Badia ricorda i massacri delle foibe assieme ad oltre 100 studenti

Venerdì 9 febbraio Badia Polesine ha tributato il proprio omaggio alla memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo dalmata-istriano

BADIA POLESINE (Rovigo) – Il Comune che per primo intitolò in provincia di Rovigo una via dedicata ai Martiri delle Foibe, su iniziativa degli allora consiglieri comunali di Alleanza Nazionale, Ivo Baccaglini e Carlo Moretti nel 2007, durante la consiliatura 2004-2009 con il sindaco Paolo Meneghin, ha concluso le celebrazioni della Giornata del ricordo con una partecipata lezione in Vangadizza per gli studenti delle superiori a cui ha preso parte anche il sindaco Giovanni Rossi.

Preceduta qualche giorno prima dalla conferenza in Abbazia del prof. Enrico Miletto (LEGGI ARTICOLO), venerdì 9 febbraio, Badia Polesine ha tributato il proprio omaggio alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo dalmata-istriano, in occasione della “Giornata del ricordo”.

In sala Soffiantini agli studenti delle terze medie e delle quarte superiori è stata proposta una relazione sulle vicende del confine orientale da parte del presidente dellIstituto diStudie Ricerche Storiche e SocialiBonaventura GidoniLivio Zerbinati, che ha coinvolto i ragazzi in una sorta di gioco di recupero lessicale delle parole usate su quelle storie.

Il sindaco Rossi ha invece parlato del valore della memoria e del ricordo come antidoto al ripetersi degli errori della storia recente

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Nonostante il maltempo, la consueta commemorazione in via “Martiri delle foibe” ha radunato i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, alcuni consiglieri comunali, esponenti politici di centro destra e comuni cittadini “…che non vogliono dimenticare quegli orrori”.

Ricordando come Badia sia stata una delle non molte ad aver dedicato una via a quella tragedia (nel 2007), il sindaco ha esordito con una frase di Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. Conoscere è perciò un dovere, perché senza la conoscenza non può esserci un’opinione informata. 

Sul dramma della pulizia etnica che si verificò ai confini orientali e sull’esodo istriano-fiumano-dalmata seguito alla Seconda Guerra Mondiale, per troppo tempo è calato un velo di silenzio”, ha rilevato anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari, sottolineando come il percorso per il riconoscimento di quei fatti sia stato lungo e difficile. “Quand’ero studente come voi – ha chiosato l’assessore regionale – per noi le foibe erano solo cavità carsiche e nulla più. Ecco perché è importante che voi siate qui a ricordare quei martiri”.  

La dirigente scolastica Giulia Corso, concordando sul valore del ricordo, ha invitato i giovani a visitare quei luoghi, per poter comprendere al meglio la gravità dei fatti accaduti.  

Presente anche il coordinatore Altopolesine di FdI, Ivo Baccaglini, promotore dell’intitolazione della via ai Martiri delle foibe.  Baccaglini, che ha apprezzato l’investimento celebrativo sui giovani con la lezione in Abbazia, ha anche ribadito come sia ormai tempo di superare le divisioni ideologiche residue perché: “Le vittime delle foibe e dell’esodo dalmata-istriano meritano una serena riflessione bipartisan”.

Ugo Mariano Brasioli

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