Indagine sull’ex comandante della Polizia locale associata del Medio Polesine, due misure cautelari 

La complessa attività di indagine trae origine dalle verifiche operate dallo stesso Comune di Polesella, che ha inviato la relativa segnalazione alla Procura di Rovigo

ROVIGO – Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, dott.ssa Manuela Fasolato, comunica in considerazione della rilevanza pubblica della notizia anche in rapporto alla comunità territoriale e per una corretta informazione, che la Procura della Repubblica di Rovigo nell’ambito di un procedimento penale in fase di indagini preliminari, a seguito di indagini delegate ai Carabinieri di Polesella e alla aliquota dei Carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria di Rovigo, ha eseguito una ordinanza di misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio per la durata di un anno nei confronti di T.S., all’epoca dei fatti Comandante della Polizia locale associata del Medio Polesine, e una ordinanza di misura cautelare coercitiva dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di S.D., soggetto imputato in un altro procedimento penale, e in tale veste richiedente la sospensione del procedimento con messa alla prova subordinata allo svolgimenti di lavori di pubblica utilità, ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Rovigo su richiesta della Procura di Rovigo, per più reati, in ipotesi accusatoria, di falso ideologico di cui agli artt.110, 81 cpv, 479 in relazione all’art.476 comma 2 c.p., commessi in Polesella nel 2023 per false attestazioni dello svolgimento di prestazioni di lavori di pubblica utilità, ritenute a seguito delle indagini svolte non effettuate; la misura cautelare per T.S. è stata data anche per il reato, in ipotesi accusatoria, di cui agli artt. 56, 617 comma I e III c.p. di tentativo di fraudolenta cognizione di comunicazioni e conversazioni telefoniche tra altre persone, a Polesella in data antecedente e prossima al novembre 2023.

La complessa attività di indagine trae origine dalle verifiche operate dallo stesso Comune di Polesella, che ha inviato la relativa segnalazione alla Procura. Le indagini delegate ai Carabinieri sono consistite in esami di numerose persone, anche dipendenti, informate sui fatti, in acquisizione dei registri presenza, in acquisizione dei tabulati telefonici e riscontro zone celle, in acquisizione degli atti del procedimento disciplinare avviato dal Comune di Polesella con atto di contestazione dell’ottobre 2023 e concluso nel dicembre 2023 con la irrogazione a T.S. della sanzione disciplinare della sospensione del servizio con privazione della retribuzione per sei mesi; in verifica della presenza o meno di riscontri alle dichiarazioni rese da T.S. nel procedimento disciplinare; in  accertamenti relativi al rinvenimento di un registratore nel Comando di Polizia locale e verifiche ed accertamenti tecnici conseguenti; sequestro cellulari e indagini per i riscontri di quanto risultante sui cellulari in sequestro, con analisi tecniche.

Le misure suddette sono state date dal Giudice ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza per le ipotesi di reato sopra indicate e le esigenze cautelari di cui alla lett. c) dell’art.274 cpp – concreto e attuale pericolo di reiterazione di reati della stessa specie di quelli per cui si procede – in ragione della modalità e natura dei fatti commessi in ipotesi accusatoria, stante quanto realizzato per eludere il provvedimento giurisdizionale cui S.D.  era stato messo alla prova ed obbligato ad ottemperare agli obblighi relativi al programma di trattamento, tra cui i lavori di pubblica utilità.

Si ricorda che la responsabilità penale può essere accertata solo a seguito di processo con sentenza passata in giudicato sussistendo la presunzione di innocenza.

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