ROVIGO – L’annunciato aumento delle rette dell’Iras, in vigore dal prossimo 1° luglio, riapre il confronto sul futuro della casa di riposo rodigina. A intervenire è Fabio Osti, componente del direttivo del circolo Pd di Rovigo, che critica la scelta di ricorrere a un nuovo rincaro a pochi mesi dall’ultimo adeguamento tariffario.
«Pensare di risanare i conti dell’ente e garantire il giusto stipendio ai lavoratori aumentando continuamente le rette significa scegliere la strada più semplice, ma anche la più ingiusta», afferma Osti. «Il peso della crisi non può essere scaricato ancora una volta sulle famiglie degli ospiti, già messe a dura prova dall’aumento del costo della vita».
Secondo l’esponente democratico, l’incremento delle tariffe rischia di diventare insostenibile per molti nuclei familiari, costretti a sostenere spese sempre più elevate per l’assistenza ai propri cari.
Osti ricorda inoltre come anche il personale dell’Iras abbia già contribuito al percorso di risanamento economico dell’ente. «I lavoratori hanno già fatto la loro parte, rinunciando complessivamente a circa un milione di euro. Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi».
Per il dirigente del Pd, il nodo principale va ricercato nelle politiche regionali sul finanziamento delle strutture residenziali. «La Regione Veneto ha ridotto la quota sanitaria a una media di circa 52 euro al giorno, applicata indistintamente indipendentemente dal livello di autosufficienza degli ospiti. Una scelta che penalizza la gestione delle strutture sociosanitarie».
Da qui la richiesta di un intervento da parte della Regione attraverso l’aumento della quota sanitaria giornaliera, adeguandola ai reali costi dell’assistenza, e l’incremento delle impegnative di residenzialità, considerate insufficienti rispetto alle esigenze del territorio.
L’appello è rivolto anche al Comune di Rovigo. «Palazzo Nodari non può restare spettatore. L’amministrazione comunale ha il dovere politico e morale di sostenere le famiglie più fragili, prevedendo un contributo economico straordinario che integri gli strumenti già previsti dalla legge 328 del 2000 sul sistema integrato dei servizi sociali».
Per Osti, il risanamento dei conti dell’Iras non può prescindere dalla tutela delle persone che usufruiscono dei servizi. «I bilanci pubblici e i piani di risanamento non possono essere costruiti ignorando la tenuta sociale della comunità. Le famiglie chiedono risposte concrete, non l’ennesimo aumento delle rette».
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One Comment
che bel sermone..peccato che lamemoria faccia brutti scherzi:difatti sono stati prprio i governi di sx,in una decina di anni NON eletti,a tagliare piu’ drasticamente la sanita’..da letta,renzi,gentiloni,per non parlare di tale monti,messo li da un komunista dal lo zoccolo duro