Cento idee per un complicato dibattito precongressuale 

Intervento del Capogruppo del Pd in Regione, Giacomo Possamai, che ha fatto il punto politico sulla fase congressuale, partendo dai dati elettorali del 25 settembre scorso e dalle dimissioni di Letta

BADIA POLESINE (Rovigo) –  Domenica 22 gennaio, nel refettorio dell’abbazia della Vangadizza, si è tenuta la prevista giornata di confronto sul futuro del Pd Polesano, organizzata dal circolo Giacomo Matteotti di via Cigno, in vista del congresso per il rinnovo della dirigenza nazionale. 

Giacomo Possamai

Dopo i saluti via video del segretario Enrico Letta, com’era prevedibile, l’attenzione si è concentrata sull’intervento del Capogruppo del partito in Regione, Giacomo Possamai, che ha fatto il punto politico sulla fase congressuale del Pd, partendo dai dati elettorali del 25 settembre scorso e “…dallo psicodramma collettivo” vissuto con le sostanziali dimissioni di Letta. 

Osservando come, tra le tante difficoltà, il Pd sia l’unico a dare la possibilità di scegliere e discutere sulle idee e sulle figure, Possamai crede nel futuro del partito solo se saprà rigenerarsi. Non servono “Cento idee” ma poche, chiare e identitarie, anche a costo di perdere qualcuno per strada.

La giornata, molto seguita in tutte le fasi, si è sviluppata affrontando il tema del lavoro con il provocatorio assist di Possamai sul reddito di cittadinanza sul quale, “…è bene dirlo chi lo percepisce senza averne diritto è un ladro”. 

La provocazione ha dato la stura agli interventi dei segretari provinciali di Samuel Scavazzin (Cisl), Pieralberto Colombo (Cgil), Gino Gregnanin (coordinatore Uil) e del dem Alberto Lucchin.  Quest’ultimo parlando di un Polesine che registra un 12,6% di disoccupazione e un inarrestabile spopolamento, è stato molto critico per ciò che non è stato fatto per lo sviluppo e sulla demagogia sui giovani, ai quali tutti promettono un futuro senza costruire le basi nel presente. Il discusso segretario provinciale Angelo Zanellato salutando gli intervenuti ha riportato il tema della disaffezione al voto dei giovani che si sentono esclusi dalla politica. 

Slide 1
Slide 2
Slide 3
Slide 4
Slide 5
Slide 6
Slide 7
Slide 8
Slide 9
Slide 10
Slide 11
Slide 12
Slide 13
Slide 14
Slide 15
Slide 16

La questione salariale, la precarietà e le scelte politiche, anche fiscali a favore dei redditi più bassi, hanno sollevato qualche malumore fra chi è intervenuto a “microfono aperto” (l’innovativa idea introdotta dagli organizzatori). Fra questi, Federico Saccardin, che con una vena polemica sul partito che a Rovigo “…ha ritenuto inopportuno darmi la tessera”, ha invocato un reale rinnovamento che non prescinda da una strategia che sappia cogliere le ragioni delle convergenze su un progetto di futuro. Saccardin, contrario alla chiusura del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine, ha altresì auspicato che la Provincia si faccia carico di trovare strumenti di compensazione.

Non meno seguito è stato il dibattito sul Terzo settore al quale hanno preso parte Emanuele Alecci, già presidente del Centro servizi volontariato di Padova, Massimo Mantoan, presidente di Federsolidarietà-città metropolitana di Venezia e Silvia Muzzupappa del Pd di Rovigo. 

I lavori sono ripresi nel pomeriggio sul tema del mondo scolastico assieme a Valter Ciancaglia della Cgil, Diego Crivellari presidente del Cur, i docenti Massimiliano Raspa, Monica Ferraccioli e la segretaria provinciale Snals Rita Bonfante che ha sollevato appunti critici sul precedente Governo e sulle promesse disattese dal Ministro Bianchi. In tema d’inclusione “… ci si è dimenticati che la scuola è Comunità educante” e  le continue riforme del sistema scolastico mai condivise con i portatori d’interesse “…disorientano”, per non parlare delle retribuzioni inadeguate (sostanzialmente ferme dalla riforma Brunetta).

Prima del tema finale, il sindaco di Badia Giovanni Rossi ha portato il saluto istituzionale e, pur nella diversità delle opinioni politiche, ha espresso apprezzamento agli organizzatori della giornata, tanto da dire semiserio: “…se ci fosse il calciomercato nella politica, ingaggerei senz’altro qualcuno di loro, ma capisco che le idee non sono in vendita”.

Il confronto sul territorio polesano, tra Zls, unione dei comuni e turismo, ha chiuso il programma della giornata, con i sindaci di Polesella e Gaiba Leonardo Raito e Nicola Zanca. Inevitabilmente la parte del leone nel dibattito finale l’ha fatta la ZLS, per la quale Raito ha rivendicato i meriti del partito, anche se è mancata la capacità politica di proporre dei modelli di sviluppo del territorio. Il Polesine, secondo la sua analisi, si è messo a ruota delle associazioni di categoria e della camera di commercio ma è mancata una regia politica che coinvolgesse i portatori d’interesse soprattutto in considerazione dell’arco temporale massimo della ZLS (14 anni). Raito che è stato uno dei fautori della chiusura del Consvipo si è chiesto: “Cosa succederà dopo a questo territorio?”.  Occorre attivare il tavolo provinciale dell’economia per esercitare quel ruolo di traino che il Consorzio non era più in grado di sostenere.

Graziano Azzalin è ha puntato il dito sulla debolezza strutturale del Polesine, “…non è possibile avere 50 comuni per una popolazione di 225mila abitanti, in cui solo 6 comuni hanno più di 10mila anime e la media è di 2600 abitanti”. Il rischio è di perdere le opportunità offerte dal Pnrr (70milioni di euro solo per l’ente Provincia e città di Rovigo).

Infine, Giorgia Businaro ha concluso la giornata con un messaggio di speranza, soffermandosi sul progetto Auro (Autorità Urbana Rovigo) istituto dalla Ragione lo scorso 15 luglio. Composto di 13 comuni, che insieme superano i 100mila abitanti, diventerà “Autorità Urbana”  finanziata con 11milioni di euro. L’obiettivo sarà di co-progettare le strategie di sviluppo e migliorare la qualità della vita, attraverso la rigenerazione urbana e ambientale, il contrasto al disagio abitativo, la mobilità sostenibile, la digitalizzazione e la Smart city.

Da segnalare la presenza fra il pubblico del capogruppo di maggioranza comunale Marco Turatti e del consigliere della Casa del sorriso Adino Rossi. 

Ugo Mariano Brasioli

Ultime notizie