Al via i lavori per ospedali e case di comunità ma non per Casa Rossi

L’invito finale di Gilberto Bianchini è quello alla mobilitazione dei cittadini per creare le giuste e doverose pressioni al nuovo Sindaco Anna Gotti 

TRECENTA (Rovigo) – Il nuovo Direttore Generale dell’Ulss5, dopo il suo insediamento, ha comunicato che sono stati approvati i progetti esecutivi per dare avvio ai lavori per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità di Rovigo e delle Case di Comunità di Badia Polesine e Castelmassa nelle strutture dei rispettivi ex-ospedali, oggi Punti Sanità territoriali. Successivamente saranno realizzate le Case della Comunità di Adria, Porto Tolle e Rovigo ed anche gli Ospedali di Comunità di Adria e Trecenta.

Questi interventi avranno un costo complessivo di 6 milioni di euro, principalmente provenienti dal Pnrr e dovrebbero iniziare in questo mese per concludersi, molto probabilmente, entro marzo 2026.

Tutti interventi che vanno apprezzati e sostenuti, – dice Gilberto Bianchini però come cittadino Trecentano pongo all’opinione pubblica alcune riflessioni. Innanzitutto sarebbe opportuno che il Direttore Generale dell’Ulss5 spiegasse esattamente di quali interventi e servizi si tratta perché, se l’intenzione è quella di ridurre ulteriormente il ruolo e il funzionamento pubblico del San Luca per trasformarlo progressivamente in Rsa o Casa di Riposo con annesso poliambulatorio, la risposta dei trecentani ma non solo è No”.

Secondo l’ex capogruppo di minoranza, il San Luca deve essere e rimanere un Ospedale Territoriale nel quale devono essere reinseriti reparti e servizi che fino a qualche anno fa erano presenti e soprattutto deve essere ripristinato il vero Pronto Soccorso e non fatto funzionare come Punto di Primo Intervento.

Poi c’è il grande tema: l’Ex-Ospedale “Casa Rossi”. “Questo importante immobile pubblico attende soluzione e utilizzo da 25 lunghi anni ed oggi è giunto veramente il momento di dire basta a questa situazione di profondo abbandono e di degrado in cui si trova”. 

Con il progetto “Missione Salute” del Pnrr, il Polesine avrà entro il 2026 “Case della Comunità” e “Ospedali di Comunità” compreso Trecenta. A questo punto l’Amministrazione Comunale di Trecenta e tutti i cittadini devono chiedersi perché non è stata scelta la struttura dell’Ex-Ospedale “Casa Rossi” già ben predisposta per essere ristrutturata e utilizzata come “Casa di Comunità”, invece di puntare sul San Luca per declassarlo in Ospedale di Comunità, perdendo di fatto la funzione di vero Ospedale pubblico Socio-Sanitario per tutto l’Altopolesine.

L’invito finale di Gilberto Bianchini è quello alla mobilitazione dei cittadini per creare le giuste e doverose pressioni al nuovo Sindaco Anna Gotti al fine d’inserire possibilmente anche “Casa Rossi” fra le Case di Comunità, restituendo al san Luco il ruolo di vero ospedale per l’alto polesine. 

Ugo Mariano Brasioli

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