Dopo 9 anni l’Italia torna a battere la Scozia

Il CT Quesada ha impostato il suo lavoro su un paio di concetti abbastanza semplici: migliorare la difesa e rafforzare le fasi di conquista. Vittoria al Sei Nazioni per l’Italrugby

ROMA – Che bella vittoria per l’Italia! Ma cominciamo dalla fine. In quegli ultimi interminabili tre minuti vissuti con il fiato sospeso dai 70 mila dell’Olimpico (presente in tribuna anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni) e dagli appassionati davanti alla TV, si è capito perché la squadra di Quesada è riuscito a portare a casa un successo che non era proprio nei pronostici della vigilia. Difendere una serie infinita di fasi impostate dalla Scozia concedendo poco avanzamento fino a costringere gli avversari, sfiniti e sfiduciati, all’errore è stata la dimostrazione della crescita e della solidità della nazionale azzurra in questo torneo. 

Assieme al risultato, che comunque è importantissimo visto che all’Italia non succede spesso di imporsi nel Sei Nazioni, c’è stata soprattutto una superba qualità di gioco che alla fine si è concretizzata in una vittoria che non fa una piega contro una buonissima Scozia. La squadra di Townsend ha dominato l’avvio della partita e l’Italia è apparsa spaesata ed incapace di contenere le folate offensive avversarie. Subire due mete nei primi dieci minuti di gara poteva rappresentare una mazzata sul morale di Lamaro e compagni. La Scozia è sembrata straripante con i suoi rapidi punti d’incontro e i continui avanzamenti che hanno costretto l’Italia a una difesa sempre in ripiegamento. In questa fase del match il merito degli azzurri è stato quello di non mollare e di restare mentalmente agganciati al risultato. Alla prima occasione in attacco l’Italia ha subito centrato il bersaglio con la meta di Brex, decisamente il migliore dei suoi per come ha giocato sia in attacco che in difesa. Determinante è stato un suo intervento al 36’ del primo tempo quando ha evitato una meta che avrebbe potuto spaccare la partita a favore della Scozia

Invece due punizioni di Garbisi hanno consentito all’Italia di andare al riposo con le chances di giocarsela ancora intatte. Nella ripresa, una volta scampato il pericolo di una meta scozzese annullata dal TMO, l’Italia ha pian piano preso in mano le redini del match togliendo ossigeno al gioco scozzese che non ha più avuto la brillantezza della prima mezzora di partita. Per logica conseguenza tecnica sono così arrivate le mete di Lynagh e di Varney che hanno ribaltato il risultato al quale ha aggiunto sostanza anche una punizione di Garbisi che in precedenza aveva mandato sul palo una facile trasformazione. La meta della Scozia, scaturita da un penalty concesso per un “in avanti” di Ruzza nei 22 azzurri scovato dal TMO, ha trasformato il finale in una bolgia con tutto il pubblico a sostenere gli azzurri nello ultimo sforzo per conquistare una bellissima vittoria. Questa Italia piace sempre di più a ogni partita di questo Sei Nazioni. Il CT Quesada ha impostato il suo lavoro su un paio di concetti abbastanza semplici: migliorare la difesa e rafforzare le fasi di conquista. E’ questo che si sta vedendo in campo anche se nelle rimesse laterali ci sono ancora diverse cose da registrare. 

In attacco l’Italia ha confermato di essere molto pericolosa sia con una buona organizzazione tattica che con le abilità individuali di gente come Menoncello, Capuozzo, Ioane, Brex e, da oggi, anche dell’esordiente figlio d’arte Louis Lynagh. Il lavoro del tecnico argentino è stato quello di mettere insieme tutto questo per dare continuità, efficacia e soprattutto fiducia a un gruppo che ne aveva assoluto bisogno. Qualche parola va speso anche per lo stadio Olimpico, non il migliore per la visibilità della partita, ma decisamente iconico quando gli spalti sono pieni di gente. Tra l’altro va sottolineato il gran lavoro fatto per allestire campo e stadio per la partita dell’Italia pochi giorni dopo la gara della Roma di Europa League. La cronaca del match. 

L’Italia parte bene, va subito a mettere pressione sul calcio d’inizio e con Menoncello conquista il tenuto che vale il 3-0 di Paolo Garbisi. La Scozia risponde attaccando per linee dirette, con Huw Jones e Dempsey tra i più attivi, poi un rimpallo favorisce la corsa di Kinghorn sul lato destro: offload per Russell che tiene il pallone con un numero da giocoliere e innesca l’azione della squadra di Townsend. Redpath arriva corto, poi Zander Fagerson trova la marcatura del 3-7 con trasformazione di Russell

Gli ospiti insistono e innescano spesso Van der Merwe sul lato sinistro, Menoncello lo ferma con un gran placcaggio, ma Horne e Russell cambiano subito fronte di gioco, si propone Kinghorn che serve a Steyn la meta del 3-14. Nel momento più difficile l’Italia ha una grande reazione. Rimessa laterale vinta bene nei 22 scozzesi, Nicotera esce palla in mano e serve Page-Relo, che con uno splendido grubber buca la difesa scozzese e lancia la corsa di Brex, che marca in mezzo ai pali. Garbisi trasforma per il 10-14. Una Scozia battagliera nel punto d’incontro si riporta a +7 col piede di Russell, poi al 28′ va a segno per la terza meta con Pierre Schoeman, sugli sviluppi di una maul: il merito principale è ancora di Russell con un 50-22 che riporta gli scozzesi in attacco, poi la maul fa il resto fino alla marcatura del pilone sinistro. L’Italia risponde col piede di Garbisi per il 13-22, poi Brex fa un miracolo su Christie lanciato in meta. A un minuto dalla fine Page-Relo riporta gli Azzurri sotto il break, poi la squadra di Quesada sfiora il vantaggio con un Lynagh e Capuozzo: il primo intercetta un passaggio sbagliato da Russell e calcia poi il pallone nei 22 avversari, il secondo lo raccoglie ma viene tenuto alto da Van der Merwe sulla linea di meta. 

Nel secondo tempo la Scozia comincia a mille: Huw Jones trova il buco all’altezza dei 10 metri e trova il sostegno di Horne per la meta, che però viene annullata per un intervento senza palla di Schoeman su Vintcent. La squadra di Quesada reagisce: Ioane si accende e semina due avversari, poi Garbisi trova un calcetto splendido per la corsa di Lynagh, che marca la meta del 21-22. Il mediano azzurro colpisce il palo sulla trasformazione e la Scozia resta davanti. Il match si fa più confuso, la tensione fa aumentare gli errori in mezzo al campo da parte di entrambe le squadre. Quesada fa i primi cambi al 50′ con Zilocchi, Lucchesi e Varney, la mischia tiene bene e conquista anche un calcio di punizione che riporta l’Italia in attacco, poi al 57′ Vintcent apre la difesa scozzese e viene placcato a un passo dalla linea di meta: gli Azzurri non si scompongono, muovono pazientemente il pallone e marcano con Stephen Varney. Garbisi trasforma per il 28-22. La reazione scozzese è affidata a Kinghorn, che si propone più volte in aggiunta alla linea dei trequarti per creare la superiorità numerica. Al 66′ sembra trovare lo spazio ma Menoncello lo ferma con un gran placcaggio che gli fa perdere il pallone. Ci prova poi Van der Merwe, servito ancora da Kinghorn e placcato da Capuozzo. Dopo una grande prova difensiva, l’Italia risponde e conquista un altro calcio di punizione: Garbisi è preciso e segna il 31-22 a 7 minuti dal termine. La Scozia si getta all’assalto, rinuncia a un calcio piazzabile e cerca il bersaglio grosso, trovando al 78′ con la carica di Skinner dopo una serie di raccogli e vai. Russell trasforma per il 31-29. Il finale è tesissimo: l’assalto della Scozia dura oltre 20 fasi, ma l’Italia regge con grandissimo coraggio, arretra ma non crolla mai, e alla fine riconquista il pallone che vale la vittoria. Dopo 9 anni, l’Italia torna a battere la Scozia.

Roberto Roversi

Roma, Stadio Olimpico

GUINNESS SIX NATIONS

Sabato 9 marzo 2024 | kick-off ore 15:15

ITALIA v SCOZIA 31-29 (p.t. 16-22)

Marcatori: PT 1’ c.p. Garbisi (3-0); 6’ m. Fagerson, t. Russell (3-7); 11’ m. Steyn, t. Russell (3-14); 14’ m. Brex, t. Garbisi (10-14); 24’ Russell (10-17); 28’ m. Schoeman, n.t. (10-22); 34’ c.p. Garbisi (13-22); 39’ c.p. Page-Relo (16-22). ST 44’ m. Lynagh, n.t. (21-22); 58’ m. Varney, t. Garbisi (28-22); 73’ c.p. Garbisi (31-22); 79’ m. Skinner, t. Russell (31-29)

3Italia: 15 Ange Capuozzo, 14 Louis Lynagh (70’ Federico Mori), 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello (79’ Leonardo Marin), 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Martin Page-Relo (50’ Stephen Varney), 8 Ross Vintcent, 7 Michele Lamaro (c), 6 Sebastian Negri (58’ Lorenzo Cannone), 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone (72’ Andrea Zambonin), 3 Simone Ferrari (50’ Giosuè Zilocchi), 2 Giacomo Nicotera (50’ Gianmarco Lucchesi), 1 Danilo Fischetti (58’ Mirco Spagnolo)

A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Andrea Zambonin, 20 Lorenzo Cannone, 21 Stephen Varney, 22 Leonardo Marin, 23 Federico Mori

Head Coach: Gonzalo Quesada

Scozia: 15 Blair Kinghorn, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Cameron Redpath, 11 Duhan van der Merwe, 10 Finn Russell (cc), 9 George Horne (58’ Ali Price), 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge (70’ Jamie Ritchie) (cc), 6 Andy Christie ((58’ Matt Fagerson), 5 Scott Cummings, 4 Grant Gilchrist (69’ Sam Skinner), 3 Zander Fagerson (69’ Millar-Mills), 2 George Turner (58’ Ewan Ashman), 1 Pierre Schoeman (58’ Alec Hepburn)

A disposizione: 16 Ewan Ashman, 17 Alec Hepburn, 18 Elliot Millar-Mills, 19 Sam Skinner, 20 Jamie Ritchie, 21 Matt Fagerson, 22 Ali Price, 23 Kyle Rowe

Head Coach: Gregor Townsend

Arbitro: Angus Gardner (RA)

Assistenti: Karl Dickson e Adam Leal (RFU)

TMO: Marius van der Westhuizen (SARU)

Calciatori: Garbisi (ITA) 5/6; Russell (SCO) 4/5; Page-Relo 1/1

Player of the Match: Juan Ignacio Brex (ITA)

Note: giornata soleggiata, terreno di gioco in perfette condizioni, presente in tribuna la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Spettatori 69.800

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