ROVIGO – Il caldo record e i cambiamenti climatici stanno mettendo in ginocchio numerose produzioni agricole. Ma non è l’unica criticità che gli agricoltori sono costretti ad affrontare: alla siccità si sommano infatti l’aumento dei costi di produzione, la scarsità di acqua per l’irrigazione e le speculazioni lungo la filiera.
A lanciare l’allarme è Coldiretti, che denuncia una situazione sempre più difficile per le imprese agricole italiane. Oltre al danno causato dalla riduzione dei raccolti, arriva anche la beffa dei prezzi. L’ortofrutta italiana sta infatti vivendo il paradosso di compensi sempre più bassi riconosciuti ai produttori, mentre i prezzi sugli scaffali continuano ad aumentare.


Secondo le stime di Coldiretti, rispetto allo scorso anno le quotazioni alla produzione sono diminuite del 17% per le pere, del 18% per pesche e nettarine, del 20% per le susine e fino al 34% per le albicocche, mentre i consumatori continuano a pagare di più. L’organizzazione valuta l’applicazione della legge sulle pratiche commerciali sleali per fare luce su possibili fenomeni speculativi.
A pesare sul settore è anche la crescente concorrenza estera. Nei primi quattro mesi dell’anno le importazioni di frutta fresca sono aumentate del 9%, con un picco del 44% dai Paesi africani.
Alla crisi dei prezzi si aggiunge la stangata energetica. Il gasolio agricolo è infatti tornato a 1,44 euro al litro, facendo lievitare i costi per l’utilizzo dei macchinari e per l’irrigazione, ormai indispensabile per contrastare gli effetti della siccità. Una boccata d’ossigeno arriverà con il credito d’imposta previsto dal Governo e riferito ai mesi primaverili, ma la situazione attuale vede il carburante su livelli record.


Non meno preoccupante è la situazione sul fronte idrico. In alcune aree si è già dovuti ricorrere all’irrigazione a giorni alterni, mentre nel Basso Polesine l’acqua dolce è sempre più difficile da reperire a causa della risalita del cuneo salino. Per questo Coldiretti torna a chiedere la realizzazione di un piano nazionale per gli invasi e le infrastrutture irrigue: le progettualità esistono già, ma mancano ancora le necessarie risorse finanziarie.
A destare forte preoccupazione nell’intero comparto agricolo è sia la durata della siccità sia la possibile violenza di eventuali perturbazioni in arrivo, dopo oltre due settimane con temperature costantemente superiori ai 30 gradi.
L’ultima ondata di maltempo, registrata nel mese di luglio, ha già messo a dura prova numerose aziende agricole, provocando danni ingenti in diverse aree del Paese. In alcuni casi non è stato possibile salvare intere produzioni di ortaggi e frutta, ma anche colture come soia, mais e girasole, confermando quanto gli eventi climatici estremi rappresentino ormai una delle principali minacce per il futuro dell’agricoltura italiana.
















