Il professor Fabio Grigenti ha tenuto una conferenza in ricordo della docente Lorella Berto

L’evento ha voluto celebrare il secondo anniversario dalla scomparsa della prof.ssa del Liceo Celio Roccati di Rovigo, collega molto apprezzata e stimata, coraggiosa e professionale. 

ROVIGO – Sabato 23 marzo, dalle 10.30 alle 12.30, il Liceo Celio Roccati ha avuto l’opportunità di ospitare uno dei massimi studiosi italiani nel campo di Intelligenza  Artificiale applicata alla filosofia. L’eminente professor Fabio Grigenti è stato invitato all’auditorium “M. Hack” (via de Gasperi) dalla prof.ssa Marina Caldon, docente di filosofia presso l’istituto “Celio-Roccati”.

L’evento ha voluto celebrare il secondo anniversario dalla scomparsa della prof.ssa Lorella Berto, collega molto apprezzata e stimata, coraggiosa e professionale. 

Il dottor Grigenti, docente Ordinario di Storia e Filosofia della tecnica presso l’Università di Padova, è stato presentato dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Anna Maria Pastorelli e ha proposto una visione filosofica applicata all’IA (intelligenza artificiale), tema di scottante attualità nel dibattito contemporaneo a livello nazionale ed internazionale.

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Il titolo della conferenza: “IA tra rischi e opportunità” sottolinea il bivio di fronte al quale ci possiamo trovare già nel futuro più vicino: il relatore ha scelto di iniziare il proprio intervento dal concetto di “rischio”. L’intelligenza artificiale può creare un’estroflessione delle capacità umane, un termine tecnico del lessico biologico e anatomico. 

Altri rischi potenziali dell’applicazione dell’IA si trovano in campo medico, su tutti il pericolo che tale intelligenza possa prevedere la morte di un paziente e i giorni di vita che gli rimangono. In tal caso, il medico non dovrà mai delegare alla tecnologia la decisione finale: il responsabile della procedura sarà sempre un essere umano. Serve quindi lo sviluppo di una coscienza etica, di una consultazione bioetica e di una giurisdizione precisa sul tema, per non deresponsabilizzare gli umani (di qui i collegamenti con filosofia e diritto).

 Alcuni rischi sono legati al concetto di opportunità: ad esempio, l’IA potrebbe essere molto utile nella ricerca di persone scomparse, ma manca ancora un “database” contenente i parametri biomedici degli individui.

Un altro limite dell’IA è quello dell’impossibilità di scoprire eventuale plagio in tesi redatte, avvalendosi di essa, dato che non si può risalire alle fonti utilizzate dall’IA stessa.

Tra i vantaggi, possiamo enumerare: la possibilità di rendere molti lavori più snelli, meno rischiosi, e più ricchi, grazie ad un aumento delle capacità previsionali dei professionisti che li svolgono. L’IEA (intelligenza emotiva artificiale) potrebbe addirittura prevedere dei crimini, permettendo di sventarli prima ancora che vengano commessi.

Il professor Grigenti ha anche ricordato una breve storia dell’IA, nata nel 1936 con l’operazione “Enigma” realizzata dai tedeschi, per rendere indecifrabili i messaggi di rilevanza militare: lì nacque la storia dell’automazione. Nel 1956, in un college degli USA, si sviluppò il primo programma di ricerca inerente alla possibilità di catturare e rielaborare il linguaggio umano.

Il relatore ha poi citato l’autore più noto nel campo di studi dell’IA: l’informatico statunitense Nils Nilsson, che nella sua opera più conosciuta, ha presentato teorie e tecniche applicative dell’IA, con una visione verso la robotica, in relazione al linguaggio naturale.

Un esempio dirimente della potenziale grandezza dell’IA a livello numerico è dato dalla sfida tra la tecnologia e gli umani: nel gioco cinese chiamato “Go” (molto simile agli scacchi), l’intelligenza artificiale ha elaborato un numero di mosse superiore al numero di atomi presenti nell’Universo. Conseguenza di ciò, è stata la clamorosa sconfitta del campione mondiale di “Go”, ritenuto fino a quel momento imbattibile da un altro essere umano.

Alla conclusione dell’esposizione, il dottor Grigenti ha ricevuto diversi quesiti dagli studenti (erano presenti due quinte del linguistico, due del LES, due del classico e una delle scienze umane). 

La conferenza è stata preceduta da un’apprezzata esecuzione musicale  della giovane violinista Angelica Ballo Bertin studentessa del Liceo Celio Roccati. La scuola ringrazia tutti gli attori coinvolti, (su tutti al prof. Fabio Grigenti) interni ed esterni, nonché i cittadini presenti, senza dimenticare la ricorrenza intorno alla quale l’evento è stato costruito. 

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