CEREGNANO (Rovigo) – Un incontro partecipato, con numerosi interventi dal pubblico e un confronto approfondito su uno dei temi più discussi delle prossime settimane: il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Venerdì scorso, nella Sala Auditorium di piazza Marconi a Ceregnano, si è svolta la serata informativa promossa dai comitati per il No “Società Civile per il NO nel Referendum Costituzionale” e “Giusto dire NO – Referendum Giustizia”, con l’obiettivo di spiegare ai cittadini contenuti e possibili conseguenze della riforma sottoposta a voto il 22 e 23 marzo (LEGGI ARTICOLO).
A moderare l’incontro è stata la giornalista e insegnante Giorgia Brandolese. Tra i relatori la magistrata Silvia Ferrari, già a lungo in servizio a Rovigo e attuale presidente di Tribunale a Belluno, e Luca Cherubin, studente di Giurisprudenza residente a Ceregnano e già impegnato in iniziative di approfondimento civico su temi referendari.

Durante la serata si è discusso nel dettaglio dei punti centrali della riforma Nordio-Meloni, a partire dal tema della separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, già oggi differenziate ma destinate a essere ulteriormente distinte con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e percorsi professionali separati.
Secondo Ferrari la riforma solleva interrogativi importanti sul piano istituzionale. «Il rischio – ha spiegato – è che si comprometta l’autonomia della magistratura, che rappresenta uno dei tre poteri dello Stato». La magistrata ha inoltre evidenziato come il referendum intervenga su una modifica costituzionale che dovrà poi essere completata da una legge ordinaria ancora da definire. «Il risultato – ha osservato – è quello di firmare una sorta di cambiale in bianco».
Tra i punti discussi anche il sistema del sorteggio previsto per la scelta dei componenti togati dei nuovi Csm, insieme alla presenza dei membri laici. Un meccanismo che, secondo Cherubin, presenta diversi interrogativi. «Un sistema di questo tipo – ha sottolineato – non è mai stato sperimentato in altri contesti e non consente di valutare pienamente competenze e preparazione di chi dovrebbe far parte degli organi di autogoverno della magistratura».

Nel corso della serata è stato affrontato anche il tema dei tempi della giustizia, spesso indicati come uno dei problemi principali del sistema giudiziario italiano. «Questa riforma – ha osservato Ferrari – non contribuirà a velocizzare i procedimenti, soprattutto in ambito civile, dove i cittadini attendono spesso anni per ottenere una risposta».
Il dibattito è stato arricchito dalle numerose domande provenienti dalla platea. A portare i saluti istituzionali sono stati anche i consiglieri comunali Andrea Baldo e Giacomo Stoppa del gruppo “PD per Ceregnano”, che hanno sottolineato l’importanza della partecipazione civica e dell’informazione in vista del voto.
«La partecipazione al voto – hanno ricordato – è insieme un diritto e un dovere dei cittadini, soprattutto quando si tratta di modifiche alla Costituzione».















