Il movimento civico contesta un possibile vizio formale e propone un ambito rurale fermo a Valliera. Zanellato presenta un’interrogazione al sindaco sulle conseguenze per Baricetta, Ca’ Emo e le frazioni vicine
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ADRIA (Rovigo) – La delibera comunale che ridisegna le zone delle sei farmacie di Adria (LEGGI ARTICOLO) continua a suscitare contestazioni. Il direttivo di Impegno per il Bene Comune ne chiede l’annullamento, mentre il consigliere comunale del Partito Democratico Giorgio Zanellato ha presentato un’interrogazione al sindaco Massimo Barbujani.

Al centro del confronto resta la farmacia di Baricetta e l’estensione del relativo ambito lungo la Strada regionale 443 fino a Borgo Dolomiti, scelta che secondo le opposizioni potrebbe favorire in futuro il trasferimento del presidio verso il capoluogo.

Ibc: «Nel verbale una contraddizione formale»

Impegno per il Bene Comune segnala innanzitutto un possibile vizio nella delibera. Nel verbale, sostiene il movimento, il sindaco risulterebbe assente all’appello pur assumendo contemporaneamente la presidenza della seduta, dichiarandola aperta e sottoscrivendo l’atto. «Vista la delicatezza della questione, la forma è sostanza», afferma Ibc, chiedendo che il provvedimento venga annullato.

Il movimento critica anche la tempistica della revisione, approvata nel mese di luglio nonostante, secondo quanto riferito, ci fosse tempo fino alla fine dell’anno per svolgere approfondimenti e confrontarsi con le comunità interessate.

Ibc ricorda inoltre che la farmacia di Baricetta è classificata come rurale e serve anche residenti provenienti dai territori di Gavello e Ceregnano. Per il direttivo, la nuova perimetrazione non risponderebbe in modo adeguato al criterio dell’interesse pubblico e dell’accessibilità per le persone anziane e fragili.

«Rischia di diventare la quinta farmacia del centro»

La principale contestazione riguarda l’inclusione nell’ambito della farmacia di Baricetta delle aree di via Peschiera, via Emanuele Filiberto e Borgo Dolomiti.

Secondo Ibc, una perimetrazione di questo tipo renderebbe economicamente più conveniente un futuro trasferimento verso il centro urbano, trasformando di fatto il presidio rurale nella quinta farmacia del capoluogo. «Sarebbe un paradosso e una beffa per gli abitanti delle quattro frazioni a nord di Adria», sostiene il movimento, ricordando che tra Cicese, punto di convergenza delle strade provenienti da Baricetta e Ca’ Emo, e Borgo Dolomiti ci sono più di cinque chilometri.

La proposta alternativa è individuare una zona realmente rurale, estesa lungo la regionale 443 ma composta esclusivamente da realtà frazionali. Il perimetro dovrebbe quindi comprendere Valliera e fermarsi prima dell’area urbana di Adria.

L’interrogazione di Zanellato

Anche Giorgio Zanellato contesta la delibera numero 116 dell’8 luglio 2026. Nell’interrogazione rivolta al sindaco, il consigliere richiama alcuni passaggi dell’atto, nel quale il trasferimento della sede da Baricetta viene indicato come l’intervento principale della revisione.

La delibera sostiene che la localizzazione non possa più coincidere rigidamente con il centro storico della frazione e richiama la fragilità dei locali attuali, collegati a un’abitazione privata, come possibile rischio per la continuità del servizio.

Zanellato ritiene però che l’intero provvedimento appaia «come un vestito cucito addosso» alla possibilità di trasferire la farmacia e giudica poco credibile l’affermazione secondo cui la nuova perimetrazione servirebbe a mantenerla operativa all’interno della frazione.

Il consigliere chiede al sindaco se sia consapevole delle conseguenze per Baricetta, Ca’ Emo e le località vicine, in particolare per anziani e persone fragili. Domanda inoltre perché non ci sia stata un’informazione preventiva alla cittadinanza e se siano stati acquisiti i pareri delle altre farmacie del territorio comunale.

L’ultimo quesito riguarda la possibilità di un ripensamento da parte dell’Amministrazione. «La decisione viene percepita come un danno evidente per una parte consistente della popolazione», sostiene Zanellato, chiedendo al sindaco di valutare un intervento correttivo prima che la nuova zonizzazione produca conseguenze difficili da invertire.

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