Dal 15 giugno al 10 agosto la storica campagna di Legambiente attraverserà l’Italia per monitorare lo stato di salute di mari e coste. Sotto osservazione illegalità ambientali, pesca di frodo, inquinamento e crisi climatica 

Quarant’anni di battaglie ambientali e un impegno che non conosce soste. Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata alla tutela del mare, delle coste e della biodiversità, è pronta a salpare per la sua 40ª edizione in un’estate che si preannuncia tra le più calde mai registrate.

Dal 15 giugno al 10 agosto l’imbarcazione attraverserà la Penisola con un viaggio “coast to coast”, dal Friuli-Venezia Giulia alla Liguria, toccando alcune delle aree marine più preziose del Paese. Un percorso che porterà all’attenzione dell’opinione pubblica le principali minacce che gravano sugli ecosistemi marini: illegalità ambientali, pesca di frodo, inquinamento e crisi climatica.

Oltre 300 illeciti nelle aree marine protette

A lanciare l’allarme sono i dati elaborati da Legambiente in collaborazione con Guardia di Finanza e Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Nel 2025 sono state accertate 383 violazioni, tra illeciti amministrativi e penali, nelle 32 aree marine protette italiane e nelle aree marine di tre parchi nazionali.

Si tratta di oltre un’infrazione al giorno, con sanzioni amministrative per quasi 257 mila euro. Le irregolarità riguardano violazioni delle norme di tutela ambientale, danneggiamento dei fondali e del patrimonio archeologico sommerso, fino ai casi di pesca illegale.

Particolarmente significativa l’attività di controllo svolta dalle Capitanerie di Porto, che ha portato all’accertamento di 159 violazioni, tra cui 24 di natura penale, con multe per circa 165 mila euro.

La classifica delle aree marine più colpite

Il primato negativo spetta alle Isole Tremiti, nel Parco Nazionale del Gargano, dove nel 2025 sono state registrate 88 violazioni.

Seguono: Ventotene e Santo Stefano (Lazio) con 57 illeciti; Area Marina Protetta Regno di Nettuno – Procida con 19 infrazioni;  Isole Egadi con 15 illeciti; Torre Guaceto (Brindisi) con 14 violazioni; Capo Gallo – Isola delle Femmine (Palermo) e Capo Carbonara (Villasimius) con 13 infrazioni ciascuna. 

Tra le altre aree interessate figurano anche la Penisola del Sinis – Isola Mal di Ventre, Porto Cesareo e il Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena.

Inquinamento e crisi climatica tra le emergenze del 2026

Nel corso delle sue 15 tappe, Goletta Verde continuerà a denunciare il fenomeno dell’inquinamento delle acque costiere e della cosiddetta “maladepurazione”, che incide sulla qualità ambientale di mari, fiumi e zone di foce.

L’Italia resta inoltre alle prese con quattro procedure di infrazione europee legate al trattamento delle acque reflue, con costi che superano i 200 milioni di euro.

Tra i temi centrali della campagna anche: abusivismo edilizio; ecomafie; erosione costiera; tutela della biodiversità; sviluppo dell’eolico offshore; tropicalizzazione del Mediterraneo; siccità e riduzione delle risorse idriche interne. 

Accanto a Goletta Verde tornerà anche Goletta dei Laghi, giunta alla 21ª edizione, che dal 26 giugno al 30 luglio monitorerà lo stato di salute dei principali laghi italiani.

Le novità del quarantesimo anniversario

Per celebrare il traguardo dei 40 anni, la campagna vedrà protagoniste due storiche imbarcazioni: la Catholica e l’Oloferne.

La navigazione partirà il 15 giugno da Grado, per poi raggiungere Brindisi, dove il 6 luglio si svolgerà il passaggio simbolico del testimone tra le due barche. Da lì l’Oloferne proseguirà verso il Tirreno fino ad arrivare in Liguria, luogo da cui prese il via la prima edizione di Goletta Verde nel 1986.

Tra gli eventi principali figurano: il gemellaggio con Puliamo il Mondo per la pulizia dei fondali marini in Puglia; il forum dedicato alle energie rinnovabili a Cesenatico; l’evento “No Ponte” in Calabria; i laboratori di educazione ambientale dedicati alle tartarughe marine nell’ambito del progetto Life Turtlenest

Zampetti: “Il mare è sempre più sotto pressione”

“I dati sugli illeciti nelle aree marine protette ci raccontano quanto il mare e la biodiversità siano in pericolo a causa delle attività umane”, sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

“Accanto alle illegalità ambientali e alla pesca di frodo – aggiunge – resta centrale il problema dell’inquinamento e della cattiva depurazione, che monitoriamo ogni anno grazie al lavoro di centinaia di volontari impegnati nelle attività di campionamento e analisi delle acque. In questi quarant’anni abbiamo ottenuto risultati importanti, dimostrando che l’impegno dei cittadini può davvero fare la differenza”.

Quarant’anni di battaglie per l’ambiente

Dal 1986 a oggi Goletta Verde ha percorso oltre 160 mila chilometri, equivalenti a quattro volte il giro della Terra, realizzando migliaia di analisi e centinaia di denunce ambientali.

Tra le campagne più celebri figurano quelle contro gli ecomostri di Punta Perotti a Bari e dell’Hotel Fuenti sulla Costiera Amalfitana, entrambi successivamente demoliti.

Nel 2017 la campagna è approdata anche all’ONU, durante la Conferenza Mondiale sugli Oceani di New York, portando all’attenzione internazionale le sfide ambientali che interessano il Mediterraneo e le coste italiane.

Non solo mare: attenzione anche ai laghi

Parallelamente, Goletta dei Laghi 2026 attraverserà l’Italia dal 26 giugno al 30 luglio con 15 tappe dedicate al monitoraggio ambientale e all’adattamento climatico.

Tra gli appuntamenti più significativi quello del 30 giugno sul Lago di Garda, dedicato alla sostenibilità ambientale, al monitoraggio delle acque e alle innovazioni nel trasporto lacustre.

La campagna presenterà inoltre il primo dossier nazionale dedicato al rapporto tra laghi e cambiamenti climatici, affrontando temi come qualità delle acque, overtourism, biodiversità e tutela delle aree naturali protette.

Quarant’anni dopo il primo viaggio, Goletta Verde continua così la sua missione: essere una sentinella del mare e un punto di riferimento per la difesa dell’ambiente italiano.

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