PADOVA – Una cerimonia intensa e carica di significato ha reso omaggio alla memoria della principessa Mafalda di Savoia, deportata e assassinata nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1944. La messa solenne, celebrata al Tempio Nazionale dell’Internato Ignoto di Padova, è stata presieduta dall’abate del Monastero del Pilastrello di Lendinara, padre Christopher Zielinski, alla presenza del principe Emanuele Filiberto di Savoia.
Tra i protagonisti della celebrazione anche i cori riuniti delle parrocchie di Frassinelle, Guarda Veneta e Pontecchio Polesine, che hanno animato la liturgia con i loro canti, contribuendo a rendere ancora più solenne un momento di profonda commemorazione.
Il Tempio dell’Internato Ignoto, costruito nel 1953 per ricordare i circa 70 mila internati militari italiani che non fecero ritorno dai lager nazisti, fu voluto da don Giovanni Fortin, anch’egli deportato nel campo di concentramento di Dachau. All’interno della chiesa trova spazio anche un altare dedicato a Mafalda di Savoia, con una statua della Pietà e una targa commemorativa che testimonia il legame della principessa con gli ex internati.
Numerose le autorità presenti alla cerimonia, tra cui il sindaco di Lendinara, Francesca Zeggio, l’ispettore del Veneto dell’Istituto Nazionale della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, Alessio Trentin, il delegato magistrale degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, Daniele Luigi Fiorotto, oltre alle delegazioni provenienti dalle province di Rovigo, Padova, Treviso, Venezia, Milano e Torino.
Nel corso dell’omelia, padre Christopher Zielinski ha ricordato Mafalda di Savoia non tanto per il suo rango, quanto come una “sorella”, riprendendo le parole con cui la principessa si definì negli ultimi giorni della sua prigionia. A impreziosire la celebrazione anche la casula liturgica indossata dall’abate, un prezioso paramento donato da Papa Paolo VI, recante lo stemma pontificio e quello di Casa Savoia, simbolo del legame tra il Pontefice e la famiglia reale, dopo che Giovanni Battista Montini si era preso cura dei figli della principessa in Vaticano per sottrarli alla deportazione.
Al termine della funzione religiosa, Emanuele Filiberto di Savoia (LEGGI ARTICOLO) ha deposto due corone d’alloro: una davanti alla targa dedicata a Mafalda di Savoia e una nella cappella del pronao del Tempio, dove riposa un internato ignoto, la cui salma fu recuperata da una fossa comune di Colonia, in Germania, traslata prima all’Altare della Patria e successivamente a Padova nel 1953.
Dopo il silenzio militare, il principe si è intrattenuto con padre Christopher Zielinski, con il sindaco Francesca Zeggio e con i componenti del coro, esprimendo il proprio ringraziamento per il prezioso servizio svolto nel custodire la memoria della sua antenata e di tutte le vittime dell’internamento nei campi di concentramento nazisti.



















