Il Premio Tomeo arriva a Taglio di Po

Debutto ufficiale per i Lumière. In gara, il simpatico processo a Pinocchio della Primaria di Porto Viro (Rovigo)

TAGLIO DI PO (Rovigo) – Settima giornata per il concorso provinciale di teatro per ragazzi, Premio Tomeo 2024, che domenica 12 maggio è andato in scena alla Sala Europa di Taglio di Po. A fare gli onori di casa, il sindaco di Taglio di Po Layla Marangoni con la direttrice artistica Irene Lissandrin. In gara, la classe quinta della primaria Aldo Moro di Porto Viro, accompagnata e sostenuta amabilmente da una delegazione “di peso” del comune bassopolesano: il sindaco Valeria Mantovan, le consigliere Chiara Bovolenta e Francesca Pregnolato ed il dirigente scolastico dell’Ic Porto Viro Massimiliano Beltrame.

I 21 piccoli del gruppo “Amici di Pinocchio” delle elementari di Porto Viro, in gara nella categoria 6-11 anni, hanno messo in scena un testo di teatro musicale cantato dal vivo, adattato dal progetto di Josè Sergio Santoro: “Occhio…Pinocchio!”. Un simpatico processo al burattino più bugiardo dell’universo, con tanto di corte giudicante, pubblica accusa e difesa. Da un lato del palco, il piccolo coro che oltre a cantare, commentava le azioni sceniche. Una ad una, comparivano tutte le malefatte di Pinocchio ed i personaggi iconici di Collodi: Mastro Geppetto e Mastro Ciliegia, la Fatina turchina, il birbante Lucignolo, i furfanti Gatto e Volpe, Mangiafuoco. 

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I piccoli attori e cantanti sono stati in scena dall’inizio alla fine con ottime entrate ed uscite dai personaggi. Buona e gradevole recitazione. Trucco e parrucco molto curati. Nota di merito ai costumi: tutti riciclati e riadattati con gusto e arte, da abiti dismessi. Una vera azione di teatro eco-sostenibile. Bravi bambini e brave le due docenti alla regia, Enrica Tiengo e Maria Elisabetta Fantinati, che hanno creato uno spettacolo ben strutturato ed efficace. Voto del pubblico: 9,819.

In cartellone al Premio Tomeo, fuori concorso, era previsto anche il debutto ufficiale della nuova Compagnia Lumière: sei giovani usciti per età, dal laboratorio pluripremiato “Il teatro siamo Noi”, organizzato da ViviRovigo e Irene Lissandrin, come primo esperimento di teatro dei ragazzi nel 2020. Con la regia di Matteo Campagnol ed Irene Silvestri, i Lumière hanno affrontato senza colpo ferire, un testo potente, toccante, esplosivo nelle implicazioni emotive, “L’hotel dei due mondi”, di Éric-Emmanuel Schmitt, drammaturgo di fama, recentemente ospite al Festival Biblico di Rovigo

L’hotel è un luogo liminale, uno spazio sospeso tra due condizioni, la vita e la morte, dove cinque estranei arrivano in seguito ad eventi traumatici (malattia terminale, incidente, suicidio) e trovano un medico a regolare le partenze, nelle due direzioni, attraverso un inquietante ascensore. I cinque si lasciano andare ai flussi di coscienza, alle ultime gioie di umanità, ai perché di una vita, allacciando tra loro nuove relazioni affettive. Assolutamente magistrale la prova attoriale di questi ragazzi over 19, al loro primo importante bagno di prosa. Meritano una menzione: Sara Micovski (il medico), Sofia Clemente (Sara, disabile con malattia degenerativa), Anna Callegaro (donna delle pulizie cardiopatica), Giacomo Imbevaro (l’uomo d’affari in coma), Angelo Gori (il mago ciarlatano), Alessandro Tartaglia (Julien, vittima di incidente).

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