Gaffeo e le gaffe dei candidati su Iras Rovigo

L'ex sindaco di Rovigo risponde duramente alle proposte del candidato Federico Frigato per Rovigo si Ama che ipotizzava una Iras interamente di proprietà comunale

ROVIGO – Edoardo Gaffeo, già sindaco e candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, strenuo sostenitore di una Iras pubblica e non privata, risponde alla proposta del candidato Federico Frigato per Rovigo si Ama (LEGGI ARTICOLO) e dichiara: “Sfatiamo un mito: non è vero che una campagna elettorale sia l’occasione giusta per giocare a chi la spara più grossa. Al contrario, dovrebbe essere il momento nel quale si presentano ai propri concittadini proposte serie e credibili, sapendo di cosa si parla.

“Su Iras credo sia utile ricordare che: l’Emilia Romagna (ER) è una regione diversa dal Veneto e nell’ambito socio-sanitario-assistenziale questo conta, ma proprio tanto.

L’ER ha adottato una legge di riforma delle Ipab nel lontano 2003 (L.R. 23-2003), ripresa poi da una Delibera del Consiglio Regionale l’anno successivo (n. 623/2004), con la quale si procedeva alla “[…] trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza in Aziende Pubbliche di Servizio alla Persona”. 

Pretendere di applicare una soluzione valida in ER ad un comune del Veneto senza che la norma qui vigente lo consenta è semplicemente impossibile. Almeno fino a quando la Regione Veneto non riterrà essere arrivato il momento di approvare la legge regionale di riforma delle IPAB di cui si discute da almeno una ventina d’anni, ma che finora non è mai approdata in aula” sottolinea l’ex sindaco Gaffeo. 

Se anche – continua Gaffeo – fosse, ipoteticamente, percorribile la costituzione di una nuova società di capitali di proprietà al 100% del Comune, affinché questa gestisca i servizi socio-assistenziali tipici di una Rsa, il tema del personale dovrebbe essere affrontato solo dopo la liquidazione di Iras perché solo così sarebbe possibile invocare la “clausola sociale” che consentirebbe di preservare gli attuali contratti di lavoro, trasferendoli alla nuova realtà. Ma la liquidazione preventiva di Iras la può decidere solo la Regione del Veneto, non il Comune di Rovigo.

E se anche questo accadesse – cioè che Iras venisse volontariamente liquidata per consentire che i rapporti di lavoro potessero transitare verso una società di capitali costituita ex novo dal Comune, senza che una legge regionale renda obbligatorio tale percorso – ci si imbatterebbe nelle prescrizioni degli artt. 4 e 5 del Testo Unico in materia di Società a Partecipazione Pubblica (Tusp), così come modificati dall’art. 11 della L. 118/2022. Senza entrare nei tecnicismi, è necessario chiarire in via preventiva alla Corte dei Conti per quale motivo si propone di liquidare una società pubblica (Iras, vedi sopra) per aprirne al suo posto un’altra, che fa esattamente le stesse cose.

Iras ha deciso di abbandonare Casa Serena, continuando ad erogare i propri servizi solo presso il centro di San Bortolo, in quanto Casa Serena costituiva un centro di costo anti-economico (attorno ai 400mila euro di perdite secche su base annua). Per ristrutturare e rifunzionalizzare Casa Serena servono circa 30 milioni di Euro, stima protocollata degli Uuffici tecnici del Comune di Rovigo” conclude Gaffeo.

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