A Fratta la presentazione del libro Fetonte, il mito del fiume Po 

Opera a cura di Gianluigi Ceruti, con contributi di Leobaldo Traniello, Roberta Reali, con la collaborazione di Riccardo Ceruti, fotografie di Roberto Bottari 

FRATTA POLESINE (Rovigo) – Sin qui, nella contemporaneità, il delta del fiume Po è stato al centro di un approfondito dibattito culturale, politico e scientifico sulla destinazione di questo territorio anfibio (la più vasta zona umida italiana) ad area naturale protetta, sull’esempio della Camargue nella Francia meridionale alle foci del Rodano e di Coto Doñana in Spagna nel cuore del “Guadalquivir delle stelle” caro a Federico Garcia Lorca: regioni, entrambe, ricche di un affascinante e opulento turismo culturale e naturalistico.

E ancora, Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ha ricompreso il Po grande e le sue foci nell’elenco delle Riserve della Biosfera del Programma MABL’Uomo e la biosfera, Man and the Biosphere” per promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile.

Per il fascino del suo paesaggio selvaggio il delta del maggiore fiume italiano ha sedotto l’immaginazione creativa di registi cinematografici importanti come Luchino Visconti in Ossessione, Roberto Rossellini dell’ultimo episodio di Paisà, Michelangelo Antonioni ne Il Grido e Mario Soldati ne La donna del fiume ed altri ancora.

A Fratta Polesine a Villa Badoer, venerdì 8 settembre alle 21, verrà presentato il libro Fetonte, il mito del fiume Po. Alle origini del Delta padano, a cura di Gianluigi Ceruti, con contributi di Leobaldo Traniello, Roberta Reali, con la collaborazione di Riccardo Ceruti, fotografie di Roberto Bottari, coordinamento redazionale di Ylenia Visentin, ed. Agorà Factory.

Introdurranno la serata Alessandro Baldo, vice sindaco di Fratta Polesine, Lucia Ghiotti, consigliere provinciale e Graziano Ramina, presidente di Agorà onlus. A presentare l’opera sarà il prof. Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze.

Diversamente, in questo libro si prospetta un altro volto di questo ambito territoriale mutevole e ricco di insenature ed è quello della penetrazione e occupazione umana, verso la fine dell’Età del Bronzo (XIII-XII secolo a.C.) quando, dopo la caduta di Troia cantata da Omero nell’Iliade, flussi della “diaspora micenea” -provenienti da Troia, dalle Isole dell’Egeo e dall’Illiria- si insediarono nei meandri del Delta e nei territori contermini costruendo, su queste sponde occidentali dell’Alto Adriatico, le loro fortune mercantili nella lavorazione dell’ambra prelevata nel mar Baltico e della pasta vitrea, trasferendovi le culture di origine, la loro operosità produttiva, le loro leggende. Tra queste il mito del fiume Po che narra di Fetonte, precipitato da Zeus nell’Eridanó-Po, davanti a Crespino, per aver disubbidito al padre nella guida del carro provocando uno sconvolgimento degli spazi siderali e dell’orbe terracqueo e cagionando un tale dolore nelle sorelle Eliadi da trasformare il loro corpo umano in pioppi e le loro lacrime in ambra.

Questo libro -oggettivamente- contribuisce a riscrivere le antiche origini del Delta Padano e del Polesine con il supporto storiografico di celebri Autori dell’antichità greca e romana e contemporanei nonché alla luce delle scoperte archeologiche recenti di Frattesina di Fratta Polesine (1967, gli scavi sono ripresi il 28 agosto 2023) e di Campestrin di Grignano Polesine (2008-2011) che confermano la collocazione in Polesine della cosiddetta “via dell’ambra”.

Nel corso dei secoli dell’età storica il mito di Fetonte ha ispirato un numero eccezionalmente elevato di opere artistiche, solo in parte riprodotte nel volume, di autori insigni da Michelangelo Buonarroti a Pablo Picasso, oggi presenti nei più celebri musei: dal Louvre di Parigi alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, dal British Museum di Londra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia e in altre, del pari importanti, istituzioni.

Nel libro si ricorda che Dante Alighieri evoca nella Divina Commedia la favola di Fetonte: nel canto XVII dell’Inferno e nel canto IV del Purgatorio

Infine, un riferimento nello stesso volume è riservato anche agli Eneti, progenitori dei Veneti, che, fuggiti dalla Paflagonia -regione dell’Asia minore-e reduci dalla guerra di Troia, migrarono verso le foci del Grande Fiume e nei pingui pascoli padani allevarono i cavalli con tale abilità da meritare di essere celebrati nei loro componimenti, riportati nel libro, dai poeti greci Alcmane e Euripide. 

In questo libro, dotato di un ricco apparato bibliografico, sitografico e iconografico nonché di testimonianze di autori antichi e contemporanei, con linguaggio rigoroso ma ampiamente accessibile, sono ripercorse le più recenti scoperte archeologiche e le indagini storiografiche che confermano le intuizioni di insigni drammaturghi e poeti nonché le attestazioni di autorevoli storici e geografi dell’antichità greca e latina: per menzionare solo alcuni importanti Autori, Eschilo, Euripide, Erodoto, Apollonio Rodio, Polibio, Strabone, Tito Livio, Publio Ovidio Nasone, Plinio il Vecchio, Marco Valerio Marziale, Pseudo Aristotele. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie