Il senatore passa da commissario a coordinatore del partito. Prima dell’acclamazione, tensione sulla composizione del direttivo provinciale, poi risolta con una mediazione verbalizzata
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ROVIGO – Bartolomeo Amidei è ufficialmente il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia in Polesine. Il senatore, finora commissario del partito, è stato proclamato per acclamazione al termine del congresso provinciale svoltosi alla Pescheria Nuova di Rovigo.

Ai lavori ha partecipato il coordinatore regionale veneto di Fratelli d’Italia, il senatore Raffaele Speranzon. A presiedere e guidare il congresso è stato il sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco, deputato del partito e delegato nazionale per l’appuntamento rodigino. Sempre presenti l’assessore regionale Valeria Mantovan ed il consigliere Fabio Benetti. Nutrita la partecipazione da parte dei rappresentanti delle altre forze politiche, istituzioni ed anche la rappresentanza sindacale della Cisl e della Uil di Rovigo.

«È andata molto bene, è stato un grande risultato e un congresso unitario», commenta Amidei. Il nuovo coordinatore ricorda come il precedente congresso provinciale fosse stato deciso da un solo voto di differenza tra le componenti in campo. «Mettere insieme e riunire il partito non è stato semplice. Non è detto che tutte le difficoltà siano finite, perché la politica comprende anche aspetti imprevedibili. Non amo però la vita facile e non mi è mai appartenuto sedere sugli allori».

Per Amidei, il congresso non rappresenta un traguardo, ma l’avvio di una nuova fase organizzativa e politica. Tra le priorità cita il Comune di Rovigo, dove Fratelli d’Italia partecipa alla maggioranza, e l’intera provincia, caratterizzata da esigenze molto diverse. «Dobbiamo lavorare per il capoluogo, dove siamo al governo, ma anche per tutto questo territorio lungo e stretto, da Melara a Porto Tolle», sottolinea. «Siamo il principale partito della coalizione di centrodestra e una forza di governo nazionale guidata da Giorgia Meloni».

Il sostegno degli amministratori

La candidatura di Amidei era stata sottoscritta da 35 dei 38 amministratori qualificati del partito presenti in provincia. Il senatore precisa che anche gli altri tre avrebbero manifestato la propria disponibilità, senza completare la firma soltanto per ragioni di tempo e per l’assenza di una candidatura concorrente. «Ad onore del vero, ci sarebbe stata la totalità dei 38 amministratori tra assessori e consiglieri», afferma. «Ringrazio tutti per la stima e la fiducia. Spero che sia stata ben riposta, perché questo non è un punto d’arrivo, ma una partenza per fare meglio».

L’acclamazione chiude così la fase di commissariamento e attribuisce ad Amidei una piena legittimazione congressuale, destinata a rafforzarne il ruolo nei rapporti interni al centrodestra e nelle scelte che riguardano amministrazioni ed enti del territorio.

La battuta di Cortelazzo

Durante il congresso non è mancato un passaggio ironico del deputato di Forza Italia Piergiorgio Cortelazzo, che ha ringraziato Amidei per avergli riservato «quattro o cinque posti» nel direttivo provinciale di Fratelli d’Italia.

«Piergiorgio è innanzitutto un amico e l’ironia ci appartiene», replica Amidei. «È una figura importante della politica provinciale e lo ringrazio anche per essere parte della coalizione con noi».

Tensione prima dell’acclamazione

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Poco prima della proclamazione si è però registrato un momento di tensione sulla composizione del direttivo provinciale, formato da nove componenti eletti dal congresso e da cinque nominati direttamente dal coordinatore.

Secondo quanto emerso a margine dei lavori, il coordinatore comunale di Rovigo Matteo Zangirolami avrebbe chiesto che tutti e tre i nomi indicati dalla propria componente fossero inseriti tra gli eletti. La proposta di Amidei era invece quella di applicare lo stesso criterio ai diversi gruppi che avevano avanzato candidature: due rappresentanti eletti e un terzo inserito tra i cinque componenti di nomina del coordinatore provinciale. Una soluzione pensata per distribuire gli incarichi e mantenere l’equilibrio complessivo del direttivo.

Zangirolami avrebbe espresso il timore che i componenti affidati alla nomina del coordinatore potessero essere designati in un secondo momento o eventualmente revocati. La discussione avrebbe quindi fatto emergere una presunta mancanza di fiducia nei confronti di Amidei, con la possibilità che Zangirolami ritirasse la propria candidatura, compromettendo l’immagine unitaria del congresso.

A disinnescare lo scontro è intervenuto Prisco, proponendo di inserire direttamente nel verbale congressuale sia i nove componenti eletti sia i cinque nominati contestualmente da Amidei. La soluzione è stata accettata e formalizzata negli atti del congresso. In questo modo tutte le nomine sono state rese immediate e trasparenti, evitando il ritiro annunciato e consentendo di arrivare all’acclamazione senza una rottura pubblica.

I nove eletti sono Luana Donà, Mattia Mantovani, Ivano Gibin, Daniele Cordone, Sara Moretto, Mattia Moretto, Sofia Tasinato, Matteo Zangirolami ed Elena Pavan. I cinque nominati messi a verbale sono: Enrico Pasello, Stefano Permunian, Davide Aggio, Daniele Ceccarello e Marco Dabizzi.

Un episodio che mostra come l’unità rivendicata dal nuovo coordinatore sia stata raggiunta attraverso una mediazione politica concreta. Il congresso si è chiuso senza candidature alternative per il direttivo provinciale, ma non senza quel minimo di tensione interna che, del resto, consente ai partiti di ricordarsi di essere composti da esseri umani.

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