FICAROLO (Rovigo) – Una serata all’insegna del sorriso, della cultura e della valorizzazione del territorio. Il secondo appuntamento della rassegna Tra Ville e Giardini ha trasformato il parco di Villa Schiatti-Giglioli in un teatro a cielo aperto, accogliendo oltre 200 spettatori per la commedia “Tre sedie ovvero la scenografia”, scritta, diretta e interpretata da Alessandro Fullin, affiancato sul palco da Alessandra Ierse e Ussi Alzati.
A fare da cornice allo spettacolo uno dei luoghi più suggestivi del Polesine, tanto da meritare il plauso della consigliera provinciale alla Cultura Lucia Ghiotti, che ha definito Villa Schiatti-Giglioli «uno dei contesti più belli della provincia e più rappresentativi dello spirito di Tra Ville e Giardini». Una definizione che sintetizza perfettamente l’anima della manifestazione, capace non solo di proporre spettacoli di qualità, ma di offrire autentiche esperienze culturali immerse nel paesaggio.
Grande partecipazione anche alla visita guidata della villa, organizzata al termine della rappresentazione, a conferma di come il patrimonio storico e architettonico sia ormai parte integrante dell’offerta culturale della rassegna.
Ad aprire la serata è stato il sindaco di Ficarolo, Fabiano Pigaiani, che ha spiegato con il sorriso la sua particolare richiesta al direttore artistico: «Torturo ogni anno il direttore artistico Claudio Ronda perché chiedo sempre degli interventi comici per la data di Ficarolo. Abbiamo bisogno di svago, di divertimento ed è quello che Ficarolo vuole fare stasera, regalarvi un sorriso».
Chiamato in causa, il direttore artistico Claudio Ronda ha ricordato la presenza del banchetto di Amnesty International Rovigo, che accompagnerà anche quest’anno il viaggio di Tra Ville e Giardini per promuovere i propri progetti umanitari, invitando il pubblico a seguire anche gli altri appuntamenti della rassegna: «Ci sono 17 buoni motivi per seguire Tra Ville e Giardini», ha sottolineato.
La tappa di Ficarolo ha rappresentato un perfetto equilibrio tra architettura, spettacolo e accoglienza. Fondamentale il lavoro dei numerosi volontari e delle realtà locali che hanno reso impeccabile l’organizzazione della serata: dalla Pro Loco Ficarolo alla Polizia Locale, passando per l’Associazione Carabinieri in Congedo e la Croce Blu di Gaiba, tutti impegnati nel garantire comfort e sicurezza al pubblico.
Sul palco, Alessandro Fullin ha confermato ancora una volta la sua cifra stilistica, fatta di ironia raffinata, intelligenza e una comicità mai banale. “Tre sedie ovvero la scenografia” è una commedia brillante costruita attorno a tre donne non più giovani che si ritrovano in una casa isolata tra i monti, in una notte di tempesta, dopo lo stravagante lascito di un’amica scomparsa. Quello che inizialmente appare come un semplice pretesto narrativo si trasforma progressivamente in un thriller nero destinato a esplodere soltanto nel finale.
Il testo è un susseguirsi di battute fulminanti e freddure reciproche, che accompagnano il pubblico in un viaggio tra ricordi generazionali e riflessioni sulla vita. Le protagoniste rievocano gli anni della giovinezza, da Heidi ai Duran Duran, passando per la mitica quinta B del 1986, le discoteche degli anni Ottanta, gli amori, i figli avuti e quelli mai arrivati, i matrimoni, le delusioni e il tempo che passa. Tra le battute più applaudite, quella che sintetizza con ironia e amarezza il disincanto del personaggio: «Il prossimo uomo che mi metterà le mani addosso, sarà il becchino».
Non manca neppure un passaggio dedicato alla malattia e al volontariato, raccontati con il tipico umorismo tagliente di Fullin, fino alla costruzione di improbabili centri realizzati con le mollette da bucato. Lo stesso Alessandro Fullin, con il suo iconico turbante e la celebre battuta «Sono liscia come un ginocchio», dà vita alla sagace Wilma, il personaggio più esilarante della commedia, giocando con autoironia sulla propria omosessualità e regalando continui momenti di comicità. Al suo fianco, Alessandra Ierse e Ussi Alzati si confermano interpreti di grande affiatamento, capaci di sostenere con efficacia il ritmo dello spettacolo.
In scena bastano davvero tre sedie per costruire tutto l’universo narrativo immaginato dall’autore. Il resto lo fanno la scrittura, gli interpreti e la capacità di coinvolgere il pubblico, che ride dall’inizio alla fine ma, soprattutto, finisce inevitabilmente per riconoscersi nelle esperienze, nei ricordi e nelle fragilità delle tre protagoniste.
Tra Ville e Giardini nasce da un’idea di Claudio Ronda, che ne cura la direzione artistica. La manifestazione è promossa e sostenuta dalla Provincia di Rovigo, organizzata da Ente Rovigo Festival, sostenuta dalla Regione del Veneto nell’ambito del circuito RetEventi e dalla Fondazione Cariparo, in collaborazione con i Comuni polesani di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceneselli, Corbola, Crespino, Fiesso Umbertiano, Ficarolo, Frassinelle Polesine, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Rosolina, Rovigo e San Bellino.


















