Fp Cgil contro i pistoleri: La Polizia locale di Rovigo deve prima uscire dall’emergenza personale

In materia di sicurezza non sarebbe la dotazione di armi ai vigili urbani a fare la differenza a Rovigo, dove si è da anni in emergenza per la carenza di personale

ROVIGO – “Ci risiamo, ad ogni cambio di stagione torna di moda l’argomento dell’insicurezza della città e la presunta priorità della dotazione di armi alla Polizia locale” afferma Paolo Zanini, segretario provinciale di Fp Cgil Rovigo in merito alla mancata dotazione di armi al corpo dei Vigili urbani nel capoluogo.

La sceneggiata è sempre la stessa: sempre lo stesso partito parte con il grido d’allarme sull’insicurezza della città, proponendo come soluzione finale, un terzo turno serale della Polizia Locale e la dotazione di pistole al personale. Subito dopo parte il coro diretto da uno sconosciuto sindacalista che pretende di parlare di Rovigo, a sproposito, senza conoscerne il territorio ed il tessuto sociale.
Trovo insopportabile che forze politiche che hanno guidato questa città per molti anni sollevino questioni che, al pari di chi li ha preceduti nel corso degli ultimi decenni, quando potevano, non hanno saputo e voluto risolvere.

Noi lo ripetiamo da anni, a tutte le amministrazioni: finitela di blaterare a scopo propagandistico di turni serali, in un contesto così precario, creato da decenni di abbandono della Polizia Locale di Rovigo.

Manca il personale per garantire i servizi minimi dalle 7 alle 20 e questa è la prima questione da affrontare per assicurare un minimo di controllo della città e delle frazioni. Quindi, a maggioranza e minoranza diciamo: presentate un piano pluriennale di assunzioni, attuatelo e poi parleremo di eventuali allargamento del servizio. Fare questo significa assumere circa 10/15 agenti.

Sul tema delle armi poi, finitela di attribuire ai cittadini e al personale, una bramosia sfrenata per vedere la Polizia Locale armata. I cittadini chiedono soprattutto una maggiore presenza nel territorio, questione necessaria anche per superare l’immagine che molti cittadini hanno, di un Corpo con cui si entra in contatto solo per pagare una multa e non per farli sentire più protetti.

Sul piano sindacale poi, si aggira uno sconosciuto personaggio, novello “Pecos Bill”, che pensa di risolvere tutti problemi proponendo ossessivamente il tema dell’armamento del personale, basandosi sull’assunto ideologico, tutto da dimostrare: più armi, più sicurezza. Pretende poi di dare pagelle a tutti e di parlare a nome del personale.
Quando afferma che solo lui conosce il lavoro della Polizia locale e che la dotazione di armi è urgente e chiara a tutti, dimostra di non conoscere la realtà della Polizia locale di Rovigo. Tranquillizzo il pistolero, tornando a ricordargli che il sottoscritto conosce molto bene il lavoro della Polizia locale, di cui ha fatto parte e che rappresenta da più di 30 anni.

La posizione da me espressa, non rispecchia un’idea personale o della Fp Cgil, ma è quella del personale, decisa nelle molte assemblee fatte nel corso degli anni e che hanno sempre visto prevalere, con una grande maggioranza, l’idea che serve personale, una migliore organizzazione, investimenti e che le armi non sono una priorità.
Alla domanda che lui si pone: “saremo noi quelli strani?” Rispondo Si, certamente, considerato che, mentre lui esterna considerazioni personali, noi siamo sindacato vero che rappresenta i lavoratori e le proprie posizioni le assume sulla base di un confronto e di un mandato degli stessi.
Senza aspettare che qualche forza politica ci imbeccasse, recentemente, assieme a Cisl e Uil abbiamo convocato un’assemblea del personale della Polizia locale e, anche in quel contesto, il tema delle armi non è emerso come priorità.

Al termine abbiamo ricevuto il mandato di porre all’attenzione dell’Amministrazione i seguenti temi:

  • La carenza di personale, che comporta un aumento dei carichi di lavoro, un’intollerabile ingerenza nella vita personale, a causa dei continui cambi dei turni lavorativi e un problema di sicurezza personale dovuta al fatto che alcuni servizi esterni vengono svolti da soli, esponendo l’operatore a situazioni potenzialmente pericolose per la propria incolumità.
  • La conseguente necessità di attivare un programma pluriennale di assunzioni.
  • Definire tempestivamente il nuovo regolamento del Corpo di P.L., previo confronto preventivo in sede sindacale,
  • Attivare un programma di formazione continua, a partire dai neoassunti che attualmente, nel migliore dei casi, vengono solamente affiancati ad alcuni colleghi di maggiore esperienza e poi
    gettati nella mischia.
  • Riorganizzare la centrale operativa, ridotta sostanzialmente ad essere un normale centralino telefonico.
  • I servizi esterni vanno riorganizzati, prevedendo la costante presenza di figure professionali di coordinamento, a supporto degli operatori.
  • Il problema della carenza di organizzazione che si ripercuote sulla qualità dei servizi e sul clima lavorativo, ponendo come punto critico, il problema della catena di comando: Comandante e
    Ufficiali.
  • Tempi e modalità del passaggio nella nuova sede, prevedendo un sopralluogo nei locali interessati.

Nell’incontro del 17/05/22, promosso insieme a Cisl e Uil, il sindaco si è assunto l’impegno di approfondire le questioni da noi poste e dare delle risposte per le questioni di sua competenza, sollecitando il Comandante ad avviare un confronto con le organizzazioni sindacali, per le questioni di carattere gestionale.

Ora, attendiamo di avere delle risposte concrete, in tempi brevi. In caso contrario valuteremo, assieme ai lavoratori, quali iniziative assumere. Così fa un sindacato libero, questi siamo noi” conclude Paolo Zanini.

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