Tra capolavori del Centre Pompidou, fotografia internazionale e valorizzazione della storia del Polesine, il nuovo programma punta su continuità e innovazione per rafforzare il ruolo di Rovigo tra le principali città italiane dei grandi eventi espositivi.
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ROVIGO – Sette mostre, tre dedicate alla Grande Arte e quattro alla Grande Fotografia e alla Grande Storia, rappresenteranno l’offerta espositiva di Palazzo Roverella e Palazzo Roncale per il biennio 2027-2028. Un programma di assoluto rilievo, con appuntamenti di livello nazionale e, in tre casi, europeo, che punta a consolidare ulteriormente il ruolo di Rovigo tra le principali sedi italiane dei grandi eventi espositivi.

Ad anticipare il calendario è stato il neo presidente di Fondazione Cariparo, Rosario Rizzuto, affiancato dalla Responsabile del Patrimonio Artistico e degli Eventi Espositivi, Alessia Vedova.

Le parole chiave del nuovo biennio saranno continuità e innovazione. Continuità rispetto ai risultati raggiunti negli ultimi anni dalle due sedi espositive rodigine, capaci di conquistare il consenso di pubblico e critica. Innovazione per una programmazione pensata con largo anticipo e per una strategia comunicativa ancora più incisiva.

Il Centre Pompidou porta a Rovigo due grandi eventi europei

Il programma di Palazzo Roverella sarà caratterizzato dallo storico accordo siglato tra Fondazione Cariparo e il parigino Centre Pompidou, che renderà Rovigo l’unica sede italiana ad ospitare due grandi esposizioni provenienti dal celebre museo progettato da Renzo Piano, attualmente interessato da un importante intervento di restauro.

Dal 1977 il Centre Pompidou rappresenta uno dei principali poli culturali internazionali. Dal 2025 ha avviato un profondo processo di trasformazione che, attraverso il programma Constellation, consentirà di proseguire le proprie attività durante i lavori di ristrutturazione, previsti fino al 2030, sviluppando progetti con partner selezionati in tutto il mondo.

Grazie agli straordinari capolavori custoditi dal museo francese, da febbraio 2027 Rovigo ospiterà una grande mostra dedicata al Cubismo, con opere di Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger e degli altri protagonisti del movimento che ha rivoluzionato l’arte del Novecento. La rassegna sarà curata da Christian Briend, curatore generale e responsabile del Dipartimento delle Collezioni Moderne del Centre Pompidou – Musée National d’Art Moderne.

Nel 2028 sarà invece la volta di una delle più importanti mostre italiane dedicate a Joan Miró, realizzata sempre con opere provenienti dalla prestigiosa istituzione francese.

Noire et blanche, 1926 Photographie de Man Ray

Man Ray e una nuova mostra ancora top secret

L’autunno di Palazzo Roverella continuerà a essere dedicato alla Grande Fotografia. Dal 13 novembre prossimo al 31 gennaio 2027 sarà protagonista Man Ray, con una grande mostra monografica che prosegue la tradizione del museo rodigino dedicata ai più importanti maestri della fotografia internazionale.

Il calendario del 2027 comprenderà inoltre un’altra importante esposizione, ancora non ufficializzata, che la Fondazione annuncia come una delle sorprese del prossimo biennio.

Le Violon d’Ingres, 1924 Photographie de Man Ray

Palazzo Roncale racconta il Polesine tra storia e arte

Per Palazzo Roncale prosegue invece il percorso dedicato a “Storia e storie del Polesine”, avviato nel 2020, con due nuovi progetti espositivi che puntano a valorizzare figure poco conosciute ma di grande rilievo.

La prima mostra, in programma dal 4 dicembre di quest’anno fino al 27 giugno 2027, sarà dedicata a Luigi Groto, con il titolo “Luigi Groto, il Cieco d’Adria. L’uomo dell’impossibile”. L’esposizione offrirà una rilettura originale di uno dei più importanti intellettuali del Cinquecento italiano ed europeo e sarà curata da Antonio Lodo e Antonio Giolo, tra i maggiori studiosi della materia.

Tra dicembre 2027 e giugno 2028 sarà invece inaugurata la mostra “Elisabetta Marchioni. Il linguaggio dei fiori”, curata da Alessia Vedova. Si tratterà del primo tentativo di ricostruire l’identità di un’artista attiva a Rovigo tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, celebre per il suo straordinario virtuosismo nella pittura floreale ma ancora oggi avvolta dal mistero.

Di Elisabetta Marchioni non esistono infatti certezze documentarie, sebbene numerose opere le siano attribuite e siano presenti sia nei musei sia nel mercato antiquariale. La raffinatezza delle sue composizioni conquistò anche il grande storico dell’arte Federico Zeri, che riuscì ad acquisire un suo dipinto per la propria collezione.

A queste esposizioni si aggiungerà una terza mostra, prevista sempre a Palazzo Roncale nel corso del 2028, sulla quale la Fondazione Cariparo sta ancora lavorando.

Rizzuto: “La cultura è una leva di sviluppo”

«Il programma che presentiamo per il biennio 2027-2028 conferma la volontà della Fondazione di investire con continuità nella qualità culturale dei propri progetti, valorizzando al tempo stesso la capacità di innovare e di costruire relazioni sempre più solide con le principali istituzioni nazionali e internazionali», sottolinea Rosario Rizzuto, presidente di Fondazione Cariparo.

«Le mostre del Roverella e del Roncale rappresentano un patrimonio importante per il territorio: contribuiscono alla crescita culturale delle comunità, rafforzano l’attrattività di Rovigo e generano opportunità che coinvolgono il turismo, l’economia e il tessuto sociale. Fondamentale, in questo percorso, è la collaborazione con le istituzioni culturali e civili del territorio, a partire dal Comune di Rovigo e dall’Accademia dei Concordi, con le quali condividiamo l’obiettivo di rendere la cultura una leva di sviluppo e di partecipazione. Un ringraziamento va inoltre a Intesa Sanpaolo, che continua ad affiancarci con sensibilità e convinzione nella realizzazione di grandi progetti espositivi, contribuendo a rafforzare una partnership che negli anni si è rivelata preziosa per la crescita culturale del territorio».


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Il presidente evidenzia inoltre come il programma del prossimo biennio sia il frutto di oltre vent’anni di esperienza: «Dal 2005 il Roverella ha ospitato decine di grandi mostre capaci di attrarre oltre un milione e duecentomila visitatori, mentre il Roncale ha sviluppato un originale percorso di ricerca dedicato alla storia e all’identità del territorio. Oggi possiamo affermare che queste iniziative rappresentano non soltanto un investimento culturale, ma anche una leva di sviluppo per la città e per il suo tessuto economico».

Le analisi realizzate negli anni, conclude Rosario Rizzuto, dimostrano infatti che le grandi esposizioni producono ricadute significative sul commercio, sull’ospitalità e sul turismo, contribuendo al tempo stesso a rafforzare l’identità e l’attrattività di Rovigo. «Per questo continuiamo a investire in una programmazione continuativa di qualità, convinti che la cultura possa essere una leva di crescita, attrattività e coesione per il territorio».

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