Domenica in… biblioteca a Castelmassa (Rovigo) con un volume che racconta il mondo contadino con immagini e testi

CASTELMASSA (Rovigo) – Prosegue con successo la rassegna Domenica in… biblioteca a cura della biblioteca Fornasari presieduta di Federico Ragazzi e giunta alla 2a edizione, nel polo culturale in sala conferenze e il pubblico anche stavolta ha risposto in pieno.  

Presentato nuovamente sul territorio, dati gli echi favorevoli, il lavoro La campagna tra il Po e il Tartaro. Il crepuscolo della civiltà contadina (Edizioni La Carmelina, Ferrara 2023). Trattasi della narrazione fotografica di Germano Sprocatti, testi di Franco Rizzi.

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Dopo la prolusione del presidente della biblioteca Federico Ragazzi, è intervenuto brevemente il vice sindaco di Castelnovo Bariano Francesco Masini. ”Sono nato in campagna da una famiglia sampietrese contadina e quest’opera meritoria mi riporta in senso amarcord all’infanzia. Giusta è stata la scelta castelnovese di finanziare a vario titolo l’opera (Pro Loco, amministrazione comunale, sponsor locali), un documento da consegnare come documento prezioso ai posteri”.

Il prof. Fausto Merchiori, noto per aver dedicato un’esistenza a scuola, cultura, istituzioni, ha illustrato succintamente ma esaustivamente l’originale libro. ”Esiste ancestralmente una profonda relazione tra la bellezza ecologica della civiltà contadina e la durezza conclamata della vita in campagna, caratterizzata da fatica e sudore millenari. MI complimento vivamente con il comitato di gestione per questa rassegna letteraria, capace, come ora, di attrarre così tanto pubblico attento e motivato”.

Franco Rizzi, autore dei testi, ha sottolineato il ”lavoro di squadra onde implementare il libro, un documento vivissimo, ciò grazie alla collaudata narrazione fotografica in senso ambientalista di Germano Sprocatti, una testimonianza di oltre cinquant’anni tra campagna, fossati, animali, cavedagne, sudore, dolore, gioie, fatiche di intere generazioni, un mondo ricco di valori, andato in crisi attorno agli anni ’80 del secolo scorso per l’avvento della globalità consumistica”.

Momento centrale dell’incontro ovviamente l’intervento di Germano Sprocatti, che si è soffermato stavolta sulla sua formazione come ”fotografo: negozio, indipendenza professionale, evoluzione tecnica della fotografia, la voglia innata di raccontare un mondo contadino in cui sono nato e cresciuto. Il tutto condito dall’amore innato per la natura e gli animali (mutuato da mia mamma), il coraggio di raccontare per immagini in bianco e nero la realtà rurale altopolesana fra due fiumi, in paesi sparsi per la campagna in un territorio interregionale lombardo-veneto emiliano”. Arco di tempo narrativo 1960-1980 circa.

L’epilogo con un docufilm sprocattiano fatto di foto e riprese dal vivo, la sintesi del libro e delle pellicole girate nel corso del tempo, ciò incentrato ovviamente sulla civiltà contadina al tramonto; pregevoli il commento musicale e il montaggio.

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