Fine dell’emergenza Pfas per il territorio servito da acquevenete

Inaugurate le opere realizzate per abbandonare definitivamente la fornitura di acqua dalla centrale di Madonna di Lonigo, trattata a carboni attivi in quanto contaminata da Pfas 

MONTAGNANA (Padova) – Giornata importante quella di oggi per la Bassa Padovana e per i Comuni vicentini serviti da acquevenete. Venerdì 8 marzo, infatti, alla presenza del Presidente della Regione Luca Zaia, dell’Assessore regionale all’Ambiente, al Clima, alla Protezione civile e al Dissesto idrogeologico Gianpaolo Bottacin, dell’Assessore regionale alla Sanità, ai Servizi Sociali e alla Programmazione socio-sanitaria Manuela Lanzarin e del Vescovo Claudio Cipolla, nonché di numerose autorità del territorio, e in collegamento video con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, sono state inaugurate le opere realizzate per abbandonare definitivamente la fornitura di acqua dalla centrale di Madonna di Lonigo (trattata a carboni attivi in quanto contaminata da Pfas) verso i Comuni di Montagnana, Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Megliadino San Vitale, Merlara, Pojana Maggiore e Urbana, e distribuire eccellente acqua proveniente dalla fonte pedemontana di Camazzole. 

Comincia infatti dalla fonte incontaminata di Camazzole, nel Comune di Carmignano di Brenta, il lungo viaggio dell’acqua per rifornire con una risorsa di elevata qualità il montagnanese e alcuni Comuni vicentini dell’area berica gestiti da acquevenete, interessati dall’emergenza PFAS e inquadrati nella zona “rossa” dalla Dgrv 691/2018. 

Il territorio comunale di Carmignano di Brenta è un punto nevralgico per l’alimentazione della parte meridionale del Veneto, tramite gli schemi acquedottistici ricadenti nel più ampio ambito del Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto (Mosav): si tratta di un importante campo pozzi posto nel sedime del fiume Brenta, in un luogo ad alta valenza ambientale caratterizzato da acqua di ottima qualità alla fonte.  Da qui, una condotta di grosso diametro, già di proprietà di acquevenete e di Etra, si sviluppa lungo la dorsale Carmignano di Brenta-Padova Ovest-Monselice-Ponso e interconnette idraulicamente le fonti pedemontane con la Bassa Padovana.

Grazie ai fondi messi a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e veicolati attraverso la Regione del Veneto e un Commissario straordinario per far fronte all’emergenza Pfas (per 24,8 milioni di euro complessivi), acquevenete ha potuto collegare a questo sistema idrico una nuova condotta adduttrice di 600 mm di diametro lungo la direttrice Ponso-Montagnana-Pojana Maggiore e, contestualmente, alimentare un nuovo serbatoio costruito a Montagnana.

Il grande serbatoio di Montagnana, della capacità di 10.000 metri cubi, è composto da due moduli della capacità di 5.000 metri cubi ciascuno, con annessa centrale di pompaggio da 275 kW. È un’opera a valenza bio-architettonica, per armonizzarne l’inserimento nel contesto paesaggistico e rurale.

Oltre a questa “fonte virtuale”,  dove si accumulano le “scorte” di acqua prelevate in orario notturno da Camazzole, sono state costruiti ex novo in quattro anni più di 21 chilometri di nuove tubazioni: 18km con scavo a cielo aperto e 3km con trivellazioni orizzontali teleguidate per superare corsi d’acqua e ostacoli vari (interferenze con altre importanti strutture sovraordinate preesistenti), per un investimento complessivo dell’ultimo “sistema” che andiamo ad inaugurare di 28 milioni di euro.

“Con questa importantissima inaugurazione dichiariamo chiusa l’emergenza Pfas nel nostro territorio – spiega il Presidente di acquevenete Piergiorgio Cortelazzo. – Si è soliti usare l’espressione ‘facile come bere un bicchiere d’acqua’, ma qui di facile non c’è stato proprio niente. Il percorso per arrivare a questo risultato è stato tutto in salita, ma, grazie alla sinergia tra i diversi attori in campo, le opere progettate e realizzate in quattro anni, costituiscono una risposta concreta e definitiva ai gravi problemi che i cittadini di questi luoghi hanno subito”. 

“Oggi fissiamo un pilastro fondamentale della vicenda Pfas in Veneto. L’opera a cui diamo il via è una parola mantenuta, riassunta in quasi 25 milioni di euro investiti e 21 chilometri di condotte che porteranno acqua sana. È l’inizio di un nuovo corso che simbolicamente significa purificare le fonti del Veneto per la sicurezza dei cittadini, delle coltivazioni e degli allevamenti. L’acqua di elevata qualità, infatti, da Camazzole, nel Comune di Carmignano di Brenta, farà un lungo percorso e rifornirà il montagnanese e alcuni comuni vicentini interessati dall’emergenza Pfas, inquadrati nella zona rossa”

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Sono parole del presidente del Regione del Veneto, Luca Zaia, pronunciate questa mattina a Montagnana (Padova), all’inaugurazione delle opere realizzate per sostituire definitivamente la fornitura di acqua dalla centrale di Madonna di Lonigo.

“Come Regione non ci siamo mai fermati neanche dal punto di vista sanitario – aggiunge il Governatore – istituendo una Commissione tecnica interdisciplinare, con lo scopo di valutare la problematica e di formulare proposte agli organi competenti. Specifiche azioni con l’approvazione di appositi piani sono state riservate al monitoraggio dell’acqua potabile e delle matrici ambientali, all’individuazione di eventuali assorbimenti nell’organismo umano con riferimento ai residenti delle aree a rischio, alla stima della possibile contaminazione di alimenti di produzione locale nell’Area rossa, alla sorveglianza sulla popolazione ai fini della salute”.

“Con la giornata di oggi completiamo – conclude Zaia – la fase importantissima di un percorso che ha visto la Regione dedicare grandi energie. Sono in funzione, infatti, le opere finali per portare alla popolazione acqua eccellente abbandonando finalmente la fornitura trattata a carboni attivi. Un’opera importante per la sicurezza della salute dei cittadini. Una tappa a cui arriviamo grazie a una importante sinergia; ringrazio il ministro all’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, tutti Sindaci, Acquevenete nella persona del presidente Piergiorgio Cortelazzo e del direttore Monica Manto, i Comitati dei Cittadini e, non ultimi, tutti i professionisti, i tecnici e gli operatori che hanno reso possibile questa realizzazione”.

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