Impianto biometano a Canaro: secondo No da Fiesso Umbertiano

Il sindaco Luigia Modonesi ribadisce il parere sfavorevole per non compromettere la qualità della vita e non danneggiare la salute umana e l’ambiente

FIESSO UMBERTIANO (Rovigo) – La sindaca Luigia Modonesi del Comune di Fiesso Umbertiano ribadisce la contrarietà alla realizzazione di un impianto per la produzione di biometano a Canaro esprimendo il secondo (LEGGI ARTICOLO del primo No) parere sfavorevole entro i termini fissati dalla Regione del Veneto al 4 marzo, per le ulteriori osservazioni in merito all’iter autorizzativo del’impianto.

“Il Comune di Fiesso Umbertiano, avendo già inviato nel mese di gennaio una corposa relazione per opporsi alla realizzazione di questo impianto, tant’è che l’amministrazione che guido in veste di sindaco, ha potuto partecipare alla conferenza decisoria del 9 febbraio scorso, ha mandato un secondo documento alla Regione per rafforzare il No all’autorizzazione di questo progetto” afferma Modonesi.

Le diverse tematiche che preoccupano tantissimo Fiesso Umbertiano riguardano la salvaguardia della salute pubblica e la difesa del territorio. Le osservazioni prodotte dal sindaco Modonesi sono di seguito riportate

Il consistente aumento della mobilità di mezzi pesanti che si prevede investirà le strade provinciali, regionali e comunali, già in molti casi, parecchio dissestate, per il trasporto dei materiali in entrata e in uscita dagli impianti, si prevede un transito di circa 6000 camion/anno in più dell’attuale.

Non si impiegheranno, per l’alimentazione dell’impianto, biomasse provenienti da imprese agricole locali.

Non sarà un impianto che darà incentivo al lavoro.

Problemi relativi alle notevoli quantità, e alla qualità, del digestato che residua dai processi produttivi del biogas e le connesse complicazioni derivanti dalla “odorosità” del materiale residuo, sia in fase di stoccaggio che di spandimento sui terreni.

Le immense quantità di digestato prodotto da queste centrali contengono composti azotati in esubero e metalli che si accumulano nei terreni dove i digestati vengono ripetutamente sparsi in abbondanza.

L’insieme dei problemi, agronomici in primis, derivanti dalle coltivazioni dedicate per la produzione delle biomasse da trattare negli impianti per il biogas.

Di estrema importanza, l’attenzione e la comunicazione da parte delle amministrazioni competenti nei confronti dei cittadini dei territori interessati, serve affrontare pubblicamente e a dibattere queste tematiche che tanta importanza hanno per la vita quotidiana delle aree coinvolte e ottenere l’assenso per la realizzazione di questi impianti non solo degli enti dedicati all’iter autorizzativo ma anche dei cittadini e delle comunità coinvolte.

Consumo del suolo agricolo: la Regione Veneto ha deliberato una legge su questo tema, serve capire se questa realizzazione lo rispetta e verificare se rispetta le distanze dalle abitazioni.

Si avrà una distruzione di prodotti agricoli perché non saranno usati a scopo alimentare, quando già da diversi anni la FAO ci riporta annualmente informazioni preoccupanti riguardanti la necessità di reperire prodotti agricoli per la nutrizione umana.

Si otterrà un aumento dell’inquinamento e dei pericoli per la salute e grandi quantità di scarti industriali da smaltire.

La produzione di energia climalterante, economicamente “sostenibile” sarà effettuata solo in presenza costante di incentivi statali/ fondi PNRR. In questo modo i cittadini pagheranno due volte il gas (sia per produrlo che per consumarlo).

Si avrà un forte aumento delle polveri sottili: PM 10 e le più pericolose PM 2,5 con tutte una serie di conseguenze devastanti per la salute pubblica.

Molti impianti attualmente in uso sono rumorosi, maleodoranti e non privi di emissioni nocive. Inoltre in vicinanza di impianti attivi si sono verificati episodi di inquinamento delle falde acquifere (per sversamenti di liquami), che in certi casi hanno portato al divieto di utilizzo dell’acqua anche a distanza di alcuni chilometri dall’impianto.

E’ anche necessario sottolineare che, mentre con altri tipi di impianti (per esempio fotovoltaico) gli eventuali danni vengono subiti dagli stessi imprenditori, nel caso del biogas invece i problemi diventano della collettività e del territorio circostante l’impianto.

Tutte queste ragioni ci spingono a dare, per la seconda volta, parere sfavorevole alla realizzazione di questo impianto.

L’amministrazione comunale di Fiesso Umbertiano richiede inoltre che questa tipologia d’impianti sia fatta in maniera ridotta e misurata attorno ad un discorso di salvaguardia ambientale, del territorio e della salute pubblica, chiedendo inoltre l’introduzione di nuove leggi e regole, regionali e nazionali più restrittive.

Si chiede che si studino e si introducano normative che concedano gli incentivi esclusivamente dove il biogas rappresenti una vera energia pulita, che utilizzi gli scarti agroalimentari e la frazione organica dei rifiuti generati in zona, già doverosamente diminuiti da opportune politiche di riduzione alla fonte dei rifiuti urbani, attraverso l’educazione ambientale e l’introduzione di strategie atte ad incrementare le scelte di tipo ecologico in modo che questi impianti non debbano compromettere la qualità della vita e non danneggiare la salute umana e l’ambiente.

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