Ex lavoratori di Italoforme davanti al Tribunale di Rovigo per rivendicare un diritto

In via Verdi è depositata l'istanza di liquidazione giudiziale dell'azienda di Este, Fillea Cgil Padova chiede di fare presto per accedere agli ammortizzatori sociali

ROVIGO – Giovedì 3 agosto, presidio dei lavoratori di Italoforme e Fillea Cgil Padova davanti al Tribunale di Rovigo.

Fillea Cgil Padova: “Un presidio per segnalare l’insostenibile situazione dei lavoratori di Italoforme e chiedere di procedere celermente perché possano ricevere gli ammortizzatori sociali”.

I lavoratori di Italoforme srl di Este – l’azienda che circa un mese fa ha chiuso senza dare loro nessuna comunicazione scritta – erano dalle 9 alle 12  davanti al Tribunale di Rovigo (in via Giuseppe Verdi 2) dove è depositata l’istanza di liquidazione giudiziale dell’azienda.

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44 lavoratori e 44 famiglie da sfamare, lavoravano nella storica azienda di modelleria e forme per calzature attiva da dal 1897. L’azienda era in crisi da tempo, ma nessuno immaginava un epilogo così.

I lavoratori hanno ricevuto l’ultimo stipendio, ma per avere gli ammortizzatori sociali dovranno attendere. Per questo i Sindacati si sono mobilitati per chiedere un intervento urgente, affinché le pratiche arrivino al Ministero nel più breve tempo possibile. Verosimilmente i lavoratori potranno ricevere qualcosa ad ottobre, ma nel frattempo?

Chiediamo – dicono Gianluca Badoer e Simone Ferraretto, rispettivamente Segretario Generale e Segretario Provinciale della Fillea Cgil di Padova – che il Tribunale velocizzi al massimo i tempi burocratici per l’attivazione della cassa integrazione per la cessata attività di Italoforme srl. Chiediamo che la curatrice Dott.ssa Sheila Bedetti, nominata dalla Giudice Dott.ssa Sofia Gangitano, e il Tribunale di Rovigo agiscano immediatamente per autorizzare la richiesta della Cigs (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) altrimenti, visti i tempi tecnici che l’operazione comporta, i lavoratori e le loro famiglie vedranno i primi euro per fine ottobre o addirittura ancora più tardi perché la legge permette di prorogare i termini di altri 4 mesi. È chiaro che si tratta di una condizione insostenibile e assolutamente da scongiurare”.

“La verità – proseguono i due sindacalisti – è che i lavoratori di Italoforme srl si trovano in una situazione assolutamente ingiusta e disperata e, per poco meno di una decina di loro, addirittura a dir poco kafkiana e questo a causa dei cosiddetti “patti di non concorrenza” che hanno sottoscritto al momento dell’assunzione, che li mette nella condizione di non potersi licenziare per andare a lavorare in un’altra azienda del settore a meno che non decidano di firmare un condono tombale che liberi Italoforme da qualsiasi loro futura e legittima pretesa. Significa che questi lavoratori dopo essersi ritrovati senza uno stipendio e in mezzo ad una strada, se vogliono cercare lavoro altrove, o rinunciano alla pretesa di ricevere dall’azienda tutto quel che hanno maturato oppure, se si licenziano e vanno a lavorare in un’azienda concorrente, rischiano di pagare una grossa penale. Eravamo a conoscenza del ricatto occupazionale ma qui siamo arrivati al “ricatto disoccupazionale!”.

“I lavoratori – concludono Badoer e Ferraretto – meritano rispetto. Non è possibile che in questo Paese siano sempre loro a dover pagare per le irresponsabilità e incapacità di una classe imprenditoriale miope, arrogante e unicamente preoccupata del proprio profitto a fronte di una normativa che, a nostro avviso, non è a favore dei lavoratori. Per questo la nostra richiesta è chiara: chiediamo al Tribunale di Rovigo di fare il possibile per questi lavoratori e non permettere che al danno si aggiunga anche un’atroce beffa”.

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