Il commento del consigliere comunale Marco Venuto: “Rossini univa la città, promuovendola in tutta Italia meglio di tante campagne marketing. È stato, a modo suo, l’essenza stessa di Rovigo”  

ROVIGO – Dalle vetrine dei negozi, al Palazzo di Giustizia, in Comune in Provincia, Rossini aveva sempre un posto privilegiato anche in Procura. La scomparsa di Rossini ha scosso la città (LEGGI ARTICOLO).

“Definire Rossini un “gatto” o una “mascotte” è riduttivo. Per chi vive Rovigo, Rossini è stato molto di più: un’icona, un testimonial spontaneo e una parte viva della nostra storia urbana.

Aveva il dono di esserci sempre. Lo trovavi nelle sedi istituzionali o nel cuore degli eventi, sempre al posto giusto nel momento giusto. Con la sua presenza sorniona, Rossini univa la città, promuovendola in tutta Italia meglio di tante campagne marketing. È stato, a modo suo, l’essenza stessa di Rovigo” queste le parole del consigliere comunale Marco Venuto.

Un dovere collettivo

“Ricordarlo non è un gesto banale – sottolinea Venuto – o un eccesso di sentimentalismo. È un atto di riconoscimento verso chi ha regalato allegria e identità alla nostra comunità.

Mi spenderò in prima persona perché questo ricordo non svanisca e si trasformi in qualcosa di concreto. La città ha il dovere di onorare un simbolo che ha saputo farsi voler bene da tutti, diventando un pezzo del nostro patrimonio affettivo”.

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