Salvan, Coldiretti Rovigo: “Va preservato il valore di migliaia di operatori del nostro territorio. Occorre un quadro giuridico più adeguato”

ROVIGO – La quinta tappa veneta del road show della legalità ha coinvolto il territorio di Rovigo e Venezia. “Pesca, Ambiente, Legalità. Esperienze sul territorio per la tutela delle risorse e un futuro sostenibile” era il titolo del webinar organizzato dalle due federazioni Coldiretti di Rovigo e Venezia, la Camera di commercio, Unioncamere Veneto e la Fondazione Osservatorio Agromafie. La platea virtuale era composta da studenti delle scuole di pesca locali, dell’università e ovviamente i pescatori, gli attori principali di questo importante settore, un grande contenitore di eccellenze alimentari, di tradizioni e mestieri storici.

Ha moderato l’incontro Alessandro Faccioli, responsabile Impresa Pesca Rovigo. I saluti inizialisono stati affidati a Andrea Colla presidente di Coldiretti Venezia. Si è entrati nel clou dell’incontro con le relazioni di Marcello Fracanzani, consigliere Corte Cassazione e componente del comitato scientifico Fondazione Osservatorio Agromafieseguito da Michele Mistri, professore del dipartimento di Scienze chimiche, farmaceutiche e agrarie di Ferrara e infine Clemente Di Nuzzo, Prefettodi Rovigo. Le attività di controllo sono state delineate da Vincenzo Laganà, comandante sezione unità navali della stazione navale della Guardia di Finanza di Venezia, da Alessandro De Vido, Comandante gruppo Carabinieri forestali ambientali e agroalimentari di Rovigo e da Giuliano Gentilini, capo servizio operativo della Capitaneria di porto di Chioggia. Ha preso parola infine Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico Fondazione Osservatorio Agromafie e ha chiuso l’incontro Carlo Salvan presidente di Coldiretti Rovigo.

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I due territori, Rovigo e Venezia, sono infatti accomunati dalla presenza di migliaia di operatori di acquacoltura nelle lagune e pesca di alto mare e di fiume. Nel frattempo, sono stati scovati molti casi di pesca di frodo, uso di strumenti illegali per la pesca e, purtroppo, in questo contesto spesso si innescano fenomeni legati alle agromafie che colpiscono proprio dove ci sono prodotti di qualità. Il programma della mattinata ha sviscerato tante sfaccettature del settore ittico e fornito tanti gli spunti di riflessione comune. Il primo è stato capire il valore dell’agroalimentare, che sia proveniente dal mare o dalla terra; il pesce non va classificato solo come merce, ma è cibo che si lega a un territorio, alla sua cultura, al suo turismo, agli aspetti ambientali e a quelli sanitari. “È verissimo quando si dice ‘siamo ciò che mangiamo’ – ha commentato Salvan – e il nostro obiettivo è garantire che il pesce sia sempre vissuto in un buon ambiente, che sia ben conservato, che si conosca la sua provenienza. Ci sono invece molte azioni illegali, tra tentativi di bypassare le norme, se non si arriva alle infiltrazioni mafiose e la crescente contraffazione, va tutto a scapito delle aziende che lavorano legalmente. Abbiamo appreso oggi che la vigilanza è costante a garanzia delle nostre attività e dobbiamo continuare la repressione di quello che non è svolto correttamente. C’è in gioco la nostra distintività, la nostra fatica, la nostra storia. Per questo c’è la necessità di un quadro giuridico più certo e legato alle necessità dei suoi operatori e, come rappresentanza sindacale, ci facciamo interlocutori nelle sedi giuste, anche per chi non può portare la sua voce”.

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