Care lettrici e cari lettori, questa settimana voglio parlare con voi della differenza tra diffamazione e ingiuria, due parole che molti usano come sinonimi.
Molti, infatti, ritengono che la diffamazione e l’ingiuria, riguardando comunque offese, siano la stessa cosa, ma è davvero così?
In realtà, nella prospettiva giuridica, diffamazione e ingiuria non coincidono ed anzi paiono essere tra loro alternative.
Quando parliamo di ingiuria facciamo riferimento all’offesa rivolta direttamente alla persona interessata e in presenza della stessa e tale da ledere il suo onore o il suo decoro.
Oggi l’ingiuria non è più un reato, ma un illecito civile in forza del quale si può essere condannati dal giudice civile a pagare una somma di denaro a titolo di sanzione pecuniaria civile e a risarcire i danni causati alla persona offesa.
La diffamazione, invece, è un reato che viene integrato quando qualcuno, comunicando con più persone, offende l’onore, il decoro e la reputazione di un altro soggetto mentre questo è assente.
Sui social questo accade molto più spesso di quanto si pensi.
Ma quindi come si fa a capire quando si tratta di diffamazione e quando, invece, si tratta di ingiuria?
Per orientarsi, può essere utile tenere a mente una regola molto semplice: parlare di qualcuno con altri, in sua assenza, può rivelarsi diffamazione; parlare a qualcuno, insultandolo direttamente comporta ingiuria.
Ciò vale anche sui social.
Ad esempio, scrivere un post pubblico su Facebook o Instagram offendendo il proprio ex, scrivere parole poco carine verso l’insegnante dei propri figli sul gruppo di genitori della scuola o lasciare una recensione online in cui si attribuiscono a un ristorante o a un negozio fatti falsi e gravemente denigratori sono tutti casi di diffamazione, addirittura aggravata in quanto commessa tramite social.
In tutti questi casi, infatti, la persona interessata non sta partecipando alla conversazione e l’accusa viene letta da più persone: è esattamente il terreno tipico della diffamazione.
Sul punto si evidenzia che parte della Cassazione ha ritenuto configurata la diffamazione anche nel caso in cui l’offesa venga pronunciata nel corso di una diretta social a cui partecipa, come spettatrice, anche la vittima.
Inviare un messaggio privato ad un soggetto offendendolo, invece, è una chiara ingiuria.
Ma quali sono, in concreto, le conseguenze in cui si può incorrere in caso di diffamazione e in caso di ingiuria?
Mentre l’ingiuria oggi porta principalmente a conseguenze civilistiche (come il risarcimento del danno non patrimoniale), la diffamazione può esporre il soggetto al rischio di essere denunciato e di subire un processo penale, con conseguente condanna e obbligo di risarcimento nei confronti della persona offesa, specie quando il fatto è commesso attraverso i mezzi di comunicazione di massa, tra cui rientrano anche i social network.
Occorre ricordare che cancellare un post o una storia dopo qualche minuto non elimina automaticamente le responsabilità: il contenuto potrebbe essere stato già visto, salvato o ricondiviso da altri utenti.
COSA NE PENSO IO?
Credo che l’unica vera tutela, per sé e per gli altri, sia quella di usare i social con responsabilità, ricordandoci che dietro a ogni profilo c’è una persona reale e che le parole, anche se scritte dietro a uno schermo, possono ferire e avere conseguenze giuridiche importanti.
Questa è una rubrica di informazione e divulgazione giuridica che ha il solo scopo di voler contribuire a livello sociale alla conoscenza dei propri diritti in quanto è mia convinzione che solo così è possibile tutelarli efficacemente dal punto di vista legale.
Se avete delle domande o volete propormi un argomento di cui parlare, potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutelafois@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.studiolegalefois.it.
Avv. Fulvia Fois
















