BADIA POLESINE (Rovigo) – Avviso Pubblico, la rete di enti locali che si impegnano per promuovere la cultura della legalità contro mafie e corruzione di cui fa parte anche Badia,comunica il dato drammatico che emerge dal 15° Rapporto di “Amministratori sotto tiro”, presentato Martedì 8 luglio a Roma.
C’è un’intimidazione al giorno, ogni giorno, per quindici anni. È il risultato di un lavoro prezioso frutto dell’impegno costante di analisti, accademici e studiosi che hanno scandagliato il fenomeno in ogni angolo del Paese.
Dal 2010 al 2024, sono stati censiti 5.716 atti intimidatori, di minaccia o violenza contro sindaci, assessori, consiglieri comunali o municipali, dipendenti e funzionari degli enti locali. Una media impressionante.

Di questi 230 atti si sono verificati in Veneto, un dato che fa della regione la seconda più colpita del Nord Italia, dopo la Lombardia. Le province più bersagliate sono Padova (66 casi) e Venezia (50). 91 i Comuni colpiti in Veneto nel corso del quindicennio, il 16% del totale presenti sul territorio regionale.
I dati del nuovo rapporto descrivono una democrazia locale messa quotidianamente alla prova. Nei paesi, nei quartieri, nei consigli comunali si producono decisioni capaci di cambiare la vita delle persone e proprio per questo quei luoghi diventano bersaglio di chi trae vantaggio dall’arretramento civico.
“Dietro ogni numero – commenta il Coordinatore regionale di Avviso Pubblico per il Veneto, Paolo Galeano – bisogna ricordarsi che c’è un volto, una storia, una comunità intera. E la fotografia del 2024 conferma quanto il fenomeno sia tutt’altro che in remissione: 328 gli episodi censiti nell’anno, in aumento del 4% rispetto al 2023. Un dato che interrompe il calo registrato negli ultimi cinque anni. Il bersaglio preferito? I Sindaci, colpiti nel 61% dei casi. Nel 2024 in Veneto si sono verificati 23 casi di intimidazione e minaccia, dato che fa della Regione la prima più colpita del Centro-Nord, in ulteriore aumento rispetto ai 19 casi registrati nel 2023. La provincia di Padova raccoglie il 56% delle intimidazioni registrate sul territorio regionale.
“Tuttavia il Rapporto ricorda e attesta che esiste la buona politica, e che è più diffusa di quanto la narrazione del ‘sono tutti uguali’ voglia fare credere”, conclude il Presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà.
Il dato consolante è che il Polesine, al momento, è escluso da questa preoccupante graduatoria.
U.M.B.














