Esordio noir per il nuovo Comitato biblioteca Badia

Corrado Antani e Ettore Mascetti a Badia Polesine (Rovigo) per presentare “Le eredità del male” ed annunciare l’uscita di un secondo lavoro

BADIA POLESINE (Rovigo) – Ci si è messa anche la nebbia, fitta come da tempo non si vedeva, a creare la giusta atmosfera per la presentazione in Abbazia della Vangadizza del noir “Le eredità del male” (Golem edizioni), opera prima della coppia Corrado Antani & Ettore Mascetti.

Giovedì 16 febbraio è stata la serata d’esordio del nuovo comitato di biblioteca, guidato da Daniela Barboni. Un debutto salutato con i migliori auguri di buon lavoro dall’assessore alla cultura Valeria Targa.

Presentato al salone del libro di Torino l’anno scorso, il noir ambientato nella sonnolenta e nebbiosa Rovigo, “nella quale non succede mai niente”, è stato scritto dunque a quattro mani, con creatività e cura artigianale sino all’editing. 

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Come in tutti i noir che si rispettino, la trama è sostanzialmente la copertura di un reportage di provincia. La struttura narrativa segue la traccia della letteratura scandinava che umanizza i protagonisti con le loro debolezze, in questo caso contestualizzandoli nel territorio (alla Camilleri). Un’ambientazione che diventa parte della storia. I personaggi, anche quelli secondari, sono iconici “…la fauna più pittoresca della città a partire da Cesco” ma strumentali alla vicenda narrata.

In sintesi, la quiete cittadina viene però interrotta dall’omicidio nella sua abitazione di un ex politico democristiano, per il quale la Polizia sospetta subito di Okigbo, il vicino di casa nigeriano.  Seguono altre due morti misteriose, mascherate da suicidio. In un intricato puzzle psicologico-narrativo soltanto un investigatore privato “senza arte né parte”, Marco Pavan, ex poliziotto dal passato burrascoso (allontanato dalla polizia dopo i fatti della scuola Diaz a Genova) e dal presente familiare complicato (abbandonato dalla moglie e con una figlia adolescente “difficile”), riuscirà a scoprire il filo rosso che collega quelle morti. L’antieroe trascinato nel caso investigativo per aiutare un’amica della figlia, si convince che il nigeriano non può essere l’assassino e inizia a scavare nel passato della vittima. Con le intuizioni di un giovane poliziotto (Manfron) e di un’abile informatica, scopre un inaspettato legame che conduce all’ex manicomio delle Granzette, un microcosmo dal quale, tra mille reticenze e difficoltà legate all’età dei testimoni, emerge un quadro di orrori e crudeltà. Una struttura semicircolare alla francese (unica in Italia), progettata per ospitare 300 pazienti ma che alla fine degli anni ’70 arrivò a superare i 900.

Il fulcro del libro resta la denuncia di cliché sociali, nei quali opportunisti e parassiti riescono a sopravvivere nei meandri della burocrazia (v. Graspa). Non manca l’antagonista senza scrupoli: l’ambizioso Cesare Baldini, da poco trasferito nella città, con l’incarico di vicequestore nell’ultima tappa di una carriera condita da violenze e abusi. 

Il finale è “dolce amaro” e per nulla consolatorio. Solleva molte domande e, differentemente dal classico giallo, il suo obiettivo non è di stabilire Chi ha commesso il reato, ma perché. 

Dialogando con Mirka Tolini, i due autori hanno spiegato le meccaniche che hanno sotteso la realizzazione del loro lavoro, partendo dalla scelta degli pseudonimi che, richiamando la commedia all’italiana (Amici miei), ha voluto essere “…un inno all’amicizia” (i due lo sono fin dall’infanzia). La stesura è avvenuta studiando i classici del genere, con la creazione di schede individuali in cui, come sosteneva Émile Zola,  tutti i personaggi dal carattere opposto si muovono autonomamente sulla scena. La lavorazione è stata fatta utilizzando Google drive, ciascuno da casa, con la regola di cambiare quello che non funzionava senza permalosità.

Il titolo “Le eredità ….” è declinato al plurale perché la politica, la chiesa e la psichiatria stessa hanno influenzato la storia dei protagonisti.

Spettatore interessato in sala, c’era il giornalista scrittore noir Umberto Montin, che ha espresso un giudizio molto lusinghiero sul libro, apprezzando particolarmente l’attenzione al territorio “…e ai luoghi normalmente trascurati ma dai quali possono nascere delle bellissime storie”.

Antani & Mascetti, alla fine, hanno annunciato la prossima uscita del secondo lavoro che: “… non sarà un sequel del primo, sarà ambientato a Trecenta e, vertendo su un evento storico nazionale, racconterà tre storie parallele in tre epoche che si avviluppano su sé stesse fino ad arrivare al presente”.

Ugo Mariano Brasioli

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