o da un ente locale, uno dei partecipanti non risultato vincitore presenti ricorso al Tar – commentano i consiglieri comunali – meno usuale, invece, che l’amministrazione in questione blocchi interamente la procedura e, quindi, il servizio, in attesa di una sentenza per la quale non vi sono tempi certi, con un danno considerevole nei confronti degli utenti e o dei beneficiari finali del servizio stesso.
Non è tuttora chiaro che cosa impedisca di procedere alla definizione del contratto – aggiungono – né a cosa sia dovuta questa sensazione di insicurezza che traspare dagli ultimi orientamenti dell’amministrazione comunale, la quale sembrerebbe non intenzionata a procedere senza prima ricevere una qualche forma di “garanzia” sull’esito finale del contenzioso. Tuttavia è altrettanto evidente che essere chiamati ad amministrare significa anche prendersi delle responsabilità, specialmente quando è in gioco l’interesse della collettività: siamo certi che i ritardi e le esitazioni dell’amministrazione comunale non possano esporre il Comune a un contenzioso ulteriore, con la società risultata affidataria del servizio, ma impossibilitata ad avviarlo?”.
La risposta del Comune di Rovigo dello scorso 22 ottobre 2024 rileva che “sino al 9 ottobre 2024 il TAR non si era pronunciato, neppure sulle istanze cautelari, pertanto il contratto era sottoposto all’effetto sospensivo di cui all’art. 18 comma 4 del vigente codice dei contratti. Preso atto, invece ora, della sentenza del TAR, per l’effetto della stessa, si è disposto la riattivazione del subprocedimento di verifica della congruità dell’offerta economica e del corredato P.E.F. Determinandosi pertanto la riapertura di fasi endoprocedimentali dell’affidamento in concessione, il contenuto delle attività che seguiranno assumeranno carattere di riservatezza e segretezza”.
“Avevamo già sottolineato come la vicenda della piscina comunale stesse diventando una vera e propria telenovela, così come avevamo già detto che l’Ente comunale avrebbe dovuto assumere tempestivamente un provvedimento di apertura del polo natatorio, continueremo naturalmente a seguire con estrema attenzione l’evoluzione della situazione in essere e vedremo se ci saranno ulteriori strascichi – concludono Crivellari e Tosini – una volta che si riterrà di poter effettuare una nuova assegnazione. Nel frattempo, lo ricordiamo, la città continua ad attendere…”.


















