Adino Rossi si candida a sindaco di Badia Polesine

L'sponente repubblicano della lista 3 Torri escluso da centrodestra e centrosinistra si candida a sindaco di Badia con i federalisti leghisti

BADIA POLESINE (Rovigo) “Non sono badiese, ma sono convinto che Adino Rossi darebbe prestigio e “consistenza” a qualsiasi lista”, ha dichiarato recentemente l’avvocato adriese Luigi Migliorini manifestando la propria stima al collega di Badia Polesine, incolpevolmente al centro della querelle politica per l’esclusione da un possibile patto elettorale con il Centrosinistra.

Adino Rossi ringrazia Migliorini ricambiando la stima ma, sui mancati accordi elettorali, interviene chiarendo che: “La verità è che mi è stato posto il veto sia dalla coalizione del Sindaco uscente che da quella del cosiddetto Centrosinistra”.

“Tuttavia, se le difficoltà per un’intesa con il centrodestra era reciproca, oltreché alimentata da logiche dipoltrone – ammette Rossi – , il veto sulla persona posto dal Centrosinistra è insopportabile”. Un comportamento che l’intervistato non esita a definire “indecente”, soprattutto perché proviene da chi a ben vedere non ha poi tutte le carte in regola.

“Ci sarebbe molto da ridire – chiosa Adino – perché vedo nelle altre liste persone francamente impresentabili o che hanno fatto del salto della quaglia una prassi, ma i bambini che giocano con la politica, nella confusione generale possono farsi male”. Quindi amaramente aggiunge: “…basta guardare quel che succede anche in casa nostra, dove Ivan Pegoraro è in lista con Giovanni Rossi, ma non ha ancora dato le dimissioni da segretario politico di 3 Torri”.

Repubblicano da una vita, estimatore di Spadolini e sostenitore di Carlo Cottarelli, Adino Rossi non nasconde la sua avversione per populisti e voltagabbana, spingendosi a rimpiangere persino i “buoni” democristiani di un tempo. Oggi invece imperversa solo la logica del “Do ut des” (io do affinché tu mi dia). Secondo Rossi però, anche gli attrattivi aumenti delle indennità previste dal 2024, alimenterebbero appetiti inconfessabili in campagna elettorale, ma reali.

L’avvocato ne ha per tutti, per i frustrati esclusi della vecchia Udc (ancora presente a Badia) che manovrerebbero offrendosi a destra e a manca. Di loro dice “… non escludo sorprese dell’ultima ora”. Anche il Sindaco uscente però dovrebbe giocare a carte scoperte e dire, qualora vincesse, con quale criterio assegnerà le cariche, se con quello della competenza o con la logica delle preferenze. “Altrimenti – conclude – potremmo ritrovarci vicesindaco un Segantin, nonostante i pessimi risultati ambientali conseguiti”.

“Contro l’immobilismo e l’improvvisazione che ristagnano a Badia, fin dall’epoca di Edo Boldrin”, dunque Rossi ripresenta la sua lista civica. Resterà il nome “3 Torri” ma è prevista un’integrazione al logo con il leone di San Marco “…per dar visibilità agli esponenti del federalismo leghista qui confluiti”. Il Capolista poi aggiunge: “Sarà una lista giovane, multietnica e con una prevalenza femminile, che s’impegnerà per le fusioni fra Comuni e per superare l’odierna insignificanza politica”. Rossi è convinto che la sua lista avrà un buon consenso elettorale mentre pronostica un flop per Berengan, che a suo parere “…non andrà oltre il 16%”.

Ugo Mariano Brasioli

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