Il gruppo di minoranza di Corbola (Rovigo) capeggiato da Rossano Doati, chiede informazione su un argomento già trattato lo scorso anno

CORBOLA – “Nella primavera 2021 il gruppo di minoranza di Corbola aveva reso nota una determina del comune di Corbola nella quale il sindaco Michele Domeneghetti aveva l’obbligo di restituire alle casse comunali la somma di euro 3.378,89 indebitamente percepita dal 12 settembre 2020 al 31 gennaio 2021, quando era invece pagato come docente a tempo determinato presso istituzioni scolastiche della provincia”. Così la minoranza di Corbola che, a distanza di più di un anno, torna su un argomento a loro caro.

“Tutto era nato da una segnalazione fatta dal gruppo di minoranza che in quella occasione aveva anche chiesto che fossero fatti altri ulteriori controlli sulle somme percepite indebitamente dal Domeneghetti durante il mandato precedente (2009-2014)”.

Sottolineando poi: “Nonostante le interrogazioni presentate dalla minoranza in questo anno e mezzo, ad oggi niente è stato reso noto con riferimento alla restituzione delle somme percepite nel periodo sopra citato.

Questo ritardo nel comunicare informazioni importanti non solo alla minoranza, ma soprattutto alla cittadinanza, dimostra ancora una volta come il primo cittadino non abbia rispetto per Corbola, un paese che può anche gioire delle feste paesane, ma che il giorno dopo si ritrova ancora senza i servizi essenziali, un paese che deve fare i conti con una realtà fatta di persone anziane e giovani famiglie che devono fare i conti con la mancanza di un medico di base e della pediatra”.

Proseguendo poi: “Il gruppo di minoranza ha inviato anche alla Prefettura comunicazione della mancata trasmissione delle informazioni richieste al sindaco in merito alle indennità riscosse mentre insegnava con regolare stipendio, nel dubbio che possa configurarsi anche un danno erariale, che per quanto di breve entità denuncerebbe pur sempre un dispregio delle istituzioni o, nella migliore delle ipotesi, un’ignoranza colpevole delle regole di buon governo.

Tutto ciò nella speranza che il primo cittadino si convinca che il consenso non si ottiene con un giornalino autocelebrativo o con un parco dal nome (sbagliato) in lingua inglese che le persone non ricordano nemmeno, ma lavorando con serietà per i propri cittadini in un clima di rispetto e collaborazione con chi ha il suo stesso diritto di essere seduto in consiglio comunale”.

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