Integrazione e sport, diventa professionista grazie alla Pugilistica Rodigina

A Rovigo Osamwonyi Efe ci è arrivato 6 anni da, da dilettante ha vinto sul ring 35 incontri su 40, nella palestra di viale Trieste ha trovato una famiglia, a 28 anni a Rosolina l’esordio tra i Pro

ROVIGO – E’ arrivato dalla Nigeria con un carico di speranze e la fame, quella tipica degli sportivi. A Rovigo ha trovato una famiglia, la Pugilistica Rodigina, ma soprattutto regole rigide, ed un obiettivo: integrarsi. Nella palestra di viale Trieste ha trovato una vera e propria ancora di salvezza.

Dopo 6 anni, 40 incontri e 35 vittorie da dilettante nella categoria 71kg, Osamwonyi Efe è passato professionista. Il suo esordio è previsto a giugno a Rosolina mare nella categoria 70 kg, sarà il match clou della riunione.

Una bella storia da raccontare, a 28 anni Osamwonyi Efe sta per diventare padre, si è sposato, ha un lavoro regolare, tutto questo grazie all’impegno dei maestri della Pugilistica Rodigina: Cristiano Castellacci, Enrico Pizzardo, Michele Brusaferro e Monica Malipiero che vede come una figura materna, oltre all’aiutante William Piffanelli.

“Qui in palestra non ci sono campioni, sono tutti uguali – esclama il maestro Cristiano Casellacci – funziona così, come ci ha insegnato il grande Maestro Silvano Modena, c’è l’atleta e l’istruttore”. Una storia di integrazione, sacrificio, voglia di arrivare, la Pugilistica Rodigina si è attivata anche per creare delle occasioni di lavoro, poi Osamwonyi Efe ci ha messo del suo. “E’ merito suo – sottolinea Castellacci – se lo è guadagnato. Lavora a tempo indeterminato alla Elettrocostruzioni Benetti, che ha cercato di aiutarci. Parecchi nostri atleti sono andati li”. 

Il pugilato è uno sport che non fa sconti, le scorciatoie non sono ammesse, non è solo una questione fisica, ma soprattutto mentale.

“Ne ho visti tanti passare per viale Trieste, molti hanno mollato, lui no. Quando si manca ad un allenamento ci deve essere una scusa valida, lavoro o studio, – spiega Castellacci – nella nostra palestra le regole sono semplici e chiare, zero alibi. Fuori e dentro la palestra si deve tenere un comportamento irreprensibile, qui insegniamo la disciplina”.  

Recentemente Osamwonyi Efe ha stravinto un round robin della propria categoria battendo tutti gli avversari, ai regionali ha vinto tre incontri su 3, agli assoluti di Chianciano Terme ha perso ai quarti di finale contro la medaglia d’argento. Ora il professionismo.

Vive a Rovigo in una casa in affitto, ma “il suo sogno è acquistare un’abitazione, farsi un mutuo come tutti noi – spiega il maestro Castellacci – vuole per suo figlio  la nazionalità italiana, è perfettamente integrato, gli atleti polesani lo guadano come un esempio da seguire, come il nostro Beh Alassane Traore, anch’egli professionista”.

Una bella storia, merito dello sport che non ha confini, ma solo obiettivi.

Giorgio Achilli

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