All’Urban Digital Center si è parlato di servizi sociali con l’ex ministra

Livia Turco ha ripercorso un pezzo di storia, partendo dalla propria esperienza di parlamentare e ministro, dalla legge 328 del 2000 sul Sistema Integrato degli interventi e dei servizi

ROVIGO – Cosa significa fare politiche sociali oggi? L’occasione per fare il punto, tra buone leggi e occasioni mancate, ma anche esperienze locali di successo, è stato il convegno “I servizi sociali: un percorso generativo per il benessere delle nostre comunità”: promosso dal Comune di Rovigo con il sostegno di Fondazione Cariparo e con la rete di “ImmagineRO”,  tenutosi oggi allo Urban Digital Center – Innovation Lab, in via Badaloni.

A far rivivere la storia e i mutamenti delle politiche sociali due personalità di riferimento come Tiziano Vecchiato della Fondazione Zancan e l’onorevole Livia Turco, già ministra per la Solidarietà Sociale e promotrice di alcune tra le più importanti iniziative che hanno normato gli interventi in campo sociale. Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione di Chiara Boldrin, responsabile del Settore Sociale del Comune di Rovigo, la parola a Vecchiato, che ha ripercorso la storia delle politiche in campo sociale nel nostro paese, mostrando l’importanza di investire in interventi che non si limitino a meri sussidi, ma che siano capaci di formare, far crescere e generare nuove opportunità. Anche Livia Turco ha ripercorso un pezzo di storia, partendo dalla propria esperienza di parlamentare e ministro, dalla legge 328 del 2000 sul Sistema Integrato degli interventi e dei servizi fino all’attuale riconoscimento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali. Senza nascondere amarezza per occasioni perdute o abbandonate negli anni successivi.

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Nella seconda parte della mattinata, la tavola rotonda dedicata ad alcune esperienze recenti, che hanno visto la collaborazione tra più soggetti, in particolare nel campo del sostegno ai giovani. A introdurre e moderare Stefano De Stefani, presidente della cooperativa sociale Il Raggio Verde. Beatrice Girotto, presidente della cooperativa sociale Peter Pan Group, ha ricostruito la genesi del progetto Ced.Ro, che dal 2021 ha sostenuto una rete di decine di soggetti nel comune di Rovigo, per offrire interventi rivolti ai giovani. Il dirigente scolastico Fabio Cusin ha invece raccontato la propria esperienza nel campo della scuola, con le azioni contro la dispersione, per il sostegno agli studenti stranieri e fragili, dedicando un pensiero alla figura di don Lorenzo Milani, a cui sarà dedicata l’attuale sede del Cpia, centro per l’istruzione degli adulti. Giorgio Benizzi della cooperativa sociale Porto Alegre ha ricostruito il lavoro di mappatura e facilitazione svolto nell’ambito dei progetti “Cedro” e “ImmagineRO”, mentre Francesco Casoni di Zico ha illustrato le scelte nel campo della comunicazione, come strumento non solo informativo, ma di creazione di relazioni, dalla comunicazione di “Cedro” alla nascita del portale www.succedearovigo.it. A seguire, due giovani protagonisti di alcune tra le iniziative più promettenti del capoluogo: Andrea Muraro del festival “Voci dal Basso” e Virginia Rodella dell’evento “BrilleRO”, coordinati da Serena Sterza del “Progetto Siamo Qui”. A concludere il giro di tavolo, Pamela Pinato, assistente sociale dell’Ulss 5 Polesana, con la testimonianza del progetto “Pippi”.

A concludere i lavori, l’intervento di Chiara Agostini di Secondo Welfare, e di Mirella Zambello, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto ed ex assessore del Comune di Rovigo. Di nuovo assieme a Vecchiato, che ha invitato i presenti a pensare al momento in cui “festeggiare la fine del raccolto”, ossia raccontare i risultati ottenuti. E a Livia Turco, che si è detta alla fine felice: “Semplicemente felice, perché i vostri racconti mi hanno rincuorato, perché vedo che nei territori si fanno progetti e politiche che concretizzano i principi di cui abbiamo parlato oggi”.

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