Evento-Matteotti pienamente riuscito a Ceregnano 

Osvaldo Pasello ha ricostruito la dimensione storica su cui si è basata l’azione, costante, innovativa e dirompente, di Giacomo Matteotti

CEREGNANO (Rovigo) – Grande successo e partecipazione all’evento-Matteotti, martedì 28 Maggio, alle 21, nell’auditorium di Piazza Marconi di Ceregnano, gremito. 

Una serata per ricordare, in modo diverso dal solito, il più illustre polesano del Novecento. In modo diverso dal solito perché, dopo l’introduzione storica del prof. Osvaldo Pasello (già Dirigente Scolastico) e l’attualizzazione della figura del grande politico polesano da parte della prof.ssa Maria Lodovica Mutterle (direttrice di Casa-Matteotti a Fratta), l’attore Paolo Zaffoni ha recitato una parte significativa del discorso alla Camera del 30 maggio 1924, che costò poi la vita al leader socialista: un filo di memoria che ha legato il 28 maggio 2024 di Ceregnano, con il 30 maggio 1924 e il discorso, coraggioso, documentato, di Giacomo Matteotti contro la brutalità e gli strumenti illegali del nascente regime fascista. Quel discorso ha svelato, come non mai, il volto del fascismo. Ad un secolo esatto di distanza, è risuonato di un’attualità sorprendente. 

Hanno fatto gli onori di casa Andrea Baldo per il “Coordinamento dei progressisti” e Francesco Stocco per l’ Anpi, sezione di Villadose. Breve intervento di saluto anche da parte del Sindaco di Ceregnano, Egisto Marchetti. 

Osvaldo Pasello ha ricostruito la dimensione storica su cui si è basata l’azione, costante, innovativa e dirompente, di Giacomo Matteotti. In particolare è stata messa in parallelo la grande storia del paese con le vicende polesane, per una provincia, la nostra, divenuta, in quegli anni, paradigma di una situazione ben più grande: basti pensare all’occupazione della città di Rovigo da parte delle milizie fasciste nel maggio 1922 e alle figure di spicco polesane (come Giovanni Marinelli) coinvolte nel delitto di Matteotti o che ne hanno denigrato, in ogni modo, l’azione (Pino Bellinetti). Un Polesine a paradigma, in tutte le sue atroci conseguenze, della “grande storia”.

Maria Lodovica Mutterle, direttrice della Casa-Museo Matteotti di Fratta, ha insistito invece sul messaggio di grande attualità dello statista polesano: dalla rigorosa attenzione ai bilanci pubblici alle radicali posizioni contro la guerra (contro ogni guerra), dalle avanzate letture dei grandi economisti dello stato sociale (Keynes) all’idea di un’Europa di Popoli e non di nazioni, un’Europa che lui avrebbe voluto chiamare, come nel nord-America, “Stati Uniti”.

Paolo Zaffoni ha concluso la serata con la lettura, ad effetto, del drammatico ultimo discorso di Giacomo Matteotti alla Camera dei Deputati, il 30 maggio 1924; discorso in cui il grande statista polesano denuncia l’irregolarità delle elezioni del 6 aprile precedente, che avevano consegnato la vittoria, con maggioranza schiacciante (dopo la legge Acerbo) al listone dei Fascisti.

Una serata per non dimenticare, molto partecipata, molto riuscita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie