Grandi Fiumi, museo protagonista del progetto “Acque Venete” 

Tre incontri organizzati da Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia negli spazi dell’ex monastero degli Olivetani di San Bortolo a Rovigo 

ROVIGO – “Il fiume di mezzo e l’Adigetto”. Questo il titolo del secondo di tre incontri previsti negli spazi dell’ex monastero degli Olivetani di San Bortolo: l’appuntamento, a cura di Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia, è fissato per giovedì 16 novembre con orario 9.30-13 e come focus vede due tra le principali vie d’acqua del territorio, di cui saranno svelati aspetti storici, naturalistici, economici ma anche legati ai recenti eventi di promozione e valorizzazione.

Nell’occasione interverranno Sabrina Andreotti (“L’Adigetto nella storia del Polesine”), Michele Carraro (“L’Adigetto allo stato attuale”) e Davide Prudenziato (“L’Adigetto non solo irriguo”), e a seguire contributi di Denis Maragno (esperto promotore di mobilità ciclistica), Eligio Garbo (Gruppo Remiero Adigetto) e Luigi Duò (Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia) prima delle conclusioni di giornata affidate a Raffaele Peretto (Cpssae); spazio anche agli studenti della V A dell’istituto tecnico per geometri che presentano uno studio su cui ha lavorato la classe lo scorso anno.  

Questa proposta, che si inserisce tra gli incontri del 9 (“Tre onde in mare”, formazione del Delta e presenza veneziana a cura di Sandra Bedetti, Antonio Giolo e Raffaele Peretto) e del 23 novembre (“Riflessi d’ambra: tra storie e miti”, performance di Raffaele Peretto), rientra nell’ambito del progetto “Acque venete: realtà, sogno, miti ed emozioni”, in ricordo dell’artista Francesco Lucianetti e aperto proprio da una mostra itinerante di suoi quadri e altri autori sul tema dell’acqua, inaugurata il 3 novembre (chiude i battenti il giorno 26) presso le sale polivalenti del complesso che prevede anche un’estemporanea d’arte a premi nel segno di Fetonte nel weekend 18-19 novembre in piazza Vittorio Emanuele.

Un mese quindi interamente dedicato all’acqua e alle sue tante suggestioni, in una location che anche nel nome – Grandi Fiumi – la richiama in modo chiaro e inequivocabile: un modo concreto per accendere i riflettori su questa straordinaria risorsa, che nel tempo aveva perso di importanza ma che si intende tentare di recuperare almeno in parte.

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