Anche la Cgil Rovigo alla politica tutta: Ascoltate il lavoro e No alla flat tax

Una folta delegazione dal Polesine alla manifestazione di Cgil Nazionale a Bologna con il segretario Maurizio Landini per elencare le proposte del sindacato alla politica della prossima legislatura

BOLOGNA – Il 14 settembre, 90 lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati della provincia di Rovigo hanno partecipato all’attivo nazionale dei delegati della Cgil Nazionale a Bologna che è stato concluso dall’intervento del segretario nazionale Maurizio Landini e che ha visto un’ampia partecipazione, complessivamente, di oltre seimila persone.

“Ascoltate il Lavoro” era il titolo dell’iniziativa per condividere con lavoratori e pensionati le proposte della Cgil rivolte con chiarezza alla politica, tutta, che si candida a governare il Paese nella prossima imminente legislatura.

Molti i temi decisivi per cambiare in maniera strutturale il modello di sviluppo che riponga al centro il lavoro di qualità, e per risolvere le troppe diseguaglianze sociali esistenti.

I temi principali: aumentare i salari e difendere dall’inflazione i redditi da lavoro e pensione, riformare il fisco e rafforzare la contrattazione.  In questa fase di costi energetici alle stelle e di prezzi dei beni alimentari sempre più alti, che mettono in grave difficoltà soprattutto le fasce più deboli della popolazione, è ancor più necessario proteggere l’occupazione fino ad un eventuale nuovo blocco dei licenziamenti ed integrare al 100% il trattamento economico della cassa integrazione.

Necessario tassare i tanti extraprofitti effettuati dalle aziende favorite dall’aumento dei costi energetici in primis, per contenere gli aumenti delle bollette a cui va fissato un tetto, anche nazionale.

Creare un salario minimo legato al trattamento economico complessivo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, correlato ad una legge sulla rappresentanza che dia valore per tutti i lavoratori ai Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, combattendo così i contratti cosiddetti “pirata” (applicati anche in alcuni luoghi di lavoro della nostra Provincia, nei settori dei servizi e della ristorazione) che riducono retribuzioni e diritti di chi lavora.

Una riforma progressiva e davvero redistributiva del fisco che favorisca i redditi più bassi e no ad ulteriori condoni fiscali – variamente denominati – e no alla flat tax che invece finisce oggettivamente per premiare chi ha di più.

Eliminare le norme che hanno maggiormente precarizzato il lavoro, penalizzando spesso giovani e donne, ed introduzione di un unico contratto a tempo indeterminato d’ingresso a contenuto formativo, con la definizione anche di un nuovo statuto dei diritti per tutto il mondo del lavoro, esteso anche al lavoro autonomo.

Un piano straordinario, anche di investimenti sulle risorse umane che operano presso gli Enti preposti alla vigilanza, sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per affrontare con forza la piaga degli infortuni e morti sul lavoro.

Investimenti strutturali, anche sul personale, che rafforzino lo Stato Sociale pubblico per garantire davvero l’universalità delle prestazioni sociali, sanitarie e dell’istruzione. Diversamente, ne potrà godere solo chi può permetterselo, favorendo il business del privato.

Riformare radicalmente e per intero il sistema pensionistico, ricostruendo un sistema previdenziale pubblico e solidaristico che sappia tenere insieme le generazioni, a partire da una pensione contributiva di garanzia per le nuove generazioni.

“Queste sono alcune delle proposte che la Cgil fa all’attuale e prossimo governo e a tutto il mondo politico impegnato nella campagna elettorale. Temi fondamentali per tutti i lavoratori, attuali e futuri, e per i pensionati.

Si pensi a quanto tali questioni siano importanti anche per la condizione delle persone del nostro territorio in cui abbiamo, da tempo, le retribuzioni medie e le pensioni più basse del Veneto, così come il tasso di inoccupazione più alto del Veneto, le nuove assunzioni che ancora sono per il 90% circa precarie, oltre che avere la percentuale più alta di popolazione over 65 rispetto alle altre Province del Veneto.

Tutte proposte e riflessioni che devono pertanto riguardare anche i candidati polesani al prossimo Parlamento” ha concluso Pieralberto Colombo, Segretario Generale di Cgil Rovigo.

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