Adria, importante terza serata delle Notti del Polo Tecnico

La presentazione dei risultati del lavoro che ha coinvolto alunni e docenti dell’Istituto nell’ambito del progetto “Scoprendo il territorio: urbanistica e architettura adriese” 

ADRIA (Rovigo) – La terza serata delle “Notti del Polo Tecnico”, venerdì 31 maggio, è stata dedicata alla presentazione dei risultati del lavoro che ha coinvolto alunni e docenti dell’Istituto nell’ambito del progetto “Scoprendo il territorio: urbanistica e architettura adriese” sostenuto dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo nell’ambito del “Bando Aperto Scuola 2023-24” e patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Adria assieme alla Biblioteca Comunale e alla Pro loco di Adria.

L’attività svolta, i risultati ottenuti e il materiale realizzato sono stati illustrati dalla Prof.ssa Roberta Marcolongo, promotrice del progetto ed esperta di urbanistica, coadiuvata dagli studenti  Georgeta Pintea della classe 3R Costruzione Ambiente e Territorio – cat – e da Mattia Scalabrin della classe 2A Amministrazione Finanza e Marketing – afm -, in rappresentanza degli studenti delle classi coinvolte nel progetto, rispettivamente 2Aafm, 2Cafm, 3Rcat, 4Rcat. 

La Dirigente Scolastica Sara Manzin ha espresso il suo apprezzamento al progetto, accolto da subito con entusiasmo, in quanto ha dato l’opportunità di arricchire l’offerta formativa con un approccio molto interessante sotto diversi aspetti: “conoscere il proprio territorio è il primo passo per rispettarlo e difenderlo, per sviluppare amore e senso d’appartenenza. L’approccio metodologico scelto è quello dell’esperienza diretta, che coinvolge l’intelletto e le emozioni, che diventa competenza, ossia capacità di mettere in pratica ciò che si è imparato e saperlo trasmettere agli altri”. Hanno poi portato i loro saluti gli esperti esterni coinvolti nel progetto e l’assessore alle politiche giovanili Vittoria Paccagnella.

La prof.ssa Marcolongo ha quindi spiegato le diverse fasi del lavoro svolto nel corso dell’anno, a partire dal 5 dicembre scorso, data di presentazione del progetto: “Il percorso è iniziato con la visita guidata al Museo Archeologico di Adria; a seguire l’acquisizione di documenti dell’Archivio Comunale Antico di Adria, presso la Biblioteca comunale e di materiale messo a disposizione dall’Associazione Pro loco di Adria, in particolare le pubblicazioni annuali “Numero Unico”. Quindi le uscite per le vie di Adria, a gruppi, per rilevare aspetti urbanistici ed architettonici d’interesse e infine l’analisi e il confronto con la documentazione raccolta, tra cui anche mappe storiche e cartoline d’epoca. In tutte queste fasi gli studenti hanno potuto confrontarsi con esperti profondi conoscitori della storia, del territorio e dell’arte adriese: Sandra Bedetti, Alessandro Ceccotto, Antonio Giolo, Letizia Guerra, Raffaele Peretto, Paolo Rigoni, il cui contributo è stato essenziale nel dare indicazioni e risposte sui diversi temi affrontati”.

Georgeta, come i suoi compagni di scuola, si è sentita molto coinvolta nel lavoro che ha permesso loro di conoscere ed essere orgogliosi di appartenere ad una città così ricca di storia. “Alla vincita del bando della Fondazione eravamo molto contenti.” ha ripreso Mattia “Come studenti del corso afm ci siamo occupati della parte di toponomastica, visitando vie e luoghi di Adria che non conoscevamo, anche perché molti studenti non sono residenti ad Adria. Invito i miei amici a guardare con la stessa curiosità i luoghi e la toponomastica dei loro paesi, in quanto si possono scoprire molti aspetti del territorio e del passato”.

Nell’ambito del progetto è stato prodotto diverso materiale di marketing del territorio, come cartoline, segnalibri, brochures. Il lavoro svolto verrà pubblicato on line sul sito web dell’Istituto all’indirizzo https://cat.poloadria.it/adria/.

E’ stato pubblicato anche il libro “Adria. L’isola che non c’è. Indagine sull’urbanistica e l’architettura di una città”, che sarà a breve disponibile presso la Biblioteca della scuola, la Fondazione Banca del Monte di Rovigo, la Pro loco e presso la Biblioteca comunale di Adria. Il testo, riccamente illustrato, inizia con la storia di Adria, dall’antichità ai nostri giorni. Segue una parte dedicata alla toponomastica, che, permette, attraverso l’indagine sul significato dei nomi di luoghi, vie, piazze, di ricavare informazioni sull’evoluzione socioeconomica della comunità e sulle caratteristiche geografiche del territorio. Tra i toponimi locali più belli, che richiamano storie di vita, di luoghi e persone, e di cui vengono svelate le origini e il significato, quelli di “Canarèo”, “Via Squero”, “Vicolo del Passatore”, “Molinterran”, “Retratto”, “Bettola” ed altri. Segue una sezione dedicata all’urbanistica, con l’analisi dell’evoluzione del territorio, attraverso la lettura delle mappe d’archivio. Infine, nella parte dedicata  all’architettura, si trova la descrizione e la storia delle diverse tipologie edilizie cittadine: abitazioni rustiche, palazzi signorili, ville, le due chiese principali e la Chiesa di S. Maria degli Angeli, oggi inglobata nell’Ospedale, ma che un tempo faceva parte di un convento.

Un testo originale, avvincente, che si legge come un romanzo, dove gli studenti, moderni Sherlock Holmes, ci guidano, attraverso l’osservazione di semplici indizi – la forma di una via, l’architettura di un edificio, il nome di un luogo – supportata dalla ricerca e dal rigore scientifico, alla scoperta dei tanti aspetti di una città dalla storia millenaria che non si può non amare.

“Il risultato prodotto da questo progetto didattico-culturale rientra pienamente negli obiettivi del Bando Aperto Scuola” conclude il presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo Giorgio Lazzarini “che il nostro Ente da diverso tempo promuove a favore del mondo della scuola perché, tra gli altri, si offre la possibilità di acquisire  la consapevolezza delle ricchezze e delle peculiarità del territorio, scoprendole o riscoprendole con altro sguardo, mentre si attuano attività formative che, guidate dai capaci docenti, offrono anche opportunità di esperienze professionalizzanti e di lavoro di squadra”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie