Il cyberbullismo spiegato agli studenti con Rudy Bandiera

Di fronte ad una sala gremita di studenti delle scuole medie, evento sui rischi dei social organizzato dall’Anc di Occhiobello (Rovigo)

OCCHIOBELLO (Rovigo) – “Non siete voi a decidere cosa volete vedere sui social, c’è un algoritmo che decide per voi. Siete e siamo  al centro del business. Il tema del cyberbullismo nasce da questa realtà inconsapevole. Essere il business ci mette davanti a rischi e opportunità. Il primo rischio è la perdita della privacy. Dovete sempre ricordare che nessuno ha il diritto di rubare e diffondere la vostra immagine. Chi lo fa, compie un reato. Non è un gioco”. 

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Così Rudy Bandiera, formatore docente e anchorman, venerdì mattina, all’Auditorium di Santa Maria Maddalena, di fronte a una sala gremita di studenti delle scuole medie, in un evento sul Cyberbullismo (tappa successiva all’incontro con genitori e nonni, dello scorso 18 aprile, in un format che vuole raggiungere con linguaggi appropriati differenti generazioni, ndr) voluto dalla Anc (Associazione Nazionale Carabinieri), sezione Occhiobello, presieduta da Antonio Zizzo, in un evento organizzato con l’istituto comprensivo diretto da Giuliana Cardelli. Evento che ha visto la presenza, come relatore, di Roberto Casella, avvocato e membro dell’Uncm (Unione Nazionale Camere Minorili), che dialogando con Arianna Ruzza ha spiegato conseguenze per vittime e colpevoli del fenomeno. 

“Il bullismo è sempre esistito – ha puntualizzato Bandiera – ma il cyberbullismo è più insidioso perché si verifica on line e le vittime non hanno scampo. Ci si può difendere, con l’aiuto delle forze dell’ordine, ma dopo che si è verificato, per questo è difficile fermarlo”. Bandiera ha portato i casi di ragazzine che per l’umiliazione di quanto subito si sono tolte la vita. Mallory Grossman, 12 anni, perseguitata su Snapchat e Instagram, si è buttata dal quarto piano della sua scuola; Carolina Picchio, ripresa mentre veniva abusata (Cyberbashing), 14 anni, si è a sua volta suicidata; Amanda Todd, 15 anni, primo caso di revenge porn (ripresa dal fidanzato) si è tagliata le vene. Esempi forti, “ma veri, che purtroppo succedono, per questo bisogna avere il senso della responsabilità”. Poi Bandiera ha portato alcuni casi felici di creatività, quindi di persone che grazie alla rete hanno costruito la propria sicurezza e un mestiere. Uno su tutti Winnie Harlow, oggi modella, che grazie ai social si è liberata del senso di vergogna causato dalla vitiligine e dai conseguenti atti di bullismo subiti. Bandiera, ricordando rischi e opportunità del web, ha concluso il suo intervento con tre raccomandazioni: “Tutto quello che si fa on line ha conseguenze off line, quindi su individui; il successo è la punta di un iceberg fatto di lavoro, sacrifici, fallimenti, capacità di rialzarsi; quello che facciamo oggi può avere conseguenze per tutta la nostra vita”. 

Soddisfatta la sezione Anc: “Questa formula, che vede la presenza di un legale e di un divulgatore – la chiosa di Zizzo – consente ai ragazzi di riflettere sui loro comportamenti, sollecitandoli a raggiungere un livello di consapevolezza che, auspichiamo, possa debellare fenomeni come appunto il cyberbullismo”. 

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