Case di riposo in Veneto e nel Polesine

I tre sindacati della Provincia di Rovigo propongono di intervenire sul problema rilanciando il ruolo delle Ipab

ROVIGO – Si è tenuto mercoledì 12 giugno 2024, presso la sala San Bellino del Seminario Vescovile di via Giovanni Pascoli a Rovigo, l’incontro informativo dal titolo “Case di riposo in Veneto e nel Polesine”, organizzato da Spi Cgil Rovigo, Fnp Cisl Rovigo e Uilp Rovigo. 

La conferenza, aperta da Luciano Milan, segretario generale provinciale di Spi Cgil Rovigo, è stata scandita dagli interventi di Gino Ferraresso di Spi Cgil Veneto, Marino Favaretto di Fnp Cisl Veneto e Lorenza Cervellin di Uilp Veneto, il tutto moderato da Claudio Marangoni, coordinatore di Uilp Rovigo. La chiusura è stata invece tenuta da Giulio Fortuni, segretario generale provinciale di Fnp Cisl. 

Durante l’incontro sono stati trattati temi al centro delle battaglie portate avanti dai sindacati da diversi anni su tutto il territorio regionale: la non autosufficienza e l’inadeguatezza della sanità pubblica territoriale nel gestire l’invecchiamento della popolazione. Tale fenomeno demografico ha infatti portato ad una diffusione sempre maggiore negli ultimi anni di patologie croniche all’interno della popolazione regionale; in particolar modo si è registrato dal 2015 al 2022 un aumento sensibile di individui affetti da demenza senile. I dati emersi indicano una presenza di posti letto dedicati a pazienti non autosufficienti non adeguata al reale fabbisogno, inoltre la disponibilità di tali posti letto nelle strutture sanitarie regionali non è distribuita omogeneamente sul territorio. Tale problematica è aggravata anche dalla carenza di medici di medicina generale, una vera e propria piaga che nasce da una errata programmazione nazionale e regionale delle borse di studio finanziate dal fondo sanitario nazionale.  

Le tre sigle sindacali lamentano anche uno stanziamento eccessivamente esiguo di risorse destinate all’attuazione della legge delega sulla non autosufficienza (legge n.33 del 23 marzo 2023), recentemente approvata dal Consiglio dei ministri, che riuscirà quindi a coprire soltanto una platea minima di persone non autosufficienti. 

I tre sindacati polesani propongono di intervenire sul problema rilanciando il ruolo delle Ipab, trasformando le strutture residenziali pubbliche per anziani in Centri Servizi organicamente inseriti all’interno della filiera dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali a livello territoriale, programmando al loro interno anche dei sistemi di servizi residenziali dedicati agli anziani affetti da sindromi dementigene e verificando l’attuale situazione delle liste d’attesa per l’accesso ai Centri Servizi, apportando le eventuali e necessarie modifiche al calcolo del fabbisogno di posti residenziali e semiresidenziali secondo stime reali. 

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