A Crocetta nasce il comitato No forno 

Al dibattito con la cittadinanza, del 14 maggio, organizzata al circolo Noi di Crocetta dal fronte del No sulla fattibilità del Forno Crematorio, c’erano una quarantina di persone 

BADIA POLESINE (Rovigo) – Al dibattito con la cittadinanza, del 14 maggio, organizzata al circolo Noi di Crocetta dal fronte del No sulla fattibilità del Forno Crematorio, c’erano una quarantina di persone. Presenti alcuni esponenti del “Comitato” di Villanova del Ghebbo che recentemente è riuscito a bloccare la realizzazione di un forno analogo in quel Comune.

Relatori Adino Rossi, Moreno Ferrari, Luca Giusberti e Claudio Vallarini e la segretaria politica del gruppo “3Torri Badia ci piace”, Sharon Zanoni. 

L’ipotesi del forno crematorio di Crocetta è un argomento divisivo tant’è che, nel Consiglio comunale del 10 aprile scorso, il gruppo civico “3Torri Badia ci piace” si è spaccato, anche se Adino Rossi tiene a precisare che: “Abbiamo trovato l’accordo e Manuela D’Amore continuerà a fare il capogruppo, nonostante le diverse opinioni sull’inceneritore.”

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Quanto mai pungente è stato l’avv. Rossi verso al sindaco Giovanni Rossi, parlando di un comportamento quasi oltraggioso del primo cittadino nell’irridere in aula la modalità della petizione di Giusberti, al quale la documentazione sarebbe stata consegnata solo due giorni prima del consiglio comunale. Altrettanto sarebbe successo quando c’è stato l’incontro con la delegazione del gruppo civico: “Ci ha praticamente buttati fuori dall’ufficio; non succedeva dai tempi di Fantato …evidentemente gli allievi sono uguali”. Un comportamento ingiustificabile, secondo Adino Rossi che aggiunge: “L’atteggiamento del sindaco è stato indisponente, tanto più che gli si chiedeva solo di capire le motivazioni della decisione assunta dalla Giunta, dopo le approssimative spiegazioni dell’assessore Brenzan in consiglio comunale. In uno Stato liberale non è questo il metodo”. Censurabile, a suo dire, anche l’atteggiamento del presidente del consiglio Mauro Toso, che “…non avrebbe dovuto dare la parola alla capogruppo dacché l’interpellanza era stata presentata da Giusberti.”  

“La verità, – sostiene l’ex candidato sindaco – è che la pericolosità delle emissioni è nota… e se si opterà com’è possibile da progetto fino a 4 moduli di otto forni, chiaramente vedremo una carovana continua di carri funebri a Crocetta, con quel che ne consegue.” 

All’assemblea di ieri sera era presente Germano Goia, ex sindaco e amministratore comunale, che, a quanto riferisce Rossi, avrebbe commentato “…io mi sarei comportato in modo diverso.” 

Sulla stessa lunghezza d’onda, Claudio Vallarini che si è posto la domanda sull’evasività delle risposte in aula: “C’è forse qualcosa da nascondere alla comunità di Crocetta?” 

Il consigliere Luca Giusberti ha sostanzialmente ribadito quanto già detto in consiglio comunale, concentrandosi sui danni ambientali per la salute e annunciando l’avvenuto invio alla Regione Veneto di un’interpellanza per denunciare le difformità del progetto comunale rispetto alle previsioni normative.

Moreno Ferrari, noto ambientalista, da sempre contro la realizzazione dei forni per le salme, ha evidenziato la nocività delle emissioni per la salute, sottolineando che “…ogni cento salme arriva 1 kg di mercurio”, ventilando anche l’ipotesi del ricorso al Capo dello Stato. Su sua sollecitazione, ieri sera è nato il comitato “No forno” con 15 adesioni.

Adino Rossi infine ha lamentato l’assenza all’assemblea del gruppo Pd “…che evidentemente è d’accordo col sindaco” e dell’onorevole Laura Cestari, in altre occasioni era parsa sensibile ai temi ambientali. 

Ugo Mariano Brasioli

One Comment
  1. al ridicolo non cè mai fine..per avviare il forno,servono pareri favorevoli di:comune,regione,provincia,Asl,VVFF…….e secondo questi “relatori” daranno un parere favorevole sapendo di inquinare?????ambientalisti…se volete bene alla terra,andate a zapparla.

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