I consorzi di bonifica del Polesine in prima linea per far fronte all’emergenza idrica

Il convegno di quest’anno “Siccità e crisi idrica: uno sguardo al futuro” al Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin di Taglio di Po (Rovigo) è stato l’occasione per proporre l’aumento della capacità d’invaso dei canali già esistenti 

TAGLIO DI PO (Rovigo) – Grande partecipazione per il consueto appuntamento annuale “I Consorzi di Bonifica del Polesine incontrano le Istituzioni” organizzato dal Consorzio Adige Po e dal Consorzio Delta Po in collaborazione con Anbi Veneto. 

Al Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin di Taglio di Po (Rovigo), il convegno di quest’anno, “Siccità e crisi idrica: uno sguardo al futuro” è stato l’occasione per proporre l’aumento della capacità d’invaso dei canali già esistenti, attraverso risezionamenti, allargamenti e sostegni in grado di bacinizzare più acqua possibile. È questa la via che i consorzi di bonifica del Polesine – Adige Po e Delta del Po – hanno scelto di intraprendere all’interno di quel “Piano laghetti” che i Consorzi di bonifica veneti, coordinati da ANBI e in collaborazione con la Regione, stanno approntando per fare fronte ai mutamenti climatici. Un piano che partendo da una strategia comune, aumentare la capacità di trattenere acqua nel territorio, inevitabilmente si declinerà in maniera diversa area per area a seconda delle caratteristiche geografiche della Regione.

Le progettualità di questo piano anti siccità – ma con forti valenze anche in ottica ambientale e di prevenzione del rischio idraulico – hanno messo intorno al tavolo i principali soggetti competenti, a partire dai tre presidenti Roberto Branco del Consorzio Adige Po, Adriano Tugnolo del Consorzio Delta Po e Francesco Cazzaro di Anbi Veneto, moderati dal direttore di Anbi Veneto Andrea Crestani.

“Spezzo una lancia per il lavoro unitario che i Consorzi di Bonifica portano avanti in collaborazione con le amministrazioni locali, perché gli obiettivi non si raggiungono senza uno sforzo comune.” dichiara Cazzaro, mentre Tugnolo auspica un 2023 meno problematico e chiede “il sostegno della Regione per far fronte alla crisi idrica”. Spetta invece a Branco tracciare le tematiche principali dell’incontro: “Abbiamo una responsabilità ad ampio raggio, che coinvolge la collettività l’agricoltura, l’ecosistema e i contribuenti. Contro il cambiamento climatico, la crisi idrica e l’aumento dei costi energetici abbiamo delle soluzioni, in primis il “Progetto Laghetti”, pensato insieme ad Anbi Veneto e a Coldiretti.”

Dopo i saluti del Prefetto di Rovigo Clemente Di Nuzzo, del Sindaco di Taglio di Po Layla Marangoni e del presidente della Provincia Enrico Ferrarese, il pomeriggio è proseguito con le relazioni tecniche di Rodolfo Laurenti, vicedirettore del Consorzio Delta Po, Giovanni Veronese vicedirettore del Consorzio Adige Po, Marina Colaizzi, segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Meuccio Berselli, Direttore di Aipo e Marco Gardella, ingegnere dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.

La tavola rotonda “Acqua e cibo” ha coinvolto i presidenti delle associazioni di categoria: Carlo Salvan per Coldiretti, Lauro Ballani per Confagricoltura e Erri Faccini per Cia. Insieme a loro i sindaci Roberto Pizzoli di Porto Tolle, Nicola Zanca di Gaiba e Franco Contarin, direttore adg Feasr Bonifica e Irrigazione della Regione Veneto.

Le parole conclusive sono state affidate all’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha ricordato la competenza del Veneto e dei veneti sui temi della bonifica e della gestione dell’acqua e a Francesco Vincenzi, presidente Anbi nazionale: “Il paesaggio che cambia, il clima che cambia, non possono essere problematiche in capo solo ai Consorzi, anche se noi Consorzi oggi rappresentiamo la risposta alle tematiche più importanti dell’agenda politica. Abbiamo necessità di accelerare un percorso sul quale il Paese è in ritardo di vent’anni. Se non interverremo subito saremo costretti a subire il rapporto tra l’agricoltura e l’ambiente. I temi preminenti dei prossimi anni dovranno essere la sovranità alimentare e l’autosufficienza energetica”.

Ultime notizie