Gli studenti del Liceo Classico protagonisti ad Adria

Notte Nazionale del Liceo Classico: affluenza record per la nona edizione dell’evento ed entusiasmo tra gli studenti  

ADRIA (Rovigo) –  Venerdì 5 maggio, le porte del liceo “Bocchi-Galilei” di Adria sono tornate ad aprirsi alla cittadinanza in occasione della nona edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico. I laboratori, che sono stati seguiti anche da docenti e da studenti delle scuole medie, hanno permesso a ragazzi, famiglie e tanti cittadini di apprezzare un indirizzo liceale frequentato da studenti motivati, dotati di talento e passione, consapevoli della bellezza e del valore dello studio. 

Il laboratorio della prima Classico, dal titolo: “Vestiamoci di libertà” è stato dedicato al tema dei diritti umani. Gli studenti, coordinati dalle professoresse Sara Frigato, Anna Paola Tosato e Valeria Tumiatti, hanno dato prova di grande entusiasmo e creatività realizzando una performance nella quale attraverso video, riflessioni, musica, poesia e canto sono riusciti a coinvolgere il pubblico e a dimostrare la vitalità del curricolo del classico.

I momenti più emozionanti dell’esibizione sono stati i monologhi scritti dagli studenti, la poesia “Fenice” composta da L. P., recitata in italiano e in latino, infine la canzone Baraye, simbolo della protesta iraniana, interpretata con grande partecipazione da tutta la classe.

La classe seconda dell’indirizzo classico ha partecipato all’evento con una performance dal titolo “Omnes natura parit liberos et omnes libertati natura student” (“La natura genera tutti liberi e per natura tutti aspirano alla libertà”), citazione dall’autore latino Plauto che richiama alla riflessione sul valore della libertà e dei diritti umani con particolare riferimento al diritto all’Amore. Il laboratorio coordinato dai docenti Sara Frigato, Anamaria Gabriela Girdescu  e Antonio Fabris, ha proposto una rivisitazione del programma televisivo “Che tempo che fa” con un’intervista al poeta Ungaretti e un collegamento dall’Iran con una testimone delle attuali condizioni delle donne in quel paese. E’ seguita l’esibizione di un quartetto di studenti che frequentano il Conservatorio (pianoforte, violino, viola e arpa celtica). Oltre alla straordinaria esecuzione di alcuni pezzi, i musicisti hanno accompagnato il reading e le  riflessioni su passi di Tibullo e Seneca, e le letture di un racconto e di poesie in italiano e in inglese frutto di un laboratorio di scrittura creativa.  Particolarmente toccante l’esecuzione finale del brano Schindler’s List.

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Gli studenti hanno dimostrato come la storia e lo studio delle letterature classiche e moderne siano occasioni entusiasmanti per comprendere il senso del presente. La creatività, espressa dall’integrazione di diverse arti (musica, poesia, recitazione) col supporto del digitale, ha documentato anche la bellezza della libertà nell’espressione di idee e pensieri, libertà che non si deve mai dare per scontata.

Gli studenti della terza Classico hanno progettato e realizzato un laboratorio teatrale dal titolo “Omnia vincit amor”, coordinati dalle professoresse Piazza, Girdescu e Tumiatti. Nella cornice di un antico simposio, famosi personaggi della cultura e della letteratura antica come Platone, Saffo, Catullo, insieme a celebri coppie di amanti infelici come Paolo e Francesca, e Giulietta e Romeo si sono interrogati sulla natura dell’amore, sulla forza di un sentimento che sembra vincere su tutto. La sintesi finale è affidata alle parole del sommo poeta Dante Alighieri che espone la sua visione spirituale dell’amore e chiude la discussione con l’ultimo verso del Paradiso: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”.

La classe quarta classico, preparata dalla professoressa Martina Panzani, ha presentato un laboratorio teatrale intitolato “Adria esoterica: il processo a Luigi Groto”. Nel 1567 Luigi Groto, detto il Cieco d’Adria, fu accusato e processato dall’Inquisizione veneziana per la detenzione di alcuni libri ritenuti eretici dalla Congregazione dell’Indice del 1564, “Donec corrigatur”. Tra i libri proibiti vi erano alcuni testi di Erasmo da Rotterdam ed altri  di Cornelio Agrippa von Nettesheim.  La rievocazione storica del processo a Groto è stata possibile grazie alla consultazione degli atti processuali conservati ad Adria presso l’Archivio Storico della Biblioteca comunale, recentemente dedicata proprio a Luigi Groto.

La classe quinta classico, con il professor Fabbri, ha messo in scena il racconto satirico scritto dal filosofo Seneca contro l’imperatore Claudio,  di cui prendeva in giro la morte e la successiva di divinizzazione.  Lo scopo era di mostrare come al liceo classico, pur parlando di latino e filosofia, sia possibile anche divertirsi insieme e mostrare gli antichi filosofi non solo in una luce solo scolastica, pedante e noiosa, ma come persone anche divertenti ed in preda alle passioni umane.

 In una prima fase in classe, che potremmo definire di scrittura creativa, gli alunni hanno trasformato il testo di Seneca in una serie di scenette divertenti, poi hanno creato un power point per illustrare al pubblico il contesto storico in cui si svolgeva l’opera. Infine, i ragazzi hanno messo in scena il testo, con scenette ambientate sulla terra, sull’Olimpo e addirittura agli Inferi, attualizzandolo anche con battute riferite alla quotidianità scolastica. Lo scopo di insegnare divertendosi, a giudicare dagli applausi del pubblico, è stato raggiunto.

Alla serata ha partecipato anche la seconda A dell’indirizzo linguistico sostenuta e indirizzata dalla professoressa Scutari Cristina. Gli studenti hanno presentato al pubblico tre matematici dell’antichità: Talete, Pitagora e Ipazia. Sono state illustrate le principali notizie biografiche e i rispettivi apporti alla disciplina; le esposizioni sono state seguite dalla lettura drammatizzata di alcuni fumetti aventi come protagonisti gli stessi matematici antichi. Gli alunni hanno lavorato in gruppo con impegno ed entusiasmo, mostrando non solo un notevole spirito di collaborazione nella realizzazione dei prodotti multimediali e del doppiaggio dei fumetti, ma anche un’apprezzabile disinvoltura del corso della presentazione davanti a un folto pubblico. Il laboratorio è stato altresì un esempio di un approccio alternativo alla matematica, che può fruire di metodologie innovative, dell’apporto delle nuove tecnologie e della creatività degli studenti. Particolarmente significativa è risultata la scelta di presentare, tra i più antichi studiosi, anche una donna dedita all’insegnamento; i ragazzi hanno dimostrato con efficacia l’irrinunciabile ruolo dei classici nella costruzione delle basi scientifiche della disciplina e che la loro profondità e il loro fascino sono davvero alla portata di tutti.

Durante la serata, è intervenuta anche la Dirigente Scolastica, prof.ssa Silvia Polato, che ha elogiato il lavoro svolto dalla comunità scolastica e ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “La Notte Nazionale del Liceo Classico non vuole essere un momento meramente autocelebrativo, ma soprattutto un momento di riflessione. È innegabile che il Liceo classico è presidio di un sapere che comprende tutti gli altri saperi perché lo studio delle lingue antiche, latino e greco, consente un approfondimento e uno sviluppo delle competenze linguistiche, lessicali e culturali che non ha pari. Lo sviluppo delle capacità di elaborazione e astrazione è dato prima di tutto dal l’opportunità di cogliere in modo approfondito una continuità tra passato e presente. Lo studio dei classici insegna a comprendere che quel passato è insito nel presente, lo alimenta, gli dà forma, offre modelli, termini di paragone” 

Ha proseguito la Dirigente: “L’Identità dello studente che frequenta il classico cresce con il passare del tempo e con il tesoro culturale che i ragazzi accumulano. L’approccio alle discipline specie linguistiche e umanistiche è diverso fin dall’inizio: lo spirito di ricerca ne caratterizza lo studio. Pensiamo al latino o al greco. La memorizzazione di declinazioni e coniugazioni, vocaboli, regole sintattiche non è mai fine a se stessa. Qui nulla si fa meccanicamente, non si lavora nè si studia seguendo le istruzioni per l’uso. Ma si costruiscono i fondamenti del sapere, di un sapere che consente un approccio critico alla realtà, la quale è sempre diversa e richiede una mente flessibile come quella di chi ha acquisito strumenti potenti per leggerla, interpretarla. 

Il lavoro sui testi antichi potenzia e arricchisce in modo esponenziale la padronanza del lessico anche nelle lingue moderne e nell’uso dell’italiano e un maggior possesso del lessico arricchisce lo studente di strumenti di pensiero, perché le parole sono proprio questo, potenti strumenti che danno corpo a idee, sentimenti ed emozioni. Certo, ci vuole tempo e impegno per sviluppare queste competenze, e questi due fattori spesso sono considerati un optional nella cultura odierna dominata dai social e dalla mentalità del ready-made, dell’avere già tutto pronto, del tutto e subito, una cultura che vede l’individuo, la massa come un consumatore da accalappiare e non come cittadini capaci di avere un pensiero autonomo e uno spirito critico, strumenti fondamentali per esercitare e rivendicare diritti e ruolo in questa società”.

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