Il Giudice del lavoro di Rovigo condanna il Comune di Castelguglielmo

Il Tribunale ha condannato l’Amministrazione comunale di Castelguglielmo (Rovigo), a corrispondere ad un proprio ex dipendente, ora in pensione, la somma di 671.23 euro 

ROVIGO – Con sentenza del Giudice Silvia Ferrari, in data 18 aprile 2023, il Tribunale di Rovigo ha condannato l’Amministrazione comunale di Castelguglielmo, a corrispondere ad un proprio ex dipendente, ora in pensione, difeso dall’Avvocato Carlo Barotti, la somma di 671.23 euro, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria. A queste somme vanno poi aggiunte le spese legali pari ad 499,00 euro.

I fatti. Nella sentenza si evidenzia come, al dipendente in questione, negli anni che vanno dal 2015 al 2018, sia stata riconosciuta, dal suo responsabile, una valutazione della sua attività lavorativa molto alta, sulla base della quale gli è stata attribuita una retribuzione del fondo di produttività, pari, mediamente, ad 2.223,63 euro l’anno.

Per un non meglio precisato motivo, nel 2019, ultimo anno di lavoro prima della pensione, allo stesso veniva attribuita una valutazione talmente bassa, da non consentirgli di avere diritto alla retribuzione di produttività. Lo stesso, stranamente, avveniva per un altro lavoratore, sempre nel suo ultimo anno lavorativo. 

Successivamente, nessun esito aveva avuto il ricorso interno presentato dall’interessato, nel quale veniva evidenziato come, nell’anno 2019, ci fosse stata piena continuità con l’attività prestata nel corso degli anni precedenti e, conseguentemente, la valutazione fosse assolutamente incoerente e non supportata da elementi oggettivi.

“In quel contesto – evidenzia Paolo Zanini della Segreteria Fp Cgil Rovigo – si evidenziavano inoltre anche dei grossolani errori nella compilazione della scheda di valutazione, dove si riconosceva il raggiungimento degli obiettivi prefissati al 100%, senza però assegnare il corrispondente punteggio previsto dal regolamento comunale in merito alla valutazione della performance.  Oltre a ciò, dopo la prima scheda, ne compariva una seconda, diversa dalla prima. Un evidente pasticcio, al punto che il Giudice, evidenziato l’errore di computo della valutazione ha riconosciuto che al ricorrente dovesse essere riconosciuta perlomeno l’indennità spettante per il raggiungimento di un punteggio medio, quantificata secondo quanto indicato sopra.

Fermo restando il positivo esito per il lavoratore, che pure è ancora in attesa di ricevere dall’Amministrazione l’importo riconosciuto nella sentenza, considerato che questo fatto ha messo in evidenza una gestione del ciclo della performance piuttosto artigianale, con presupposti di arbitrarietà, ci si chiede, ma chi pagherà tutto questo? Come spesso accade in queste situazioni, ancora una volta saranno, di fatto, i cittadini, o l’Amministrazione vorrà verificare approfonditamente i fatti ed accertare eventuali responsabilità interne? Seppure la somma in questione non sia di grande entità, considerato il valore etico e di principio che la questione pone, anche per possibili altre situazioni che si potessero verificare in futuro, crediamo che Sindaco e Assessori, dovrebbero dare una risposta chiara ai propri cittadini”.

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