LENDINARA (Rovigo) – Un’intera giornata lendinarese, tutta dedicata alla creatività, per il terzo weekend del Premio Tomeo 2026, che sabato 23 maggio ha presentato ben tre spettacoli in concorso ed una vera stella del teatro nazionale, come l’attrice polesana Maria Paiato che, in serata ha incontrato i giovani talenti e raccontato dei suoi primi passi sul palcoscenico.
La ventata di passione ed energia del Premio nato per il teatro dei ragazzi ha riempito il Teatro Ballarin dentro e fuori. Fastoso trionfo per Gatto Tomeo, impersonato da Angelo Gori miagolante, che viene trascinato in tutte le foto ed i selfie selvaggi. Ad ogni sua entrata coi famosi “principi” del Premio si alza la scala del gradimento. I tre spettacoli in gara si sono succeduti nella matinée, nel pomeridiano e nel serale, con la Giuria tecnica presa bonariamente in ostaggio.
In gara c’erano i bambini della Scuola paritaria Santa Sofia di Lendinara che hanno presentato “Custode del Creato”: un viaggio alle origini della creazione per riscoprire il valore di preservare e rispettare la Terra. Con la regia di Anastasia Verrengia e il testo di Manuela Crivellaro. Nel pomeriggio, i bambini della Scuola primaria Pascoli di Rovigo si sono esibiti nella commedia brillante “C’era una volta… e guai a chi lo tocca!”, una rilettura del mondo favolistico in chiave di politically correct, dove tutto deve essere a norma di legge, certificato e psicanaliticamente ineccepibile. Lo spettacolo è scritto e diretto da Ludovica Mazzuccato.
Infine, in serata, i giovani “Attori per caso” dell’Iis Primo Levi di Badia Polesine hanno interpretato “La fine del mondo”, commedia dei paradossi sopra l’imminente impatto di una cometa con la Terra, che alla fine evita volontariamente la collisione per amore. Il testo è tratto da Yura Soyfer e la regia è di Georg Sobbe.
Ai tre segmenti di gara, è intervenuta come padrona di casa e culla del Premio Tomeo, l’amministrazione lendinarese con gli assessor Monica Pavarin, Nico Pavarin ed in serata, lo stesso sindaco Francesca Zeggio. L’evento della giornata era comunque l’annunciata partecipazione della mitica Maria Paiato nella Giuria tecnica e ad incontrare i giovani del Primo Levi poco prima del sipario, per un augurio qualificato.
Tutte le tre sessioni teatrali sono state presentate dalla direttrice artistica Irene Lissandrin, che, in serata ha intervistato, non senza una lieve emozione, la grande attrice, introdotta da una video-presentazione in cui si ricordavano i numerosi premi vinti (tra cui tre Ubu). “Il mio è stato un percorso costantemente in salita, molto lenta – ha raccontato l’attrice – e dopo 45 anni penso sia stato la cosa più giusta per me. Probabilmente non avrei gestito bene subito grossi ruoli. Ho fatto una gavetta vera, tanti piccoli ruoli, momenti in cui non lavorava e pensavo di mollare, ma poi arrivava uno spettacolo che mi prendeva. Sono stata tenace”. “Il teatro entra così nella tua vita, praticandolo, anche in situazioni piccole di paese – ha continuato Maria Paiato – però quell’esperienza ti da la possibilità di mettersi nei panni di un altro personaggio, ma anche di stare insieme agli altri e condividere delle cose. È un’esperienza che rimane dentro e poi frutta. Alcuni possono scoprire di essere terreno fertile”.
Nel corso della giornata si sono succedute due altre guest star: dal mondo del giornalismo Alberto Garbellini, direttore de La voce di Rovigo, che è anche attore amatoriale; e, dal mondo del teatro professioanale l’attrice e regista Romina Ranzato co-fondatrice della Compagnia Barabao teatro.
Il Premio Tomeo è in dirittura di arrivo alla finalissima del 31 maggio, quando si scopriranno i giochi ed i vincitori di questa straordinaria edizione da record.


















