Grazie alla Legge di Bilancio 2026 scatta la tassazione agevolata al 5% sugli incrementi dei contratti nazionali. Coinvolti circa mille lavoratori del sociale nella provincia di Rovigo.

ROVIGO – Meno tasse sugli aumenti contrattuali e più soldi in busta paga per i lavoratori del sociale. Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 diventa operativa la misura sostenuta dalla UIL che introduce una tassazione agevolata del 5% sugli aumenti derivanti dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, in sostituzione dell’Irpef ordinaria.

Il beneficio riguarda i lavoratori che nel 2025 hanno dichiarato un reddito fino a 33.000 euro e interesserà anche il Terzo Settore. A livello nazionale la platea coinvolta è stimata in circa 500 mila lavoratrici e lavoratori, mentre in Polesine i beneficiari saranno circa 1.000, impegnati nei servizi sociali, socio-assistenziali e nelle strutture dedicate alla cura della persona.

Gli sgravi fiscali si applicano agli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali firmati tra il 2024 e il 2025, tra cui quelli delle Cooperative sociali, Uneba, Anffas e Valdesi. Risultati che arrivano anche grazie al lavoro svolto nei tavoli di contrattazione dalla UIL FPL.

“La detassazione degli aumenti contrattuali è una conquista importante perché valorizza la contrattazione e permette ai lavoratori di vedere riconosciuto concretamente il valore dei rinnovi contrattuali, aumentando il salario netto”, spiega Cristiano Maria Pavarin, segretario generale UIL FPL Rovigo.

Secondo Pavarin, il provvedimento rappresenta un segnale concreto per un comparto spesso caratterizzato da stipendi contenuti e da una forte presenza di personale impegnato in servizi essenziali per la comunità.

Ridurre la pressione fiscale sugli aumenti significa restituire dignità al lavoro nel sociale, un settore che ogni giorno garantisce assistenza, inclusione e cura delle persone più fragili”, aggiunge il segretario.

La UIL FPL annuncia inoltre che proseguirà l’azione sindacale per sbloccare i rinnovi contrattuali ancora aperti, in particolare nel settore socio-sanitario e nella sanità privata, ambiti che coinvolgono migliaia di lavoratrici e lavoratori anche nel territorio polesano.

L’obiettivo, conclude Pavarin, è chiaro: “Continuare a rafforzare la contrattazione e migliorare le condizioni economiche e professionali di chi opera ogni giorno nei servizi alla persona”.

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