ROVIGO – Martedì 23 dicembre alle ore 10 il Consiglio Provinciale di Rovigo, convocato in seduta pubblica a Palazzo Celio, sarà chiamato ad ascoltare la comunicazione del presidente Enrico Ferrarese sullo stato dell’iter autorizzatorio che riguarda Ecopol Rovigo.
Al centro del procedimento c’è la richiesta di trasformazione dell’attuale autorizzazione allo stoccaggio di rifiuti speciali – anche pericolosi – in un’attività di trattamento mediante desorbimento termico di fanghi e terre contaminate. Un progetto sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), con un dettaglio che sta facendo discutere sempre di più: la scadenza per la presentazione delle osservazioni è fissata al 25 dicembre, giorno di Natale.
Comitati in presidio: “Scelta che peggiora la qualità dell’aria”
Alla seduta di martedì è annunciata la presenza dei comitati per la difesa dell’ambiente e della salute pubblica, che invitano i cittadini a partecipare con cartelli e striscioni per manifestare la contrarietà all’impianto.
Secondo i comitati, l’impianto di desorbimento termico previsto in via Amendola, a breve distanza da Rovigo, Costa, Lusia e Villanova del Ghebbo, produrrebbe emissioni inquinanti tali da aggravare ulteriormente una qualità dell’aria già critica, con potenziali ricadute sulla salute dei residenti.
A rendere il clima ancora più teso ha contribuito la presentazione del progetto alla cittadinanza, avvenuta solo venerdì mattina scorso (LEGGI ARTICOLO), a ridosso della scadenza delle osservazioni, in una data e in un luogo giudicati da molti inadeguati. Un incontro definito tardivo, che secondo i cittadini non ha garantito un reale confronto informato.
La lettera di Edoardo Gaffeo: “Qui non basta certificare le procedure”
A pesare politicamente sul Consiglio Provinciale sarà anche la lettera aperta dell’ex sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, indirizzata direttamente al presidente Ferrarese.
Nel suo intervento, Gaffeo richiama con forza il ruolo politico della Provincia, sottolineando come la questione Ecopol non sia un semplice fascicolo tecnico ma una scelta che incide sull’identità e sul futuro del Polesine.
“È sempre possibile rifugiarsi dietro formule come ‘stiamo seguendo l’iter’ o ‘ci affidiamo ai tecnici’. Ma il ruolo che ricopri non è neutro”, scrive Gaffeo, invitando Ferrarese ad assumere una responsabilità politica piena e a non relegare la salute pubblica a “una nota a piè di pagina”.
Un passaggio particolarmente netto riguarda il significato del mandato ormai prossimo alla conclusione del presidente della Provincia: una fase in cui, secondo l’ex sindaco, le scelte contano più delle procedure e lasciano un segno duraturo sul territorio.
“Questo territorio non ha bisogno di un arbitro che certifichi i passaggi amministrativi. Ha bisogno di qualcuno che ne prenda le parti.
Sappiamo entrambi che un procedimento di VIA è un intreccio di passaggi formali, pareri tecnici e riferimenti normativi. Ma domani, accanto a quei fascicoli e a quelle procedure, ci sarà qualcosa di molto più rilevante: la tutela della salute dei cittadini che rappresenti e il futuro dell’identità stessa del nostro territorio.
È sempre possibile, spesso comodo, rifugiarsi dietro formule che conosciamo bene: “stiamo seguendo l’iter”, “la competenza è degli uffici”, “ci affidiamo ai tecnici”. Ma il ruolo che ricopri non è neutro, e tu lo sai. Essere Presidente della Provincia significa assumersi una responsabilità politica piena, consapevole. Significa dare voce a una comunità che ti ha accordato fiducia e che oggi chiede protezione e rispetto. Un territorio che per troppo tempo è stato trattato come spazio disponibile, sacrificabile, piegato a una visione di sviluppo che scambia il progresso con l’accumulo sistematico di rischi. La salute pubblica non può diventare una nota a piè di pagina, né una variabile residuale in fondo a una relazione tecnica.
Il tuo mandato è prossimo alla conclusione. È il tempo dei bilanci, certo, ma soprattutto è il tempo delle scelte che lasciano un segno. Hai davanti a te l’occasione di decidere quale impronta lasciare: quella di chi si è limitato a garantire il funzionamento dell’esistente o quella di chi ha saputo assumere una posizione chiara e forte quando erano in gioco l’integrità del territorio e il benessere dei suoi cittadini. La scelta che farai ora contribuirà a orientare il percorso futuro.
È il momento di guardare il Polesine negli occhi, di riconoscerne insieme la fragilità e la dignità, e di difenderlo con determinazione. Questo territorio ha bisogno di qualcuno che ne prenda le parti e se ne faccia carico.
Facci sentire che, in questa scelta, ci sei davvero”.
Un calendario che fa discutere
Sul tavolo resta anche il tema, non secondario, delle tempistiche. La sovrapposizione tra festività natalizie e termine per le osservazioni ambientali viene letta da molti come un ostacolo alla partecipazione democratica, soprattutto per cittadini e associazioni che chiedono tempo e informazioni adeguate per valutare un progetto di questa portata.
Il Consiglio Provinciale di domani si preannuncia quindi come un passaggio politicamente sensibile, ben oltre la mera comunicazione tecnica. Tra presenza dei comitati, pressioni civiche e l’appello pubblico di Gaffeo, la seduta del 23 dicembre rischia di trasformarsi in un momento di verità sul rapporto tra istituzioni, territorio e scelte ambientali.
Altro che seduta prenatalizia di routine. Qui, per molti, si decide che idea di Polesine si vuole lasciare in eredità.














