Il sistema delle politiche socioassistenziali rischia di implodere

Addizionale Irpef che la Regione sta valutando in questi giorni per aiutare le Rsa del Veneto e della Provincia di Rovigo a rischio collasso. Potrebbe essere una soluzione

ROVIGO – Il caro bollette sta definitivamente mettendo in ginocchio le strutture residenziali del Polesine, che già prima dell’altra emergenza epocale, rappresentata dal Covid, si trovavano in seria difficoltà.

“È necessaria un’iniezione di risorse per evitare che una terra già fragile, con il più alto indice di vecchiaIa del Veneto e con le pensioni più basse del Veneto, si trovi a fare i conti con il crollo dei servizi socioassistenziali con ricadute pesanti anche dal punto di vista occupazionale”.

Lo sostengono Gino Gregnanin coordinatore provinciale Uil Rovigo e Cristiano Maria Pavarin Segretario Generale Uil Fpl Rovigo  “È per questo che come Uil già da tempo lanciamo l’allarme su una situazione sempre più difficile. Ed è per questo che ora torniamo ad evidenziare la drammaticità del momento, visto che registriamo dati diffusi buchi di bilancio nelle strutture residenziali. Un sistema che da anni versa in uno stato di ormai cronica crisi, alla quale si sono aggiunti, in una micidiale sequenza, il Covid ed il caro energia. L’unico elemento di garanzia per continuità è stato l’impegno, spesso sopra ogni limite, dei dipendenti, ma tutto ha un limite: se non si rivedono al rialzo gli standard dell’assistenza con nuovi fondi dalla Regione, senza intaccare le rette degli ospiti, il sistema rischia di crollare su se stesso”.

“È proprio la Regione, a nostro avviso – sottolinea la Uil – che è in qualche modo obbligata a intervenire, non solo per competenza istituzionale ma anche e sopra tutto perché gli operatori delle strutture, con la loro professionalità ed abnegazione, hanno garantito la tenuta del sistema, sempre più con un ruolo sussidiario ed una connotazione di natura sanitaria, considerando la tipologia di anziani ospiti, sempre più vicini a degenti di reparti di Geriatria.

Per questo, dopo aver già lanciato alla Regione la proposta della riduzione dell’Irap per le Rsa, ora seguiamo con interesse il dibattito sulla possibilità di ripristinare l’addizionale Irpef che la Regione sta valutando in questi giorni, perché proprio da questa scelta potrebbero arrivare le risorse che chiediamo a gran voce, senza le quali rischiamo di perdere la rete delle strutture residenziali sul territorio”.

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