ROVIGO – La Giornata regionale del turismo fluviale si appresta a tornare in Polesine con una seconda edizione che si preannuncia ancora più ricca e partecipata. Lo slogan scelto, “Il fiume è vita”, racchiude il senso di una manifestazione che amplia il proprio raggio d’azione trasformandosi in una kermesse diffusa lungo l’intero weekend del 18 e 19 aprile, con circa ottanta eventi distribuiti su tutto il territorio veneto.
Un programma capace di incontrare gusti ed esigenze diverse: dalle esperienze “leisure”, come le attività a bordo di motonavi e barche elettriche, a quelle più dinamiche di tipo “active” – kayak, canoa, gommone, vela, dragon boat – fino alle visite ai musei e ai luoghi della cultura.
In Polesine saranno una dozzina gli appuntamenti in calendario, con un itinerario che attraversa il Canalbianco – il cosiddetto “fiume di mezzo”, navigabile 365 giorni l’anno – e si estende fino alle lagune del Delta, coinvolgendo i Comuni di Bagnolo di Po, Crespino, Loreo, Rosolina, Rovigo, Porto Tolle e Taglio di Po. L’acqua rappresenta il vero filo conduttore di questa due giorni, non solo elemento naturale ma anche identitario, capace di raccontare la storia e il futuro del territorio.
Non è un caso che proprio qui sia nata l’iniziativa: prima firmataria della proposta poi diventata legge regionale (numero 5 del 13 marzo 2024) è stata l’ex consigliera Laura Cestari. Un provvedimento che ha dato impulso alla valorizzazione del turismo lento e sostenibile, prevedendo contributi concreti per la sistemazione e la realizzazione di infrastrutture utili a migliorare la fruizione delle vie navigabili interne.

Le cosiddette “strade dell’acqua”, di cui il Polesine è particolarmente ricco, si intrecciano con una fitta rete di piste ciclabili. Da qui nasce la formula “bike and boat”, su cui puntano diversi itinerari in programma e che rappresenta una delle scommesse più interessanti per il futuro del territorio. Una proposta sostenuta da Assonautica, insieme all’amministrazione provinciale, con l’obiettivo di promuovere un turismo di prossimità, lontano dai circuiti di massa, ma capace di offrire una full immersion nella natura e di valorizzare anche i siti culturali cosiddetti “minori”.
Proposte outdoor tra natura e movimento
Tra le iniziative spicca “In bici tra passato e presente nell’anticipo capitale del Delta”, in programma sabato 18 aprile, con un’escursione di quattro ore in partenza da Loreo. Sempre sabato e domenica, a Porto Tolle, spazio al “Bike and boat nella riserva delle bocche del Po di Pila”, un itinerario di sei ore che unisce navigazione e ciclismo.
A Bagnolo di Po sarà possibile avvicinarsi alla tradizione con “Scopri la voga alla veneta”, mentre domenica 19 aprile Loreo ospiterà “La natura incontra il silenzio delle lagune”, escursione lungo il Canalbianco. Nella stessa giornata, a Porto Caleri (Rosolina), si terrà il percorso “Tra gli orti d’acqua e il giardino botanico”, alla scoperta di ambienti naturalistici di grande pregio.
Visite guidate tra storia e identità
Accanto alle attività all’aria aperta, il programma propone anche un ricco calendario di visite guidate. Il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo offrirà un percorso di un’ora e mezza dedicato al patrimonio archeologico e culturale del Polesine.
A Taglio di Po sarà possibile visitare il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, con un itinerario che racconta il rapporto tra uomo e territorio, mentre a Crespino il Museo delle Acque proporrà un approfondimento sulla storia e sul legame tra comunità e fiume.
Le voci del territorio
“Questo gruppo condivide intenti e visione – sottolinea il presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese –. Le buone pratiche devono diventare un esempio per tutta la comunità. Non si tratta solo di una legge, ma di un percorso che ha aumentato la consapevolezza: i fiumi sono al centro della nostra idea di sviluppo e possono fare la differenza”.
Sulla stessa linea il presidente di Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia, Rudy Toninato: “Settantotto eventi in un weekend dimostrano la forza di un movimento che coinvolge milioni di visitatori ogni anno. Il risultato è frutto anche dell’attenzione delle istituzioni e oggi in Polesine si respira un’aria nuova”.
Per il presidente del Parco regionale veneto del Delta del Po, Moreno Gasparini, il punto chiave è la sostenibilità: “Stiamo lavorando in modo condiviso per sviluppare un turismo esperienziale, legato a siti naturalistici, archeologici e culturali. Interventi come la sistemazione dei pontili dimostrano un cambio di passo concreto”.
Infine, l’ex consigliera regionale Laura Cestari rilancia l’importanza degli investimenti: “Questa legge, nata in Polesine, ha permesso di fare squadra con tutto il Veneto. Non riguarda solo eventi e promozione, ma anche infrastrutture e logistica, sostenendo in modo concreto le comunità locali”.
Un modello di sviluppo che parte dall’acqua e guarda lontano, capace di coniugare ambiente, cultura e innovazione, restituendo al territorio una nuova centralità nel panorama del turismo sostenibile.














