ROVIGO – Non accenna a diminuire l’ondata di indignazione che sta attraversando la città dopo la comparsa di cartelli che preannunciano nuovi abbattimenti di alberi nei Giardini Grimani. A farsi interpreti del crescente malcontento sono le associazioni LAV Rovigo e U.N.A. (Uomo Natura Animali), che nelle ultime ore hanno raccolto decine di segnalazioni da parte dei cittadini. Intanto, i social network si riempiono di messaggi di protesta, espressione di una comunità sempre più preoccupata per quello che viene percepito come l’ennesimo colpo al patrimonio verde urbano.
“I cittadini sono stanchi di assistere al taglio degli alberi senza una spiegazione chiara e trasparente”, dichiarano i rappresentanti delle due associazioni. “Rovigo non può permettersi di perdere altri polmoni verdi, soprattutto in un’area molto frequentata come i Giardini Grimani. La preoccupazione è legittima e va ascoltata.”
Di fronte alla crescente mobilitazione popolare, le associazioni hanno deciso di passare all’azione formale, inviando una diffida ufficiale e un’istanza di accesso agli atti al Comune di Rovigo e ad ASM Rovigo S.p.A. L’obiettivo è bloccare ogni intervento che non sia strettamente urgente e ottenere chiarimenti puntuali sulle decisioni prese.
Tre i principali punti contestati:
- Tempistiche inopportune: l’intervento avverrebbe in piena stagione di nidificazione, con il rischio concreto di distruggere nidi e compromettere l’avifauna urbana, in potenziale violazione delle direttive europee e della Legge 157/92.
- Mancanza di programmazione: il problema relativo al cedimento di un albero era noto da circa un anno. Le associazioni si interrogano sul perché non si sia intervenuti durante il periodo invernale, quando la vegetazione è a riposo, evitando così la chiusura del parco giochi a ridosso dell’estate.
- Scarsa trasparenza: i cittadini chiedono di sapere se l’abbattimento rappresenti davvero l’unica soluzione o se siano state prese in considerazione alternative meno invasive, come potature selettive o interventi di consolidamento.
Con l’istanza presentata, LAV e U.N.A. chiedono inoltre l’immediata visione delle perizie VTA (Visual Tree Assessment), necessarie a certificare l’effettivo stato di pericolo di ogni singola pianta. “Se esiste un rischio reale per la sicurezza pubblica, vogliamo consultare relazioni tecniche firmate da professionisti qualificati. Non accetteremo abbattimenti basati su valutazioni generiche o su carenze di manutenzione passata”, sottolineano con fermezza.
Le due associazioni assicurano che continueranno a monitorare attentamente la situazione e non escludono ulteriori iniziative, anche coinvolgendo direttamente la cittadinanza, qualora le risposte delle istituzioni risultassero incomplete o insoddisfacenti.
“Il verde pubblico è un bene comune, non una voce di bilancio da ridurre quando serve”, concludono


















